Asti: al Teatro Alfieri “Il nostro nome… donne”

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Al Teatro Alfieri, ad Asti, domani, 23 gennaio 2020 (ore 9,00-13,00) mattinata di sensibilizzazione sulla tematica del contrasto alla violenza di genere dedicata agli studenti delle scuole secondarie di secondo grado dal titolo “Il nostro nome… donne”.

Giovedì 23 gennaio 2020 (ore 9-13) nella prestigiosa cornice del Teatro Alfieri, ad Asti, verrà portata in scena la performance teatrale “Il nostro nome… donne” evento IL NOSTRO NOME DONNEpromosso dall’Assessorato alle Pari Opportunità della Città di Asti e dalla Commissione Comunale Pari Opportunità, dedicato alle scuole secondarie di secondo grado della città.
Le protagoniste dello spettacolo saranno alcune componenti della Commissione Pari Opportunità che, dirette dal regista Alessio Bertoli, saliranno sul palco per mettersi in gioco in prima persona portando un messaggio di impegno e di cittadinanza attiva alle studentesse e agli studenti presenti.
Lo spettacolo era inserito in un calendario più ampio di iniziative dedicate al contrasto alla violenza di genere messe in campo dalla Città di Asti, in collaborazione con l’associazionismo del territorio, in occasione del 25 novembre, Giornata internazionale locandina IL NOSTRO NOME DONNEper l’eliminazione della violenza contro le donne ed era stato rimandato a causa della chiusura delle scuole per maltempo.
Il programma della mattinata prevede, dopo la visione dello spettacolo teatrale, un dibattito con gli studenti sulle tematiche in oggetto con specialisti del settore.
Il Sindaco Maurizio Rasero e l’Assessore alle Pari Opportunità Elisa Pietragalla, appoggiano l’iniziativa sottolineando l’importanza di diffondere sempre più la tematica del contrasto alla violenza di genere al fine di sensibilizzare l’opinione pubblica e spingere ad agire per il cambiamento.
La Presidente della Commissione Pari Opportunità  Nadia Miletto sottolinea come educare al rispetto della persona e contrastare gli stereotipi di genere, aiuti nel percorso di costruzione di una società più inclusiva e attenta all’altro, più rispettosa e tutelante.

Giancarlo Antognoni torna ad Asti

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Giancarlo Antognoni parteciperà sabato 1° febbraio alla presentazione del libro che narra i suoi esordi con la maglia dell’Asti Macobi. L’incontro si terrà alle ore 20,25 nell’aula magna dell’Università ad Asti.

Il campione viola partecipa sabato 1° febbraio (ore 20,25) nell’aula magna dell’Università UNI-ASTISS ( Ex Caserma Colli di Felizzano) alla presentazione del libro Firenze Foto antognonisui suoi esordi da calciatore che lo videro dal 1969 al ’72 con la maglia dell’Asti Macobi.
Ritornerà ad Asti dopo 50 anni per la presentazione del libro che racconta gli esordi della sua vita di calciatore, quando arrivò dalla sua Perugia nel 1969 per giocare nell’Asti Macobi. Vi rimase fino al 1972. Giancarlo Antognoni, giocatore simbolo della Fiorentina e oggi dirigente della società viola, campione del Mondo nel 1982 con gli Azzurri di Bearzot, sarà l’ospite d’onore dell’incontro di presentazione del libro ”Volevo fare il calciatore” scritto dal giornalista fiorentino Filippo Luppi che ha ripercorso con puntualità gli esordi calcistici di Antognoni. La grande parte del volume è frutto di ricerche sugli anni astigiani del futuro campione: fotografie, ritagli di giornale, ricordi e testimonianze
L’appuntamento, organizzato dall’assessorato allo Sport del Comune di Asti in collaborazione con l’associazione Astigiani, è in programma sabato 1° febbraio, ore 20,45, all’aula magna dell’Università Uni Astiss di piazzale De Andrè. Ingresso libero.
Antognoni ha assicurato la sua presenza: sarà in Piemonte per seguire i viola nella sempre accesa sfida con la Juventus del giorno successivo a Torino.
Con il campione dialogheranno Filippo Luti, l’autore del libro, edito dal laboratorio editoriale Nicomp e il direttore di Astigiani Sergio Miravalle, la rivista che ha dato spunto alla ricerca, grazie ad un articolo di Flavio Tosetti su “Quel biondino che Lega Serie A Unveils 2018/19 Fixturediventerà un campione” pubblicato nel giugno 2014.
Il Sindaco Maurizio Rasero ha dichiarato: “Antognoni ha un ricordo intenso e vivissimo di quegli anni astigiani e sono certo che molti sportivi astigiani lo ricordano con affetto e nostalgia”.
L’assessore allo Sport Mario Bovino ha curato l’organizzazione dell’evento e ha aggiunto: “È per noi un grande piacere accogliere Antognoni e gli amici viola che ci hanno a loro volta ospitati con tutti gli onori a Firenze alla prima presentazione del libro”.
Gli allenamenti, gli anni al collegio Don Bosco e al Giobert, dove studiava ragioneria, i primi amori, il talento emergente che doveva farlo finire al Torino e lo portò invece a Firenze dopo una curiosa vicenda, il tutto è ripercorso nel libro di Luti.
Alla serata, che sarà introdotta da Nella Musso,  interverranno anche Bruno Nattino, allenatore di Antognoni all’Asti Macobì, Flavio Tosetti, autore del servizio su Astigiani e Gianfranco Torello, presidente dei Fiorentina Club astigiano che conta una settantina di iscritti: “Per noi Giancarlo è una bandiera, uno dei pochi giocatori che ha mantenuto per tutta la vita fede ad una sola maglia: la viola”.

