Sulle due ruote, alla scoperta del Delta del Po

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Da Mesola a Cervia percorsi ciclabili ideali per tutti, in contesti ambientali unici al mondo. Un panorama completamente pianeggiante, un territorio che si presenta come un’immensa pista ciclabile in cui la bicicletta è, ovviamente, lo strumento perfetto per comprenderne fino in fondo le caratteristiche. Ecologica, sostenibile e sana, la vacanza sui pedali sarà molto probabilmente anche uno dei trend dell’ormai imminente stagione estiva.

Un paesaggio, quello del Delta del Po, ricco di suggestioni differenti, in cui la terra e l’acqua aprono sempre nuove strade da percorrere: da Comacchio a Ferrara, da Cervia a Ravenna, lungo il percorso cicloturistico della Destra Po che taglia orizzontalmente il territorio ferrarese o sull’argine del fiume Lamone da Bagnacavallo al Mare Adriatico: centinaia di chilometri si affacciano su una terra segnata da una rete di percorsi cicloturistici che si snodano tra la città e le campagne, tra oasi protette e borghi di pianura.

Circondato da panorami incantevoli, il Delta del Po offre percorsi ciclabili ideali per tutti, perfetti per un weekend, ma anche per escursioni e gite giornaliere. La natura dei fiumi e delle golene, le lagune, le valli, le oasi naturalistiche del Parco del Delta del Po, poco lontani dai centri storici come Ferrara, Ravenna, Mantova, Venezia, Comacchio, le ville e le Delizie Estensi, offrono infatti moltissime possibilità di visita.
Itinerari brevi e sicuri per pedalare comodamente con le famiglie, o percorsi ad anello ideali per esplorare i dintorni; o ancora lunghi tratti da spalmare su più giorni per comprendere al meglio il territorio, scoprendolo in tutte le sue sfaccettature. Sono decine gli itinerari proposti, rivolti a qualsiasi tipo di target, alla scoperta di stupefacenti percorsi nell’arte e nella natura.

Potrete, ad esempio, cimentarvi in un originale “Bike & Spritz” nel territorio mesolano, un percorso ad anello che vi permetterà di conoscere la storia e la natura di alcuni luoghi simbolo, come la cinquecentesca Torre Abate, il Castello Estense con la sua bella corte, i possenti argini del Po di Goro ed il Bosco della Fasanara, testimonianza delle antiche selve, e che si conclude con aperitivo a base di prodotti tipici. A Comacchio, tra le varie possibilità, è imperdibile il tour in Salina, alla scoperta di uno scrigno di storia, tradizione e biodiversità, con alle spalle il scenografico volo di fenicotteri rosa, avocette e decine di altre specie di avifauna. Spostandosi, invece, nel ravennate, per onorare al meglio il settecentenario della morte di Dante, da segnare in agenda l’escursione guidata all’interno della “divina foresta spessa e viva”, fonte di ispirazione per il Sommo Poeta nella scrittura della Commedia.

O ancora potrete spingervi fino alle montagne di sale di Cervia, percorrendo anche un tratto di una nuova pista ciclabile che vi consentirà di raggiungere la torretta di avvistamento ed ammirare un panorama davvero unico.
Non resta, allora, che decidere quale itinerario fa più al caso vostro e programmare l’escursione. Da soli, in famiglia o con gli amici non rimarrete senz’altro delusi. Gli itinerari in bicicletta ed il calendario delle escursioni in programma durante la “Primavera Slow” sono consultabili sul nuovo portale deltadelpo.eu.
Il portale è stato realizzato in sinergia con Destinazione Romagna e con gli operatori turistici del territorio dell’area del Delta del Po grazie al progetto a Regia diretta del GAL 19.2.02.14B DESTINAZIONE TURISTICA DELTA DEL PO finanziato attraverso il Programma di Sviluppo Rurale Regione Emilia-Romagna 2014-2020 – Misura 19 – Sostegno allo Sviluppo locale Leader.
https://deltadelpo.eu/it/5-cicloturismo

Bici in sicurezza, ecco il decalogo “salva-ciclisti”

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foto Tommaso Prugnola
Anno dopo anno aumentano i cicloturisti che viaggiano sulle strade montane e le piste ciclabili. Ma disattenzione e superficialità sono pericolose. La Val di Sole ha quindi stilato dieci semplici regole per ridurre i rischi e godersi al massimo le vacanze sulle due ruote.

