Sherlock Holmes Day: otto parole tra etimologie e curiosità

Riceviamo e pubblichiamo
Otto parole inglesi legate al mondo di Sherlock Holmes, il detective nato nel 1887 dalla penna dello scrittore scozzese Arthur Conan Doyle.

Un uomo dal quoziente intellettivo sopra la media, con uno sguardo acuto e penetrante e conoscitore di “ogni particolare di tutti i misfatti più orrendi perpetrati” nel suo secolo. È Sherlock Holmes, il detective nato nel 1887 dalla penna dello scrittore scozzese Arthur Conan Doyle e comparso in 4 romanzi e ben 56 racconti.

Dal suo alloggio londinese al 221B di Baker Street, dove ora sorge un museo dedicato, Holmes è diventato una delle più importanti figure della letteratura britannica tanto da essere uno dei personaggi più rappresentati sul grande e piccolo schermo, con oltre 200 apparizioni diverse.
Per celebrare uno degli investigatori privati più celebri di tutti i tempi e una delle figure inglesi che hanno fatto la storia della letteratura internazionale, in occasione dello Sherlock Holmes Day del 22 maggioCambridge Assessment English, che da oltre 80 anni opera come ente certificatore della lingua inglese nel nostro paese, condivide otto parole inglesi legate al mondo di Sherlock Holmes e dell’investigazione che vengono usate anche in italiano e altrettante curiosità.

Detective
Utilizzata anche in italiano come sinonimo di “investigatore”, la parola inglese “detective” deriva dal verbo “to detect”, ossia rivelare, individuare, scoprire. Il termine, abbreviazione di “detective policeman”, nacque come aggettivo, ma iniziò a diffondersi come sostantivo intorno alla metà del 1800. L’aspetto più curioso legato al personaggio di Sherlock Holmes è che per creare il personaggio Arthur Conan Doyle non si ispirò a un “detective policeman”, ma al dottor Joseph Bell, medico e professore dell’Università di Edimburgo in grado di fare diagnosi precisissime con una sola occhiata.

Flashback
Nata dall’unione dei termini “flash” e “back” per indicare una sorta di ritorno di fiamma nei motori e nelle fornaci, la parola “flashback” si è diffusa tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento con un significato completamente diverso. Usato anche in italiano, dalla cinematografia alla letteratura, il termine indica infatti una struttura narrativa dove si assiste all’interruzione degli eventi presenti in favore di rievocazioni del passato e ricordi. Nei gialli questo stratagemma ricorre moltissime volte e tra le storie di Arthur Conan Doyle viene utilizzato in Uno studio in rosso, il primo romanzo della serie, e ne Il mastino dei Baskerville, da molti considerata una delle più belle indagini di Sherlock Holmes.

Badge
Il “badge”, in generale, è un tesserino identificativo, ma nel mondo dell’investigazione indica in particolare il distintivo. Derivato dalla parola latina  bagis, ossia “emblema”, poi trasformata nella lingua anglo-fracese in “bage”, il termine viene usato fin dal Medioevo per indicare i distintivi o le spille in metallo che venivano indossate dai pellegrini o dai cavalieri per dimostrare le proprie alleanze o preferenze politiche. Oggi uno dei badge più famosi legati al mondo dell’investigatore di Baker Street è quello della Sherlock Holmes Society, un club letterario e culturale con sede a Londra e dedicato agli appassionati.

Cold case
“Cold case” in italiano si può tradurre con “analisi dei casi a pista fredda” e indica un’indagine relativa a un caso rimasto irrisolto e per il quale non solo vengono riaperti archivi e fascicoli, ma vengono anche raccolte nuove prove e testimonianze. Il termine, che dà il nome anche a una celebre serie televisiva statunitense, non compare mai nei romanzi di Arthur Conan Doyle, ma si collega ugualmente al mondo di Sherlock Holmes grazie al film del 2015 Mr. Holmes, dove il detective, ormai novantenne e per l’occasione interpretato da Ian McKellen, è alle prese con un caso rimasto irrisolto.