Asti: la denominazione firma il territorio

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Identità comune e bellezza paesaggistica alla base dell’innovativo progetto di brandizzazione del territorio voluto dal Consorzio di tutela dell’Asti e del Moscato d’Asti Docg.

installazione rotatoriaUn territorio inteso come brand, da rivelare ai tanti wine lover desiderosi di scoprire i panorami e i profumi dell’uva Moscato bianco, che con il suo bouquet aromatico è testimone globale del lifestyle italiano e del lusso accessibile. Questo il significato del progetto di firma del territorio, che il Consorzio di tutela ha rivelato alla presenza di istituzioni, stampa e produttori. Un’iniziativa inedita per il Piemonte, che esprime appieno la volontà della Denominazione di promuovere un enoturismo esperienziale, capace di coinvolgere il suo territorio globalmente considerato.
Nella consapevolezza del valore culturale e paesaggistico delle colline dove l’Asti e il Moscato d’Asti Docg sono prodotti, dal 2014 riconosciute patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, si è così voluto sviluppare un’attività di marketing territoriale che coinvolge tutta l’area di produzione creando una rete identitaria, capace di legare tra sé i tanti elementi che la compongono.
installazione vignetoL’Associazione per il Patrimonio dei Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato, ente gestore del sito UNESCO, condivide la progettualità in quanto conforme ai valori della Candidatura. L’iniziativa è meritevole in quanto si propone di diffondere una maggiore conoscenza e consapevolezza nelle aree vinicole dell’Asti spumante Docg che, insieme a Canelli e alle sue cattedrali sotterranee, è core zone e area di pregio del sito.
Concretamente si tratta di installazioni in acciaio Corten, studiate per integrarsi con l’ambiente circostante. Grazie alle loro forme essenziali queste strutture offriranno informazioni utili, attirando inoltre l’attenzione sui punti di interesse, senza interferire con la visuale.
Il loro posizionamento è stato studiato affinché i turisti che attraversano il nostro territorio abbiano sempre chiara la loro permanenza all’interno dell’universo della installazione muroDenominazione, fatto di tradizioni e grandi vini simbolo del Made in Italy. Un’identità Rural&Glam che si vuole ribadire anche a chi queste colline le vive quotidianamente, dando loro motivo di orgoglio nell’abitare un territorio che dell’enoturismo è vanto a livello mondiale. È così che il logo della denominazione sarà posizionato nelle rotonde di ingresso alle città e ai borghi ricompresi nella Denominazione, ma anche sui crinali dei vigneti ed all’ingresso delle aziende.
Un nuovo modo di interpretare il territorio piemontese, capace di creare una rete tra gli attori ed il loro contesto, all’insegna della qualità e dell’unicità dell’Asti e del Moscato d’Asti Docg.

Asti: il Bagna Cauda Day 2019 all’insegna della pace tra popoli e religioni

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Sul Bagna Cauda Day 2019 sventola la bandiera della pace tra popoli e religioni. Dal 22 al 24 novembre torna la più grande Bagna Cauda collettiva in contemporanea al mondo sedicimila poista a tavola in 150 locali ad Asti, in Piemonte e nel mondo. Domenica 24 novembre di sarà la “Bagna Cauda Pax” cucinata da una cuoca ebrea e una musulmana. Il “Premio Testa d’Aj” sarà assegnato a Carlin Petrini, fondatore di Slow Food e ideatore di Terra Madre.