Investire sulle infrastrutture per le due ruote si sta rivelando un ottimo asset di sviluppo per i territori turistici e in particolare per quelli montani. I dati confermano, infatti, che il numero dei biker e dei cicloturisti in giro per l’Italia e l’Europa è in crescita costante: +41% in appena cinque anni, secondo le cifre dell’Istituto Nazionale di Ricerche Turistiche, per un valore economico che sfiora gli 8 miliardi di euro ogni anno.
Ma studiare infrastrutture adeguate – attraverso piste ciclabili, ciclovie, bike park, sentieri per mountain bike, downhill, una rete di negozi-officine e servizi di mobilità collettiva – non basta. Per garantire una vacanza piacevole ai bikers serve un’altra cosa. Senza dubbio meno costosa ma altrettanto cruciale: un’adeguata consapevolezza su quali siano le norme da rispettare per ridurre il rischio di incidenti, sempre dietro l’angolo soprattutto nei momenti di alta stagione.

Per questo, la Val di Sole ha pensato di ideare un decalogo da destinare ai cicloturisti, sia che utilizzino la pista ciclabile, sia che preferiscano le strade “normali” o gli oltre 300 km di percorsi in mountain bike della valle. Poche, semplici regole che però troppo spesso sono sottovalutate. Dall’abbigliamento più adatto, al modo di pedalare, quando si è da soli, in gruppo o con bambini, all’atteggiamento da usare sul sellino.
«La nostra valle registra un livello di popolarità sempre maggiore tra i ciclo-turisti, anno dopo anno» spiega Fabio Sacco, direttore dell’Azienda per il Turismo della Val di Sole. La pista ciclabile lungo sul fiume Noce (una “perla” lunga 35 chilometri, che unisce Cogolo di Peio a Mostizzolo) è infatti stata percorsa da circa 70mila turisti solo nel 2019l. Ciò impone una riflessione sulla sicurezza di chi usa le due ruote.

«Purtroppo, analogamente a quanto accade d’inverno per chi solca le piste da sci, non tutti i ciclisti hanno una sufficiente preparazione fisica e soprattutto un’adeguata presa di coscienza sull’importanza di seguire alcune regole per evitare incidenti – ammette Sacco – Soprattutto per chi non va in bici assiduamente, il nostro consiglio è di preferire l’uso di piste ciclabili o percorsi bike autorizzati a livello provinciale, che peraltro è quanto prescrive anche il Codice della Strada. Ma anche lì, vanno evitate disattenzioni che possono rivelarsi pericolose, come ascoltare la musica mentre si pedala o usare abiti troppo larghi che si infilano fra i raggi delle ruote o, ancora, portare cani al guinzaglio».