Scotland Yard
Scotland Yard è l’edificio sede del Metropolitan Police Service londinese, ma viene spesso usato come metonimia per riferirsi all’intero corpo di polizia. Il nome sembra derivare dalla sua sede originale, sorta nel 1829 e un tempo collocata sulla Great Scotland Yard, una strada laterale della capitale e luogo di soggiorno dell’ambasciatore e del sovrano scozzese prima dell’annessione al Regno Unito. Il collegamento con il mondo dell’investigazione è abbastanza ovvio, ma non tutti sanno che Scotland Yard oggi rende omaggio alle storie di Arthur Conan Doyle in due modi: attraverso il suo database criminale chiamato Home Office Large Major Enquiry System (HOLMES) e attraverso il programma di allenamento del corpo di polizia battezzato “Elementary”.

Villain
Il termine “villain”, usato in Italia soprattutto nel mondo del cinema e delle serie televisive, è un falso amico, ossia una parola che, pur ricordandone una della nostra lingua, ha un significato completamente diverso. “Villain”, infatti, non si traduce con “villano”, ma con “cattivo” e in generale, nei romanzi e nei film, indica il nemico. La somiglianza tra i due termini non è casuale: entrambi, infatti, derivano dal latino villanus, ma in inglese la parola si è evoluta verso un concetto più astratto, opponendo il legame con la terra allo status di cavaliere e affiancandola quindi all’assenza di buone intenzioni e cavalleria. Entrata nel linguaggio letterario a partire dagli anni Venti dell’Ottocento, la parola prende vita nei romanzi di Sherlock Holmes con la figura del Professor Moriarty, antagonista per eccellenza del detective londinese.

Trivial
Derivata dal latino trivialis (comune, grossolano), la parola inglese “trivial” si usa per indicare qualcosa di banale, di poca importanza o poco valore, ma oggi è spesso considerata un termine aulico, utilizzato in contesti formali o per sottolineare le proprie doti intellettuali. Sherlock Holmes lo inserisce più di una volta nelle sue frasi, ma uno degli esempi più noti è quello legato al racconto L’avventura dei sei Napoleoni, un passaggio che riassume perfettamente la mentalità investigativa del detective: “I dare call nothing trivial when I reflect that some of my most classic cases have had the least promising commencement”. Oggi il termine “trivial” è entrato nella cultura popolare italiana grazie al celebre gioco da tavolo canadese.

Puzzle
Un “puzzle” è un enigma, un problema, una situazione molto complessa da risolvere e la parola viene usata molto spesso nel mondo dell’investigazione. Il termine deriva dall’antico francese  aposer (lasciare perplesso) ed entrò nel vocabolario inglese come verbo verso la fine del Sedicesimo secolo, trasformandosi poi in “pose”, a sua volta modificato in “pusle” e, infine, “puzzle”. Oggi, in Italia, la parola indica il gioco da tavolo nel quale far combaciare ogni pezzo per poi creare un disegno, ma, anche se il termine arriva direttamente dall’inglese, Oltremanica il gioco ha un nome un po’ più lungo: jigsaw puzzle, dove “jigsaw” sta per “sega” o, meglio, l’archetto da traforo, lo strumento utilizzato in passato per tagliare i vari pezzi.

“Quarantine” è la parola inglese dell’anno 2020 secondo il Cambridge Dictionary

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Molte le parole che sono entrate a far parte del lessico comune in questo 2020. La parola più cercata per il Cambridge Dictionary  è la parola “quarantine”… quarantena!

Nel 2020 la pandemia e l’emergenza sanitaria hanno portato un’ondata di parole nuove e dai significati rivisitati.
In italiano, termini come coronavirus, Covid-19, numero-R, lockdown, congiunti, smart-working, auto isolamento, isolamento fiduciario, DAD (Didattica a Distanza), o Zoom sono entrati nella quotidianità e il linguaggio si è così arricchito di molte parole di derivazione anglosassone.