Ci siamo: il 22, 23 e 24 novembre sarà Bagna Cauda Day 2019, il momento più atteso per migliaia di bagnacaudisti.
Bagna Cauda Day @GiulioMorraL’evento dell’ultimo fine settimana di novembre, organizzato dall’Associazione Astigiani, giunto alla settima edizione, si annuncia con molte sorprese e novità.
Spicca nel programma di questa profumata tre giorni la «Bagna Cauda Pax», che vedrà domenica 24 novembre, alle 12,30, un incontro a tavola tra uomini e donne di fedi diverse promosso da Astigiani in collaborazione con l’associazione Italia-Israele e la comunità di musulmani Oasis.
Una cuoca ebrea, Daniela Diveroli, e una di origini musulmane, Zoulikha Laradji, cucineranno insieme la bagna cauda, con la supervisione di Pina e Piero Fassi, storici contitolari del Gener Neuv. Bagna Cauda Pax si svolgerà nel suggestivo Storico Refettorio del Seminario, via Giobert 15, concesso dal Vescovo di Asti Marco Prastaro e in collaborazione con la cooperativa No Problem.
La tre giorni, che fa parte del calendario «Asti profuma d’autunno» in collaborazione con Comune di Asti che domenica 17 celebrerà la fiera regionale del tartufo, si aprirà venerdì 22 novembre alle 19,30, in piazza Statuto nel cuore di Asti, con l’accensione del fujot gigante che darà il via alla “maratona” più profumata dell’anno.
Sarà chiamato ad accendere questa sorta di fiamma olimpica Carlin Petrini, fondatore di Slow Food e “padre” di Terra Madre, a cui sarà assegnato il premio Testa d’Aj 2019, che va ogni anno a chi ha dimostrato di saper andare controcorrente.
Il momento olimpico sarà preceduto alle 16, nell’ex Sala Consiliare del Comune di Asti dall’incontro «La bagna cauda merita l’Unesco?», sul progetto di candidatura a Patrimonio Culturale Immateriale Unesco con gli assessori all’agricoltura della Regione Piemonte e Liguria Marco Protopapa e Stefano Mai, il direttore del sito Unesco Paesaggi Vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato Roberto Cerrato, il presidente del Consorzio del Cargo Gobbo di Nizza Monferrato Mauro Damerio, il presidente del Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato Filippo Mobrici e il sindaco della città di Asti Maurizio Rasero. Interverranno anche i rappresentati dei Comuni di Carmagnola, Caraglio, Nizza Monferrato, Acqui Terme che hanno aderito al progetto Bagna Cauda Academy.
Seguirà l’assegnazione dei premi Testa d’Aj: oltre a Petrini, i riconoscimenti andranno a Giacomo Ghiazza, autore del Bavagliolone 2019, che vive a Los Angeles dove lavora come story board per le principali Case cinematografiche di Hollywood e al pittore Paolo Fresu, autore del Bavagliolone 2014, e compagno di classe e di disegno di Ghiazza fin dalla elementari.
La prima edizione del Testa d’aj fu assegnata nel 2016 allo scrittore Guido Ceronetti, l’anno dopo poi ad Antonio Ricci, autore televisivo e “inventore” di Striscia la notizia, nel 2018 e a Padre Enzo Bianchi, fondatore e già priore della comunità di Bose.
Il Bagna Cauda Day ha nell’Astigiano e in Piemonte il suo storico baricentro ma non mancano adesioni significative sia in Italia che dall’estero. Il BCD è un evento apprezzato anche a livello internazionale: dalla Russia al Perù, da Berlino all’Australia, dal Sud America all’isola di Tonga. Tra le nuove adesioni di quest’anno anche un ristorante inglese a Birmingham e la comunità piemontese di Shanghai che si è gemellata con il Bagna Cauda Day.
Finale in gloria con tartufo bianco d'Alba @AndreaRizzoglioL’evento anche nel 2019 presenta numeri imponenti: 150 i locali dell’Astigiano, del resto del Piemonte e all’estero che, con più di 16 mila posti a tavola, daranno vita alla più grande bagna cauda collettiva e contemporanea al mondo.
La formula è sempre la stessa: prezzo della bagna cauda fisso a 25 euro dal ristorante stellato alla trattoria, il vino proposto a 12 euro a bottiglia.
Chi vuole, può scegliere il “finale in gloria con tartufo”. Molti, nel rispetto della tradizione a conclusione della bagna cauda faranno cuocere un uovo di gallina o di quaglia usando la fiammella direttamente nel fujot, arricchito da una grattatina di tartufo bianco d’Alba. Il prezzo di questa profumata aggiunta sarà in base alle quotazioni dei tartufi.
Sul sito www.bagnacaudaday.it ci sono tutte le indicazioni per prenotare direttamente nei locali.
Restano naturalmente i semafori che indicano il tipo di bagna cauda proposta: rosso per la versione classica come Dio comanda, giallo per l’eretica quella con l’aglio stemperato e verde per l’atea senz’aglio.
In tutti i locali, ristoranti, cantine storiche la partecipazione darà diritto ad avere il bavagliolone d’autore disegnato da Giacomo Ghiazza, e il Vademecum di 96 pagine edito da Astigiani con ricette, storia e testimonianze sulla bagna cauda.