DUE RUOTE, I DIECI CONSIGLI DELLA VAL DI SOLE
1. BICI ED EQUIPAGGIAMENTO

Freni, catena e gomme devono essere sempre in condizioni adeguate. Utile poi indossare abiti chiari che rendono più visibili, scarpe sportive, pantaloni elastici o aderenti che non si infilano nei raggi della bici. Il casco è sempre una buona idea, al pari delle protezioni per chi fa downhill.
2. RISPETTARE IL CODICE
Sembra una banalità ma anche per i ciclisti è necessario rispettare le regole del Codice della Strada, prestando particolare attenzione a semafori, stop, precedenze.
3. PROCEDERE IN FILA UNICA
Lo impone il Codice della Strada ad eccezione di quando nel gruppo c’è un minore di 10 anni con una bici propria: il bambino deve però pedalare alla destra dell’adulto.
4. USARE LE CICLABILI
Dove esistono, usarle non è solo un piacere ma anche obbligatorio, al pari delle corsie riservate, a meno di specifici regolamenti emanati dagli enti locali.
5. MUSICA VIETATA
Le nostre orecchie sono degli ottimi radar contro i pericoli. Ovattarle con cuffiette è pericoloso e aumenta il rischio di non accorgersi dei segnali esterni.
6. SEGUIRE IL TRAFFICO
Mai procedere in senso contrario a quello del traffico stradale: è illegale e fa crescere il rischio di incidente in modo esponenziale perché si riducono i tempi di avvicinamento agli altri veicoli.
7. USARE IL CORPO COME FRECCIA
Servirsi delle braccia per “comunicare” le proprie intenzioni agli altri veicoli può essere determinante in situazioni di pericolo: può indurli a rallentare o a evitare un sorpasso. Evitare quindi di tenere in mano cellulari o altri oggetti
8. PROTEGGERE GLI OCCHI
Sembra banale ma ancora troppi sottovalutano l’importanza degli occhiali per proteggersi non solo dal vento ma anche da insetti, detriti e piccoli sassi.
9. NIENTE ANIMALI AL GUINZAGLIO
Quando si è in bici è tassativamente vietato sia condurre animali sia farsi trainare da essi.
10. CORDIALITÀ
Scambiarsi gesti di cordialità con altri ciclisti, automobilisti e passanti è sempre utile a relazionarsi con gli altri e aiuta a diffondere rispetto reciproco.
LA CICLABILE MODELLO SUL FIUME NOCE
È il vanto della Val di Sole votata alle due ruote: per 35 km, da Cogolo di Peio fino a Mostizzolo, la pista ciclabile si sviluppa quasi per intero lungo il percorso del Fiume Noce, ricalcando il tracciato di antiche strade di collegamento o di strade arginali e di campagna. Una opportunità di scoprire un territorio in modo slow e alla portata di tutti: il percorso infatti non è impegnativo (copre un dislivello complessivo di 565 metri) ed è reso estremamente agevole dalla presenza del servizio Bike Train/Bus, abilitato al trasporto bici e dei Bike Bus (che collegano il capolinea ferroviario di Mezzana alla Val di Pejo, oltre che al Passo del Tonale, e Dimaro Folgarida a Madonna di Campiglio e Carisolo). Ciò permette ai cicloturisti di scegliere l’itinerario più adatto alle proprie capacità, sapendo di poter contare sulla rete di mezzi di trasporto per risalire dal fondovalle. Ovviamente, si può partire da qualsiasi paese della valle perché ognuno dispone di centri di noleggio biciclette.

Il brand Luxury Bike Hotels alla conquista dell’Italia by bicycle

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Il motto dei Luxury Bike Hotels è “pedala nella bellezza”. Nei Luxury Bike Hotels vince il binomio vacanza attiva-relax. Andiamo a scoprire un settore che ogni anno conta nuovi adepti.