Tra tutte, la parola più cercata è stata “quarantine”, eletta “Parola dell’Anno” (Word of the Year) dagli esperti di lessicografia e dizionari presso il Cambridge Dictionary che ogni anno analizzano le parole più ricercate dagli utenti.
La parola quarantine indica un periodo di tempo specifico in cui una persona o un animale che ha una malattia, o che può averne una, deve stare o essere tenuto lontano dagli altri, per prevenire la diffusione della malattia (in Cambridge Dictionary: “a specific period of time in which a person or animal that has a disease, or may have one, must stay or be kept away from others in order to prevent the spread of the disease”).
Quarantine ha registrato un altissimo numero di visualizzazioni complessive sul Cambridge Dictionary: il picco più interessante si è verificato nella settimana del 18-24 marzo, quando molti paesi in tutto il mondo sono entrati in lockdown per contrastare l’epidemia di COVID-19; le ricerche sono state 28.545. In particolare, il 18 marzo si è registrato il più alto volume di ricerche di “quarantine” in un solo giorno (4.027).

Nick Beer

La decisione di scegliere quarantine come parola dell’anno costituisce una scelta molto interessante, non solo perché si tratta una delle tante parole che l’inglese prende in prestito dall’italiano – spiega Nick Beer, Italy Country Director presso Cambridge Assessment EnglishIl Cambridge Dictionary è uno dei servizi più utili che Cambridge offre agli studenti di inglese. Si tratta di un’incredibile risorsa, chiave nella preparazione delle certificazioni Cambridge English proprio perché costituisce un supporto per imparare l’inglese di tutti i giorni, che poi è quello che serve per sviluppare le abilità linguistiche necessarie a raggiungere le opportunità di studio e di lavoro migliori”.
Il Cambridge Dictionary della Cambridge University Press – casa editrice dell’Università di Cambridge fondata nel 1534 – è il dizionario più consultato in assoluto da chi studia l’inglese, e oltre a offrire definizioni, spiega anche come utilizzare le parole ponendole dentro un contesto più grande.
Per maggiori informazioni sulla Parola dell’anno del Cambridge Dictionary visita la pagina dedicata.

Chi è Cambridge English
Nel mondo sono più di 7 milioni le persone che ogni anno si affidano a Cambridge English per certificare il loro livello di inglese. Una fiducia legata alla storia di oltre un secolo dell'istituzione, che è attualmente presente in oltre 130 Paesi con un totale di 2.800 centri d'esame e 20mila tra università ed enti che riconoscono gli esami di Cambridge English come prova affidabile delle conoscenze linguistiche. Cambridge English opera in Italia da oltre 80 anni come ente certificatore del livello di lingua inglese con un approccio unico all'apprendimento, all'insegnamento e alla valutazione di questa competenza ormai indispensabile nel mondo scolastico, accademico e professionale. In Italia sono più di 6.500 le realtà, tra scuole statali, paritarie e private di lingua ed enti di formazione, che propongono corsi di preparazione ai certificati di Cambridge English. E radicati in ogni parte d'Italia sono anche i 165 Centri autorizzati all’amministrazione delle relative sessioni d’esame, che si svolgono nelle stesse date in tutto il mondo. A coordinare l'attività delle varie sedi è l'ufficio centrale di Bologna, che garantisce l'assoluta qualità dei programmi offrendo un supporto dal punto di vista professionale, della formazione e della ricerca.

Piccolo dizionario di Halloween: i termini inglesi da conoscere

Riceviamo e pubblichiamo
Nella notte più spaventosa dell’anno secondo Cambridge Assessment English bisogna conoscere i termini tipici di questo periodo dell’anno.

Dall’Irlanda agli Stati Uniti, con la fine di ottobre moltissimi bambini si preparano a festeggiare Halloween tra caramelle, dolcetti, travestimenti e film spaventosi. Anche in Italia questa festa è sempre più diffusa, ma non tutti conoscono la sua origine o i termini inglesi tipici di questo periodo dell’anno.
È per questo che, in vista del 31 ottobre, Cambridge Assessment English, che da oltre 80 anni opera nel nostro paese come ente certificatore del livello di lingua inglese, ha deciso di condividere un piccolo dizionario legato alla festa più spaventosa dell’anno: ecco le parole da conoscere e qualche curiosità sulla loro origine.