Torna anche Acciù, la simpatica acciuga portafortuna in stoffa: pezzi unici fatti a mano nei vari formati.
Il Bagna Cauda Day è plastic free fin dalla sua prima edizione: dunque 0 zero plastica per piatti posate e bicchieri nel rispetto dell’ambiente e della tradizione.
In Piazza Statuto, per tre giorni, ci sarà il Bagna a Palchetto con musica, balli e incontri sotto lo storico tendone della ditta Vespa di Castagnole Lanze, opportunamente riscaldato.
Ci sarà anche la Botte della verità, confessionale tecnologico messo on line organizzato in collaborazione con ICCOM, partner tecnico del Bagna Cauda Day 2019.
E sabato 23 novembre allo scoccar della mezzanotte torna il Barbera kiss, il bacio che sfida ogni afrore. È in collaborazione con il Consorzio della Barbera d’Asti e Vini del Monferrato.
La Confederazione italiana agricoltori (Cia) di Asti organizza il mercatino di prodotti tipici del Bagna Cauda Day, che si tiene in piazza San Secondo ad Asti sabato 23 novembre e domenica 24 a partire dal mattino (ore 10). Ci saranno i banchi delle aziende agricole che espongono e vendono salumi, formaggi, dolci, torrone, conserve, miele, verdure e frutta autunnale,a cominciare dai famosi cardi gobbi di Nizza Monferrato.
Domenica alle 9,30, dalla Caffetteria Mazzetti, Asti, corso Alfieri 357, parte la quarta edizione della Marcia Cauda, corsa podistica non competitiva di 8 chilometri per le vie di Asti. Organizzata in collaborazione con la società astigiana “Vittorio Alfieri” di atletica leggera. Ritrovo e iscrizioni alle ore 8,30 alla Caffetteria Mazzetti di corso Alfieri 357, ad Asti, con ingresso dai Giardini Alganon di piazza Roma. Iscriversi costa 6 euro, ma chi si presenta con il bavAGLIOlone ha diritto al prezzo ridotto bagnacaudisti di soli 3 euro.
Altro momento molto atteso è la premiazione degli studenti che hanno partecipato al concorso-ricerca Bagna alla Lavagna che coinvolto decine di classi, in programma alle 16 nella Galleria centrale CPIA, piazza Leonardo da Vinci. Mostra degli elaborati, video e interventi, in collaborazione con la libreria Marchia .
Ci sarà anche il “Kit del dopo bagnacauda” con dentifricio “Baciami subito”, magnesia, Mole cola, grappa selezione AB, cioccolatini Barbero.
Bagna Cauda @FrancoBelloUna parte degli utili della manifestazione saranno devoluti in opere di concreta solidarietà dall’Associazione Astigiani. Perché la Bagna Cauda fa bene. Nel 2018 sono stati consegnati 6000 euro: il contributo maggiore di 4.500 euro è andato a Anffas onlus ASTI, l’associazione di famiglie che si occupa di persone oltre i 18 anni con disabilità relazionali e comportamentali; 500 euro al Centro diurno di assistenza ai senza tetto della parrocchia di San Domenico Savio – San Lazzaro; 500 euro al Progetto Sarah che nel nome di una nostra concittadina prematuramente scomparsa porta aiuti in Madagascar; 500 euro per l’acquisto di una porzione di foresta amazzonica in Ecuador, attraverso la Fondazione Progetto Otonga del missionario astigiano padre Giovanni Onore.
Il Bagna Cauda Day è anche festa social
Su Facebook e Instagram ogni giorno arrivano adesioni e commenti. Il sito www.bagnacaudaday.it è lo strumento più usato per le prenotazioni che avvengono direttamente nei ristoranti aderenti. Ogni locale ha una sua pagina con indicazioni del tipo di bagna cauda proposta, descrizione del luogo, foto e video.
C’è anche la sezione del Bagna Cauda Nanna con l’elenco di alberghi e agriturismi convenzionati e le indicazioni dei negozi amici del Bagna Cauda Day.
Su Instagram si rinnova l’appuntamento con Bagna Cauda Clic, il contest fotografico organizzato in collaborazione con Consorzio Barbera d’Asti e Vini del Monferrato e ICCOM.  Una giuria selezionerà le immagini più originali postate durante i tre giorni di evento. Le dieci foto più belle riceveranno una cantinetta di sei bottiglie del Consorzio. Un premio speciale sarà assegnato da ICCOM: due anni di connessione a Internet completamente gratuita. L’hashtag da usare per partecipare è #bagnacaudaclic. Il regolamento completo è consultabile sul sito http://www.bagnacaudaday.it. E se una foto non basta, da quest’anno anche i video catturano la festa del Bagna Cauda Day. In piazza Statuto, sotto il Bagna a palchetto e in sei locali aderenti sarà operativa da venerdì sera e fino a domenica la “Botte della verità”, confessionale tecnologico a cui i bagnacaudisti potranno affidare saluti e contagiosa allegria. Al migliore intervento video, ICCOM offrirà in regalo un tablet Samsung Galaxy.