Eroica, ciclismo vintage, strade biancheRide in beauty, pedala nella bellezza, è il motto dei Luxury Bike Hotels, gruppo di alberghi italiani nati nel 2017 da un’idea di Ludovica Casellati, giornalista appassionata di bici e fondatrice del portale www.viagginbici.com. Un sito dedicato al gusto della pedalata, alle piste ciclabili e itinerari italiani più belli e paesaggistici, all’utilizzo della bicicletta come stile di vita e mantenimento della salute, alle immancabili tappe enogastronomiche dei percorsi, alle curiosità, aneddoti, personaggi, gusti e tendenze del turismo in bicicletta. Un settore in forte espansione, che ogni anno conta nuovi “adepti”: profani ed esperti, sportivi e curiosi, giovani e anziani, famiglie con bambini e nonni giovanili. Un mondo che ha come comune denominatore la passione per le due ruote e per tutto ciò che gira intorno ad esse: paesaggi, ambiente, cultura, tradizioni, vocazioni territoriali.
foto 2In un Paese come l’Italia, dove le bellezze ambientali e culturali si sposano con quelle enogastronomiche e artistiche, con il clima mite, le cangianti morfologie, i colori e la naturale predisposizione alle relazioni, mancava un gruppo di hotels che rispondesse alle esigenze di chi ama la bicicletta ma anche la vacanza di lusso, con tutte le comodità e le coccole riservate ad una clientela esigente. Di chi ama viaggiare alla scoperta di città o luoghi incontaminati, natura selvaggia o centri urbanizzati ma caratteristici. Di chi ama il turismo slow, rispettoso dell’ambiente e proiettato verso la sostenibilità e la tutela della salute.
La “benedizione” della Federazione Ciclistica Italiana
Se la Federazione Ciclistica Italiana ha concesso il patrocinio a questa iniziativa imprenditoriale, un motivo c’è. Si tratta della fiducia riposta dalla più importante associazione in un progetto originale e trasversale, in grado di dare valore aggiunto allo sviluppo turistico sostenibile, persino di destagionalizzare la vacanza e quindi contribuire all’aumento del pil (o pib prodotto interno bici) e dell’appeal dell’offerta ricettiva. In grado anche di “aprire gli occhi” degli albergatori rispetto a una domanda poco valorizzata e non intercettata, vale a dire quella degli appassionati di bicicletta di Borgo Pignanotarget medio-alto, esigente e con importante capacità di spesa. In altre parole, una clientela in grado di aumentare la redditività dei singoli hotel e delle attività commerciali del territorio.
Tipologia di alberghi e criteri
Per entrare a far parte dei Luxury Bike Hotels è necessario avere requisiti che vengono verificati all’ingresso e durante la permanenza nel gruppo. Tra questi, essere un 4-5 stelle, avere una bike room attrezzata oppure un servizio di noleggio bici (interno o esterno), una spa con la possibilità di fare massaggi sportivi, servizio di lavanderia e pulizia attrezzature. Anche il contesto ambientale è importante, perché gli appassionati di biciletta amano generalmente sostare in location che consentono il contatto con la natura. Gli hotels sono situati in tutta Italia, da nord a sud, con particolare concentrazione in Toscana.
Nel sito dei Luxury Bike Hotels si possono trovare anche interessanti spunti e suggerimenti di itinerari, con la segnalazione della difficoltà del percorso, durata, pendenza, distanza e tipologia di bici da usare.
foto 1Il profilo del cliente Luxury Bike Hotels
Sei una persona attiva, a cui piace il movimento e anche il relax? Sei una persona attenta al benessere fisico, consapevole che da esso dipende quello psichico? Sei un Millennials (nato tra gli tra anni ’80 e ’90) o appartieni alla Generazione X (tra il 1960 e il 1980)? O sei un baby boomer (tra il 1945 e il 1965) in salute e sportivo? Appartieni per caso alla Generazione Z dei Centennials, nati dal 1995 al 2010? Allora puoi essere un cliente dei Luxury Bike Hotels, strutture adatte a qualunque età ed esigenza. Ogni generazione, oggi, conta infatti migliaia di appassionati della bicicletta, che cercano una vacanza diversa, esperienziale e di arricchimento.