Halloween  
Il nome Halloween deriva dal termine scozzese Allhallow-even (o Hallow-e’en), ossia Eve of All Saints, la Vigilia di Ognissanti. Il termine comparve nella sua forma moderna nella seconda metà del 1700, ma le radici di questa festa risalgono a molti secoli prima, quando le tribù celtiche celebravano la fine dell’estate e, credendo che in questa notte di ottobre gli spiriti tornassero sulla terra, si travestivano per nascondersi e spaventarli. La celebrazione fu poi ripresa nella tradizione cristiana dedicando il 1 novembre a Tutti i Santi.

Trick-or-treat
La notte di Halloween, soprattutto nei paesi anglosassoni, i bambini di tutte le età passano di casa in casa al grido di trick-or-treat, “dolcetto o scherzetto”. L’origine di questa tradizione è antichissima e sembra risalire al Medioevo, quando, nella notte di Ognissanti, i mendicanti erano soliti bussare alle porte delle case e chiedere del cibo in cambio di una preghiera; chi si rifiutava otteneva una maledizione o l’augurio di cattiva sorte.

Candy corn
A proposito di dolcetti, tra i più famosi legati ad Halloween ci sono le candy corn, le caramelle statunitensi a base di zucchero e miele e a forma di chicco di mais (corn, in inglese). Tipiche degli Stati Uniti e del Canada, nacquero alla fine del 1800 a Philadelphia e oggi sono un vero must, nonché uno dei simboli di questa festa, tanto che non possono mancare nei bottini di Halloween e nelle candy bag dei bambini d’oltreoceano.

Jack-O’-Lantern
Non esiste notte di Halloween senza zucche, ma soprattutto senza le famosissime Jack-O’-Lantern, le zucche intagliate (carved pumpkins). Il loro nome deriva da una leggenda irlandese secondo la quale un uomo di nome Jack, avendo ingannato il diavolo in vita, venne cacciato dall’inferno dopo la morte; da allora la sua anima vaga senza meta con in mano solo una rapa usata a mo’ di lanterna grazie a un tizzone ardente posizionato al suo interno. Il passaggio dalla rapa alla zucca avvenne con le migrazioni irlandesi negli Stati Uniti, dove la seconda era molto più comune.

Spooky
Il termine spooky, che in italiano si può tradurre con “spettrale”, “spaventoso” o “inquietante”, è l’aggettivo che meglio descrive la notte di Halloween. La parola, che deriva dall’olandese spook, dove significa “spettro” o “apparizione”, fu usata per la prima volta in inglese nel Diciannovesimo secolo e da allora non ha mai abbandonato il vocabolario inglese.

Ghost
La parola ghost (“fantasma”) affonda le sue radici nelle antiche lingue germaniche occidentali, dove il termine gaistaz, dalla quale deriva, indicava gli spiriti o, più in generale, gli esseri soprannaturali. Da lì il sostantivo si è poi diffuso in molte altre lingue europee (in olandese oggi è geest, per esempio) comparendo nella forma inglese attuale intorno al 1600.

Chi è Cambridge English
Nel mondo sono più di 7 milioni le persone che ogni anno si affidano a Cambridge English per certificare il loro livello di inglese. Una fiducia legata alla storia di oltre un secolo dell'istituzione, che è attualmente presente in oltre 130 Paesi con un totale di 2.800 centri d'esame e 20mila tra università ed enti che riconoscono gli esami di Cambridge English come prova affidabile delle conoscenze linguistiche. Cambridge English opera in Italia da oltre 80 anni come ente certificatore del livello di lingua inglese con un approccio unico all'apprendimento, all'insegnamento e alla valutazione di questa competenza ormai indispensabile nel mondo scolastico, accademico e professionale. In Italia sono più di 6.500 le realtà, tra scuole statali, paritarie e private di lingua ed enti di formazione, che propongono corsi di preparazione ai certificati di Cambridge English. E radicati in ogni parte d'Italia sono anche i 165 Centri autorizzati all’amministrazione delle relative sessioni d’esame, che si svolgono nelle stesse date in tutto il mondo. A coordinare l'attività delle varie sedi è l'ufficio centrale di Bologna, che garantisce l'assoluta qualità dei programmi offrendo un supporto dal punto di vista professionale, della formazione e della ricerca.