Alessandria: Elisa B. Pasino presenta la guida al Monferrato, Alessandria e Asti

a cura della Redazione
Sabato 9 novembre, nel Salone Belle Epoque dell’Hotel  Alli Due Buoi Rossi in Alessandria, Elisa B. Pasino presenta il libro “Monferrato Alessandria e Asti – Guida alle città e al territorio”. Evento organizzato dall’associazione culturale Libera Mente – Laboratorio di idee.

monferrato alessandria astiSabato 9 novembre 2019, alle ore 18, nel Salone Belle Epoque dell’Hotel Alli Due Buoi Rossi di Alessandria (via Camillo Cavour n. 32) si terrà l’incontro con Elisa B. Pasino, autrice del libro dal titolo “MONFERRATO Alessandria e Asti. Guida alle città e al territorio” .
Insieme all’autrice partecipano alla presentazione Valentina Frezzato, giornalista de La Stampa, e Manuela Ulandi, presidente  di Confesercenti Alessandria e Consigliere del CdA di Alexala Azienda  di promozione turistica del territorio.
Introduce e modera Fabrizio Priano, Presidente dell’associazione culturale Libera Mente – Laboratorio d’idee, promotrice della presentazione.
Elisa B. Pasino è autrice di “New York al femminile”, “Londra al femminile” e “Prête-à-partir. Tutti i consigli per la viaggiatrice perfetta” (Morellini Editore).
Elisa B. Pasino presenta per la prima volta il suo ultimo libro dedicato al nostro territorio. Un nuovo brillante capitolo del viaggio giornalistico-letterario, sotto forma di guida alla scoperta delle bellezze del Monferrato.

Elisa Pasino: nata ad Alessandria, cresciuta tra le colline del Monferrato, vive tra Milano e Roma e si è sposata a New York. Viaggiatrice per passione e per lavoro, ha il trolley elisa b pasinosempre pronto e appena può  è in giro per il mondo. Nel 2013 ha dato vita al travel blog Valigia a due piazze. Giornalista professionista e sommelier, dopo il Liceo Classico si è laureata in Relazioni Pubbliche allo IULM. Ha una lunga esperienza in comunicazione, tv, radio e carta stampata in presa diretta, tra cui Mediaset, RCS e l’ufficio stampa del Comune di Milano. Ha insegnato giornalismo televisivo all’IFG Carlo De Martino. Scrive di viaggi su “ilgiornale.it” e su “MiTomorrow”, freepress di Milano, collaborando anche con altre testate. Dal marzo 2017 è direttore responsabile del mensile freepress “I Like IT magazine”, Pradivio Editore. Nel 2016 con Morellini Editore è uscita la sua guida di viaggio New York al femminile che ha suscitato grande interesse e che ha avuto tre ristampe in soli tre mesi. Nel 2017, sempre con Morellini Editore, ha pubblicato il libro Prete à Partir. Nel 2018 Londra al femminile.

“Monferrato Alessandria e Asti. Guida alle città e al territorio”
Una terra nata, poco prima dell’anno Mille, da una storia d’amore, quella tra Adelasia e image0Aleramo, figli rispettivamente dell’Imperatore Ottone I e del duca di Sassonia. Nel 2014 il Monferrato è entrato a far parte della lista del Patrimonio dell’Umanità UNESCO. Territorio apprezzato in tutta Italia e che attrae il turismo internazionale. Benvenuti nel Monferrato, dove le dolci colline regalano paesaggi romantici in ogni stagione dell’anno, grazie ai luoghi naturali, ma anche alla cultura e all’arte, all’enogastronomia e agli itinerari apprezzati da chi pratica gli sport outdoor, come i Campionissimi del ciclismo e gli appassionati del trekking e del golf. Qui si intrecciano le Strade del Vino e il Circuito degli Infernòt, i locali scavati sotto le case e privi di aerazione e di luce in cui si conservavano il vino e gli alimenti deperibili. Sulle tracce della leggenda Aleramo e di Gagliaudo, ma anche di quella del pastore Gelindo, siamo pronti ad accogliervi nelle città di Alessandria e di Asti, conosciute nel mondo l’una per i cappelli Borsalino e l’altra per il Palio.