Info: www.luxurybikehotels.com – contact@luxurybikehotels.com

Road Bike: un progetto per incrementare il cicloturismo nelle valli di Susa, Chisone e Viù

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Anche nel 2019 il progetto cicloturistico “Road Bike” si rinnova e propone una serie di occasioni  per pedalare lungo strade chiuse al traffico a motore, nei mesi di luglio e agosto, secondo un programma che interessa splendidi itinerari ciclistici sulle Alpi torinesi.

cicloturisti in Valsusa_3Grazie all’azione di coordinamento dell’Atl “Turismo Torino e provincia”, dei Comuni  e dei consorzi turistici interessati anche nel 2019 si rinnova il rogetto cicloturistico “Road Bike”, con una serie di proposte per pedalare lungo strade chiuse al traffico a motore, nei mesi di luglio e agosto, secondo un programma che interessa splendidi  itinerari ciclistici sulle Alpi torinesi. È un progetto che valorizza il patrimonio di strade e salite che dalle valli intorno a Torino conducono alle più affascinati scalate del Piemonte, raggiunte dal Giro d’Italia e dal Tour de France. Alcune delle salite proposte sono su strade provinciali che la Città Metropolitana di Torino gestisce con notevole dispendio di risorse umane, tecniche e finanziarie ma con un grande ritorno di immagine e di attrattività turistica. L’esempio classico è la Provinciale 173 del Colle dell’Assietta. Ma anche la 32 della Valle di Viù nel tratto da Margone al lago di Malciaussia è diventata meta di un cicloturismo appassionato e competente.
Nei mesi di luglio e agosto è programmata la chiusura al traffico di alcune salite care agli appassionati delle bici da corsa e delle mountain bike.
cicloturisti in Valsusa_1La salita Oulx-Cotolivier di 11,8 km con 960 metri dislivello è chiusa al traffico motorizzato il martedì dalle 9 alle 12.30; la Novalesa-Moncenisio di 6,7 km con 670 metri di dislivello il giovedì dalle 9 alle 12; la strada Pascaletto di Rubiana sino al Colle del Lys (Viù) di 5,8 km  642 metri di dislivello il giovedì dalle 9 alle 12; il tratto dal Colle del Lys a Lunella sterrato di 4,8 km con 284 metri di dislivello il giovedì dalle 9 alle 12; la strada da Bertesseno (Viù) a Richiaglio (Viù) misto di 13 km con 358 metri di dislivello il giovedì dalle 9 alle 12; la Strada Provinciale 32 nel tratto tra Margone e Malciaussia di 5,8 km con 568 metri di dislivello è chiusa il giovedì dalle 11,30 alle 15,30 nel mese di luglio e il 1° agosto; la Provinciale 173 del Colle dell’Assietta da Sestriere a Pian dell’Alpe di Usseaux il mercoledì e il sabato dalle 9 alle 17 nei mesi di luglio e agosto.

EVENTI PER METTERSI ALLA PROVA
cicloturisti in Valsusa_2I patiti della mountain bike si sono da tempo dati appuntamento all’Assietta Legend di domenica 7 luglio. La Gran Fondo Sestriere-Colle delle Finestre-Sestriere (www.granfondosestriere.it) è in programma domenica 21 luglio. Agosto è invece il mese dedicato alla “Sfida al Campione” con un trittico di cronoscalate. Si inizia sabato 3 agosto con la Usseaux-Colle delle Finestre di 10,5 km, con 880 metri di dislivello e pendenza media dell’8%, in cui il tempo da battere è 33’,27’”, fatto segnare da Fabio Felline. Sabato 10 agosto sarà la volta della Novalesa-Moncenisio di 6,7 km, con 670 metri di dislivello, pendenza media del 10%, prestazione cronometrica di riferimento di 21’,13” appartenente a Diego Rosa. La Cesana Torinese-Sestriere di venerdì 16 agosto è lunga 12,5 km, con 708 metri di dislivello e pendenza media del 5,5%. Il tempo da battere è il 29’,53” fatto segnare in allenamento da Fabio Aru.

LE GRANDI SALITE
Bardonecchia-Jafferau 7,8 km, dislivello 746 metri)
Susa-Colle del Moncenisio (30,5 km, dislivello 2018)
Oulx-Colle del Monginevro (20 km, dislivello 1034)
Cesana-Sestriere Colle sulla strada provinciale 215 (13,4 km, dislivello 744)
Perosa Argentina-Sestriere Colle (37,5 km, dislivello 1870)
Bardonecchia-Colle della Scala (11,7 km, dislivello 645)
Pourrieres di Usseaux-Colle delle Finestre (11,2 km, dislivello 758)
Meana-Colle delle Finestre (18,5 km, dislivello 1684).