Sette cose che (forse) non sapevi di poter fare con lo smartphone

Riceviamo e pubblichiamo
In un periodo particolare come quello attuale, durante il quale tutti hanno dovuto rivoluzionare la propria vita, ognuno si è ritrovato ad accedere sempre di più ai servizi digitali, non solo per rimanere in contatto con il mondo esterno o con i propri cari, ma anche per svolgere azioni quotidiane. 

Dall’acquisto di prodotti e servizi, fino all’insegnamento e all’apprendimento, lo smartphone si è rivelato un potentissimo alleato, uno strumento pratico e comodo dove tutto è a portata di tap. Riscoprire le proprie passioni, acquistare prodotti in sicurezza, imparare e prendersi cura di sé non è mai stato così semplice, basta sapere come fare e dove cercare. Ecco quindi sette cose che (forse) non sapevi di poter fare con lo smartphone (e come farle).

bookabook _ scrivere un libro _ CousCousBlues_CoverScrivere un libro
Scrivere un libro completamente sullo smartphone, ovunque ci si trovi o in qualunque momento della giornata è possibile, e lo dimostra il giornalista palermitano Dario La Rosa che dal 9 aprile arriva nelle librerie digitali con il suo trittico di racconti gialli “Cous cous blues”.
Edito da bookabook, la casa editrice italiana che pubblica libri bookabook _ scrivere un libroattraverso il crowdfunding, Cous Cous Blues è infatti il primo libro scritto interamente attraverso la tastiera di uno smartphone, nei momenti di libertà dell’autore.
Un processo creativo che si sposa perfettamente con l’idea alla base di bookabook: unire il mondo editoriale con quello digitale.

Wetaxi _ spedire merciSpedire e consegnare merci in città
Con l’app di Wetaxi è possibile utilizzare lo smartphone per chiamare un taxi e consegnare merci da una parte all’altra della città, grazie al nuovo servizio di Delivery.  È possibile prenotare la chiamata del taxi in anticipo per qualsiasi tratta, inserendo il giorno e l’orario desiderato e pagando comodamente in app; la consegna ed il ritiro dei pacchi avviene a bordo strada, assicurando Benvenuto_delivery _ apptrasparenza e sicurezza.
Una soluzione che da una parte supporta i tassisti, colpiti da un netto calo delle corse, dall’altra i cittadini, le aziende e i professionisti che possono far recapitare pacchi di diverso tipo senza uscire di casa. Wetaxi ha ridotto al minimo i costi del Delivery ed in più ha introdotto la funzione “multi-tappa”: gli utenti hanno la possibilità di inserire fino a 4 tappe all’interno di un’unica corsa e gli esercenti potranno così abbattere in modo significativo i costi di spedizione. Al momento il servizio è attivo a Roma, Napoli e Torino.

Ordinare la beauty routine
Per chi non sa da che parte cominciare per la propria beauty routine, basta abbonarsi Abiby _ ordinare la beauty routineanche tramite smartphone alle beauty box di Abiby, talent scout di prodotti must have e delle ultime novità nel mondo beauty. Ogni mese Abiby propone con la sua box nuovi brand e prodotti di tendenza e di alto livello, dal make up alle lozioni per capelli, grazie a collaborazioni non soltanto con marchi di fama internazionale ma anche con case di produzione e brand di nicchia. Il tutto ad un prezzo competitivo: a partire da 24,90 € al mese per confezioni che contengono prodotti dal valore complessivo di oltre 90 €.

Pagare la spesa
I commercianti che utilizzano i mobile POS di SumUp possono ricevere pagamenti SumUp _ pagare la spesavirtuali e in remoto tramite smartphone: grazie all’opzione “pagamenti via dispositivo mobile” i commercianti – tramite l’app di SumUp – possono richiedere il pagamento semplicemente condividendo un link con il cliente via mail, WhatsApp, SMS o social. In questo modo i clienti possono semplicemente inserire sul proprio smartphone i dettagli del pagamento e confermare la transazione, ovunque si trovino. Una modalità che consente di accettare pagamenti in totale sicurezza anche a distanza, agevolando sia chi consegna, che chi riceve ad evitare contatti ravvicinati, utile in particolar modo per i commercianti che scelgono di offrire il servizio di consegna a domicilio.