LANGHE, le 100 meraviglie (+1): nuovo volume della collana Le Meraviglie d’Italia

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A La Morra(Cn) presentazione del nuovo volume della collana Le Meraviglie d’Italia, Typimedia Editore, sabato 19 ottobre, ore 18 nella Chiesa di San Sebastiano.

libro-meraviglie-formato-quadrato-1200x569Un viaggio emozionale in un territorio del Piemonte che va da Alba ad Asti, fino ai confini del Piemonte. Un territorio ai piedi delle Alpi, immerso in una atmosfera d’altri tempi, dichiarato nel 2014 Patrimonio Unesco.
Il volume “Langhe, le 100 Meraviglie (+1)”, editore Typimedia, è un racconto tra saperi, sapori e bellezze. Curato da Ilaria Gai e Carola Serminato, uscito per la collana delle Meraviglie d’Italia, casa editrice Typimedia, si avvale delle splendide foto di Fabio Muzzi che ha saputo cogliere momenti di luci, inquadrature e dettagli restituendo immagini che sanno emozionare.
Il libro sarà presentato sabato 19 ottobre, ore 18, alla Chiesa di San Sebastiano nel comune di La Morra.
Copertina_MeraviglieLangheInterverranno il sindaco di La Morra Maria Luisa Ascheri, le curatrici Ilaria Gai e Carola Serminato, l’editore Luigi Carletti e il giornalista Livio Partiti. A concludere un brindisi alle Langhe gentilmente offerto da Terre del Barolo alla libreria Paesi tuoi.
Curato editorialmente da Natalia Encolpio e arricchito della mappa di Matteo Moscarelli, il libro in 100 (+1) luoghi esalta il fascino di un territorio che è motivo di orgoglio per il Paese. Un luogo ricco di bellezze e meraviglie che si nascondono nelle piazze dei borghi arroccati, sotto le pietre dei castelli e delle chiese medievali, dentro le cantine e tra i tavoli delle osterie. Il libro è un itinerario inedito che, attraverso 101 scatti d’autore, ci conduce alla scoperta di un tesoro di natura, storia e tradizioni. Un itinerario dove ritroveremo anche l’anima di alcuni personaggi. Da scrittori come Cesare Pavese, Beppe Fenoglio e Vittorio Alfieri che hanno saputo raccontare le sfumature di questa terra, a imprenditori quali Michele Ferrero e Carlo Petrini che l’hanno esaltata e fatta crescere con la loro capacità imprenditoriale e lungimiranza.

Langhe, le 100 Meraviglie (+1)
Typimedia Editore

228 pg.
€ 19.90

Della stessa collana, “Torino, le 100 Meraviglie (+1), “Matera, le 100 meraviglie (+1), “L’Aquila, le 100 meraviglie (+1)”, “Roma Trieste – Salario, le 100 meraviglie (+1)”, “Roma Monteverde Gianicolo, le 100 meraviglie (+1)”, “Pavia, le 100 meraviglie (+1)”, “Elba, le 100 meraviglie (+1).“Langhe le 100 meraviglie (+1) è disponibile in tutte le librerie e nelle migliori edicole della zona. È inoltre possibile acquistarlo online sui principali e-store.

 

Asti: Impressionisti e Normandia in mostra a Palazzo Mazzetti fino al 16 febbraio 2020

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Il 13 settembre si è aperta a Palazzo Mazzetti di Asti la mostra “Monet e gli Impressionisti in Normandia”, capolavori dalla collezione Peindre en Normandie che saranno esposti fino al 16 febbraio 2020. 75 opere che racconta il movimento impressionista e i suoi stretti legami con la Normandia.
Claude Monet barche sulla spiaggia

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Dopo il grande successo della mostra Chagall. Colore e magia conclusasi il 3 febbraio che ha accolto 46.908 visitatori, grazie ad un progetto condiviso con Vittorio Sgarbi, il 13 settembre è arrivato a Palazzo Mazzetti di Asti un eccezionale corpus di 75 opere che racconta il movimento impressionista e i suoi stretti legami con la Normandia.
Sul palcoscenico di questa terra, pittori come Monet, Renoir, Delacroix e Courbet – in mostra insieme a molti altri – colgono l’immediatezza e la vitalità del paesaggio imprimendo sulla tela gli umori del cielo, lo scintillio dell’acqua e le valli verdeggianti della Normandia, culla dell’Impressionismo.
Grazie alla Fondazione Asti Musei, la mostra “Monet e gli impressionisti in Normandia” curata da Alain Tapié, ripercorre le tappe salienti della corrente artistica: opere come Falesie a Dieppe (1834) di DelacroixLa spiaggia a Trouville (1865) di CourbetCamille sulla spiaggia (1870) e Barche sulla spiaggia di Étretat (1883) di MonetTramonto, veduta di Guernesey (1893) di Renoir – tra i capolavori presenti in mostra – raccontano gli scambi, i confronti e le collaborazioni tra i più grandi dell’epoca che – immersi in una natura folgorante dai colori intensi e dai panorami scintillanti – hanno conferito alla Normandia l’immagine emblematica della felicità del dipingere.