“Graie 3000”: il fascino del cicloturismo da Ceres al Pian della Mussa

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Una nuova manifestazione, “Graie 3000”, in programma domenica 9 giugno va ad aumentare il fascino del cicloturismo. Un evento che fin dalle premesse diventerà un appuntamento classico per il settore.

cicloturismo 1Mentre nelle Valli di Lanzo non si è ancora spento l’entusiasmo per il passaggio del Giro d’Italia, il territorio che ha dato i natali a un campione del calibro di Franco Balmamion si appresta a vivere un evento che promette di diventare un appuntamento classico del cicloturismo, la  “Graie 3000”, manifestazione in programma domenica 9 giugno, con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino.
Nelle Valli di Viù, d’Ala e Grande si può dire che sia nato l’alpinismo italiano moderno, ma anche il ciclismo ha scritto pagine di passione e di sacrificio, su salite che i cicloturisti piemontesi conoscono bene. La nuova manifestazione cicloturistica è organizzata dall’associazione Graie Sport e alterna tratti di salita cronometrati a segmenti di corsa ad andatura libera. Due i percorsi disegnati dagli organizzatori, entrambi con partenza da Ceres e arrivo al Pian della Mussa. Graie 3000_2019
Il percorso lungo vedrà i partecipanti pedalare per 86 chilometri e affrontare 2.900 metri di dislivello, affrontando le salite Passo della Croce dal versante di Ceres, del Colle della Dieta dal versante di Viù e la Balme-Pian della Mussa. Coloro che sceglieranno il percorso corto copriranno 50 chilometri di distanza e 1.850 metri di dislivello, confrontandosi sulle salite del Passo della Croce e della Balme-Pian della Mussa.
pian della mussaLa quota di adesione è di 25 euro, che saliranno a 30 per coloro che si iscriveranno la mattina della manifestazione. Gli iscritti riceveranno il pacco gara e il buono per il pastaparty finale. Per ogni cinque iscritti di una medesima società una partecipazione sarà omaggio.
Per l’iscrizione è necessario comunicare l’elenco degli atleti all’indirizzo graie3000@gmail.com.  L’appuntamento è per domenica 9 giugno in piazzale Grande Torino a Ceres, con partenza alle 9,30. La premiazione si terrà al villaggio sportivo di Ceres e sono previsti riconoscimenti per i primi tre scalatori maschili e femminili, la società con il maggior numero di atleti, i concorrenti in sella alle E-bike. Sarà allestito un parco chiuso e controllato per le biciclette. Il cronometraggio sarà effettuato da un official timer MySDAM con tecnologia basata sull’utilizzo di chip. Sabato 8 giugno sono in programma l’inaugurazione della manifestazione, la consegna dei pacchi gara ai presenti e una cena con intrattenimento.
Per informazioni si può visitare il sito Internet www.graie3000.com o le pagine Facebook e Instagram GraieSport, scrivere a graie3000@gmail.com o telefonare ai numeri 3472462007, 3406052989, 3402391964, 3467773114.

 

La Canavesana d’epoca: cicloturistica per gli amanti del ciclismo d’antan

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Per tutti coloro che amano il ciclismo di altri tempi “La Canavesana d’epoca” è l’occasione ghiotte per tuffarsi in quello che è il ciclismo eroico. La manifestazione si svolgerà domenica 2 giugno con il prologo al sabato in piazza Ottinetti a Ivrea. Prenotazioni entro il 30 maggio.