Studiare l’inglese con le app giuste
Per non mettere da parte lo studio dell’inglese e divertirsi allo stesso tempo, Cambridge Cambridge _ studiare ingleseEnglish, da oltre 80 anni ente certificatore del livello di lingua inglese nel nostro paese, suggerisce alcune app pensate per imparare o approfondire l’inglese. Per i più piccoli c’è l’app Monkey Puzzles, che  aiuta a praticare sia la lettura che l’ascolto. Per chi già conosce l’inglese c’è Quiz your English, un’app gratuita per smartphone che permette di sfidare persone provenienti da ogni parte del mondo sulla grammatica inglese. Ottima per esercitarsi anche Exam Lift, l’app per praticare la lingua attraverso esercizi giornalieri.

Preparare la cena
Benvenuto, il format di family restaurant Made in Italy presente a Torino e a Milano, ha attivato un servizio di consegna a domicilio dei propri menù. Al servizio si accede tramite l’omonima app per smartphone, attraverso la quale è possibile selezionare il Benvenuto _ preparare la cenaprodotto desiderato, effettuare il pagamento e ricevere direttamente a casa quanto ordinato.
La proposta comprende preparazioni per i grandi e menù bimbo con sorprese e giochi, con la caratteristica di essere vantaggiosi economicamente e confezionabili dal minimo delle risorse interne in termini di personale. La consegna è gratuita e viene effettuata dal personale interno debitamente attrezzato con dispositivi di sicurezza.

Donare ad EMERGENCY e leggere una guida inedita dedicata all’Italia
Dare un contributo concreto a chi combatte in prima linea l’emergenza COVID-19 e Travel Blogger _ Emergency_ Destinazione Italia _ Copertina guida_orizzontalepartecipare al rilancio del turismo italiano, in attesa di ricominciare a viaggiare, il tutto in un solo click da smartphone. 180 Travel Blogger si sono infatti uniti per lanciare una raccolta fondi a sostegno di EMERGENCY per supportare la onlus impegnata nell’emergenza COVID-19. Andando sul sito sostieni.emergency.it/travelbloggerperlitalia fino al 10 maggio sarà possibile donare e ricevere come ringraziamento “Destinazione Italia. 270+ idee per un viaggio lungo lo stivale”, una guida inedita e unica dell’Italia, scritta proprio dai travel blogger con l’obiettivo di promuovere il rilancio il settore turistico. La guida si scarica in formato ebook e si legge, naturalmente, anche da smartphone.

Da “smart (working)” a “meeting”: 10 parole inglesi indispensabili a lavoro

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Sempre più i termini inglesi sono entrati a far parte della nostra vita quotidiana ma non sempre ne conosciamo il giusto significato. Cambridge English ci spiega dieci parole inglesi indispensabili nel mondo del lavoro.

Il mondo del lavoro spesso attinge a termini della lingua inglese, complice anche la sempre maggiore digitalizzazione e internazionalità delle aziende. Non di rado, quindi, capita di incappare in parole che arrivano direttamente da oltremanica, alcune più comuni di altre.
Per chi vuole arricchire il proprio vocabolario, Cambridge English, che da oltre 80 anni opera nel nostro paese come ente certificatore del livello di lingua inglese, ha raccolto le parole inglesi indispensabili al lavoro: da smart a meeting, dieci termini da sapere o da imparare per non farsi cogliere impreparati.

Smart
La parola smart può essere tradotta con “intelligente”. Riferito ad una persona, il termine 1 - Smart _img pixabaypuò essere utilizzato come aggettivo per fare riferimento alla sua velocità e capacità di apprendimento o di adattamento alle situazioni. Nell’ambito lavorativo è spesso associato a situazioni legate al digitale, come nell’espressione smart working, ossia “lavoro agile”, nata e utilizzata esclusivamente in Italia (nel Regno Unito, infatti, si parla di work from home). Non solo, in caso di un colloquio o di una riunione anche l’abbigliamento può essere smart, ossia “elegante”.