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Un progetto espositivo che si concentra sul patrimonio della Collezione Peindre en Normandie, una delle collezioni più rappresentative del periodo impressionista, accanto a opere provenienti dal Musée de Vernon, dal Musée Marmottan Monet di Parigi e dalla Fondazione Bemberg di Tolosa.
Furono gli acquarellisti inglesi come Turner e Parkes che, attraversata la Manica per abbandonarsi allo studio di paesaggi, trasmisero la loro capacità di tradurre la verità e la vitalità naturale ai pittori francesi: gli inglesi parlano della Normandia, della sua luce, delle sue forme ricche che esaltano i sensi e l’esperienza visiva.

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Luoghi come Dieppe, l’estuario della Senna, Le Havre, la spiaggia di Trouville, il litorale da Honfleur a Deauville, il porto di Fécamp – rappresentati nelle opere in mostra a Palazzo Mazzetti – diventano fonte di espressioni artistiche di grande potenza, dove i microcosmi generati dal vento, dal mare e dalla bruma possiedono una personalità fisica, intensa ed espressiva, che i pittori francesi giungono ad afferrare dipingendo en plein air dando il via così al movimento impressionista.
La mostra è realizzata dalla Fondazione Asti Musei, dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Asti, dalla Regione Piemonte e dal Comune di Asti, in collaborazione con Ponte – Organisation für kulturelles management GMBH, organizzata da Arthemisia, sponsor  Gruppo Cassa di Risparmio di Asti e con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Torino.