La Canavesana d'epoca_repertorio_11Domenica 2 giugno per gli appassionati del ciclismo d’antan l’appuntamento da non mancare è con l’edizione 2019 de “La Canavesana d’epoca”, una pedalata cicloturistica riservata alle cicliste e ai ciclisti che vogliono rivivere il carattere e le emozioni delle corse d’altri tempi. La manifestazione, patrocinata dalla Città Metropolitana di Torino, è nata nel 2011 per iniziativa di un gruppo di appassionati di Albiano d’Ivrea, i quali, oltre a cimentarsi con mountain bike e biciclette da strada, avevano partecipato alla più famosa manifestazione italiana del settore, “L’Eroica” di Gaiole in Chianti (Siena).
La Canavesana d'epoca_repertorio_3Il territorio del Canavese, con il suo paesaggio naturale, i castelli, i suggestivi paesi, si presta ottimamente per riproporre un modo di andare in bicicletta lontano dall’agonismo estremo, immedesimandosi nei pionieri del ciclismo. Asfalto e strade sterrate si alternano, a confermare un nuovo modo di interpretare la passione per il ciclismo, che ripropone il fascino di anni e decenni in cui la bicicletta, pur essendo uno strumento molto comune per gli spostamenti lavorativi, per i più audaci e temerari costituiva l’occasione per sfidarsi su strade fangose o polverose, in gare di resistenza – oggi le chiamano “trail” – che potevano superare i mille chilometri di lunghezza, gareggiando in qualsiasi condizione di tempo, giorno e notte e senza soste programmate.
La Canavesana d'epoca_repertorio_5Quello rievocato da “La Canavesana” è il ciclismo eroico dei “fachiri” che parteciparono alle prime edizioni della Parigi-Brest-Parigi (nata nel 1891), della Bordeaux-Parigi (1891), della Parigi-Rubaix, del Tour de France, della Gran Fondo Milano-Torino di 530 km (1894), della Coppa del Re (1897), della Milano-Piacenza-Ginevra (1901) e della Roma-Torino.
La Canavesana” riporta alla memoria figure mitiche, come lo spazzacamino valdostano Maurice Garin di Arvier, soprannominato “Le Petit Ramoneur”, che fu il primo italiano (ma naturalizzato francese) a imporsi in una classica del Nord, la Guingamp-Morlaix-Guingamp del 1895, dominando poi il Tour nel 1903.
La Canavesana d'epoca_repertorio_6Ma alla “Canavesana” si rievocano anche l’alessandrino Costante Girardengo e l’astigiano Giovanni Gerbi e i grandi campioni locali, come Giovanni Brunero, Riccardo Filippi e Franco Balmamion.
La manifestazione vivrà il suo prologo sabato 1° giugno, con il ritrovo alle 14 in piazza Ottinetti a Ivrea per una pedalata di circa 25 km con biciclette d’epoca e abbigliamento vintage. Alla pedalata è abbinato il raduno “Bellezze in bicicletta”. Il rientro è previsto per le 18,30, in tempo per un ”Aperitivo al..La Canavesana”. La quota di partecipazione è di 12 euro per tutti, bimbi compresi, con prenotazione obbligatoria entro giovedì 30 maggio al Team Fuori Onda Bike di corso Vittorio Emanuele 46 ad Albiano d’Ivrea, telefono 3472564008.
La Canavesana d'epoca_repertorio_4Domenica 2 giugno gli appassionati si ritroveranno a partire dalle 7,30 al centro sportivo comunale di Albiano d’Ivrea, mentre la partenza è fissata per le 9. I primi 15 km, sino a Masino, saranno ad andatura compatta; a seguire andatura libera, sia per il percorso lungo di 100 km che per il “classico” di 56 km. La Canavesana d’epoca è inserita nel circuito delle Ciclostoriche del Nord Ovest, che conferiscono un brevetto personalizzato a coloro che partecipano a tutte e cinque le corse.
Tutte le informazioni sulla Canavesana d’epoca e sulle altre manifestazioni organizzate nel 2019 dal Team Fuori Onda Bike sono reperibili nel portale Internet www.lacanavesanadepoca.it