2 - Call _ img pixabayCall
Una call è una “telefonata” e in ambito lavorativo si utilizza non solo per indicare le semplici chiamate, ma anche le riunioni fatte al telefono o in video.
In queste situazioni è spesso associata ad altri termini, come nel caso di conference call o video call, rispettivamente audio- e videoconferenza.

Briefing
Briefing deriva dal verbo (to) brief, ossia “dare istruzioni”. In ambito aziendale, il 3 - Briefing_img pixabaybriefing è un incontro durante il quale si discute l’andamento di un’operazione o vengono impartite delle istruzioni; nel marketing, invece, un documento nel quale vengono date tutte le indicazioni necessarie per la realizzazione di un progetto.
Il termine è usato anche nell’aviazione militare, dove indica gli ordini operativi impartiti prima di una missione in volo.

Brainstorming
4 - Brain storming _ img pixabayIl brainstorming è una “tempesta di cervelli”, un modo per generare nuove idee attraverso l’incontro di più menti e più persone che con discussioni e confronti raccolgono nuovi spunti.
Spesso viene fatto per portare a termine un progetto, risolvere un problema o per dare vita a qualcosa di nuovo.

5 - Feedback _ img pixabayFeedback
Al termine di ogni lavoro o progetto spesso si richiede un feedback, ossia un’opinione o un giudizio in merito.
I feedback possono essere sia positivi che negativi e spesso, nel secondo caso, prevedono anche delle critiche costruttive.

6 - Workshop _ img pixabayWorkshop
La parola workshop può essere tradotta con “laboratorio” e fa riferimento sia a un luogo fisico che a un evento attraverso il quale le persone apprendono qualcosa di nuovo in modo pratico e confrontandosi.
In questo caso si può tradurre anche come “corso” o “seminario”.

ASAP
7 - ASAP _ img pixabayASAP, scritto anche in minuscolo, è l’acronimo dell’espressione as soon as possible, ossia “il prima possibile”.
In ambito lavorativo viene spesso utilizzato nelle email o nelle indicazioni relative alle consegne dei progetti.
È il modo più comune e veloce per sottolineare un’urgenza.

8 - Mission _ img pixabayMission
Una mission è una “missione” ed è spesso utilizzato come termine per fare riferimento allo scopo principale di un’azienda, l’idea alla base dell’intero business.

 

9 - Know-how _ img pixabayKnow-how
Il know-how, letteralmente il “sapere-come”, è l’insieme delle competenze e delle capacità acquisite con l’esperienza. Spesso, con questo termine, si fa riferimento alle cognizioni specifiche necessarie per svolgere un compito o una professione nel migliore dei modi.

10 - Meeting _ img pixabayMeeting
Meeting, dal verbo (to) meet, è un termine molto comune usato in diversi ambiti e indica un “incontro”. Nell’ambiente lavorativo può essere utilizzato anche in riferimento a una riunione o a un colloquio con i clienti, con i colleghi o con i superiori.

Cambridge English 
Nel mondo sono più di 7 milioni le persone che ogni anno si affidano a Cambridge English per certificare il loro livello di inglese. Una fiducia legata alla storia di oltre un secolo dell'istituzione, che è attualmente presente in oltre 130 Paesi con un totale di 2.800 centri d'esame e 20mila tra università ed enti che riconoscono gli esami di Cambridge English come prova affidabile delle conoscenze linguistiche. Cambridge English opera in Italia da oltre 80 anni come ente certificatore del livello di lingua inglese con un approccio unico all'apprendimento, all'insegnamento e alla valutazione di questa competenza ormai indispensabile nel mondo scolastico, accademico e professionale. In Italia sono più di 6.500 le realtà, tra scuole statali, paritarie e private di lingua ed enti di formazione, che propongono corsi di preparazione ai certificati di Cambridge English. E radicati in ogni parte d'Italia sono anche i 165 Centri autorizzati all’amministrazione delle relative sessioni d’esame, che si svolgono nelle stesse date in tutto il mondo. A coordinare l'attività delle varie sedi è l'ufficio centrale di Bologna, che garantisce l'assoluta qualità dei programmi offrendo un supporto dal punto di vista professionale, della formazione e della ricerca.