didascalia foto
foto 1 - Claude Monet, Barche sulla spiaggia di Étretat, 1883, Olio su tela, 65x81 cm, Fondation Bemberg, Toulouse
foto 2 - Eugène Delacroix, Falesie a Dieppe, 1834 ca., Acquerello su carta, 12,8x16,8 cm, Collection Association Peindre en Normandie, Caen
foto 3 - Claude Monet, Étretat, 1864 ca., Olio su tela, 27x41 cm Collection Association Peindre en Normandie, Caen
Monet e gli Impressionisti in Normandia
Palazzo Mazzetti - Corso Vittorio Alfieri, 357 – Asti
13 settembre 2019 - 16 febbraio 2020
Realizzata da: Fondazione Asti Musei - Fondazione Cassa di Risparmio di Asti - Regione Piemonte - Comune di Asti - In collaborazione con Ponte - Organisation für kulturelles management GMBH
Organizzata da Gruppo Arthemisia
Sponsor: Gruppo Cassa di Risparmio di Asti
Con il contributo di Fondazione Cassa di Risparmio di Torino
Mostra a cura di Alain Tapié
Catalogo Arthemisia Books
Orario apertura: Martedì – domenica 10.00 - 19.00 (la biglietteria chiude un’ora prima) - Lunedì chiuso
Biglietti: Intero € 13,00 - Ridotto € 10,00 - Ridotto scolaresche oltre 6 anni € 8,00 ad alunno (comprensivo di visita guidata - min 15 max 25 bambini, gratuito per gli insegnanti accompagnatori, massimo due insegnanti per classe) - Ridotto scolaresche scuola materna € 85,00 a gruppo (min 15 max 25 bambini, gratuito per gli insegnanti accompagnatori, massimo 2 insegnanti
per classe)
Visite guidate: Gruppi adulti € 8,00 a persona (min 15 max 25 persone, tariffe biglietto escluse)
Didattica: Laboratorio scolastico € 5,00 ad alunno (tariffa biglietto esclusa) - Laboratorio extrascolastico € 8,00 a bambino (min 15 max 20 bambini, tariffa biglietto esclusa)
Informazioni e prenotazioni: T. +390141530 403
www.astimonet.it - www.fondazioneastimusei.it - info@fondazioneastimusei.it - prenotazioni@astimonet.it
Hashtag ufficiale #AstiMonet
LA MOSTRA
L’esposizione racconta l’“irresistibile attrazione” degli artisti per la Normandia, regione francese divenuta nell’Ottocento un vero e proprio laboratorio di idee. Grazie ai progressi della ferrovia nel corso dell’Ottocento, diventa luogo d’incontro degli artisti parigini e partecipa alla nascita dell’Impressionismo e alla sua evoluzione, che continua fino alla metà del Novecento. Accanto ai numerosi pittori illustri (Monet, Corot, Courbet, Boudin, Marquet, Géricault, Jongkind), altri artisti meno noti (Noël, Lepic) celebrano il matrimonio tra la luce e il cielo normanno nutriti del lirismo naturale dei loro paesi. Questi - e molti altri - sono gli autori delle tele provenienti dalla prestigiosa raccolta dell’Association Peindre en Normandie di Caen. La collezione, creata nel 1992 su iniziativa del Consiglio Regionale della Bassa Normandia e di partners privati, riunisce in modo unico celebri artisti e altri autori meno noti che hanno rappresentato il paesaggio normanno dalla metà dell’Ottocento fino all’inizio del XX secolo. La mostra, che si articola in 5 sezioni, è arricchita da prestiti di musei e collezioni eccellenti, dal Musée
Marmottan Monet di Parigi, dalla Fondation Bemberg di Tolosa, dal Musée de Vernon e da collezioni private francesi.
Prima sezione – La fattoria Saint-Siméon
Tanti luoghi della costa normanna, da Honfleur a Langrune, hanno forgiato, attraverso l’incontro dei pittori, il naturalismo del paesaggio i cui quadri, accumulati anno dopo anno tra il 1830 e il 1870, hanno scritto la parte più significativa della storia dell’Impressionismo. Tra le numerose oasi di pace, nel cuore di una natura rigogliosa, ma al contempo selvaggia, la fattoria Saint-Siméon situata sulla Côte de Grâce ebbe un ruolo capitale, perché favorì l’amalgama di una natura sublime, ma anche dura e cupa, con i
suoi abitanti ritratti nella loro fatica quotidiana e i suoi turisti còlti nella loro oziosità. Lontani dal clima accademico dei Salon, i pittori trovavano i loro soggetti nella campagna circostante o allontanandosi verso le spiagge. Charles Daubigny è l’artista che saprà render maggiormente in pittura ciò che il territorio gli offriva, ma accanto a lui vi erano, fra i tanti, Boudin, Jongkind, Courbet, Dubourg, il giovane Monet, Cals, Pecrus, ma vi erano già stati Isabey, Corot, Troyon. Eugéne Boudin frequenta l’albergo dal
1854 e lo si ritrova nel 1859 in compagnia di Courbet, che lo inizia all’audacia e alla ruvidezza delle tonalità. In quello stesso anno i due artisti sono al fianco di Charles Baudelaire, che condivide il loro amore per i cieli e le nuvole ed elogia i lavori di Boudin nel suo scritto “Salon de 1859“, ritrovando nelle “bellezze meteorologiche” del pittore il meglio dello spirito di Saint-Simeon. Essendo originario di Honfleur, Boudin era il più adatto a trasmettere agli amici JongKind e Monet questo spirito di fusione tra
atmosfera e soggetto, rispettoso delle armonie dei mezzi toni, dei riflessi madreperlacei, ma animato dalla pennellata materica e decisa suggerita da Courbet.
Seconda sezione – In riva al mare: svago, villeggiatura
“Dei pittori di Parigi sono venuti a chiedere alle belle falesie di Étretat ispirazioni e punti di vista che, riprodotti sulla tela, esposti nei nostri musei, comprati da questi troppo rari mecenati che scambiano volentieri il loro oro con le opere d’arte, hanno portato lontano la fama di queste naturali e splendide illustrazioni”. (J. Morlent, 1853). Nella stessa epoca, anche Monet dipingeva in riva al mare. Per tradurre questa vitalità, egli aveva trovato soluzioni opposte alla prospettiva convenzionale utilizzata da Boudin: trattava gli sfondi
liberamente, come delle quinte di teatro nelle quali figure sparse creavano un effetto di profondità su di un campo uniformemente piatto, ingentilito da alcune variazioni cromatiche. Monet penetra nel soggetto sociale, come i suoi predecessori avevano fatto con la fisica degli elementi. Nel 1870 egli fa di Camille Doncieux, entrata da qualche anno nella sua vita, una villeggiante che posa tra la buona società in riva al mare, atteggiamento artificioso, ma pienamente nutrito d’ombra e di luce. Nello stesso anno, nella sua ricerca di immagini e di svaghi eleganti, Monet rende protagonisti i lussuosi
alberghi in riva al mare e le promenade convenzionali. Monet via via abbandona i soggetti convenzionali, e, al contrario, sceglie fra i suoi interlocutori Turner, Courbet, il mare e tutte le forme degne di nota. Volge le spalle al realismo parigino per sfruttare il
naturalismo del paesaggio, la cui esecuzione non si associa più a null’altro se non alla sua struttura, alla cattura misurata della luce, alla vibrazione dei volumi al di là della loro massa e della loro opacità. Si ha la conferma, con Monet, che la modernità non risiede nel soggetto, ma nel comportamento del pittore nei suoi confronti. Il naturalismo di Monet è, come quello dei suoi maestri Boudin e Courbet, una sorta di coinvolgimento
fisico che conferisce uno spessore del tutto diverso agli accenti romantici del suo ideale. Maupassant ne ha dato un’immagine celebre: “Un’altra volta prese a piene mani un temporale abbattutosi sul mare e lo gettò sulla tela. Ed era davvero pioggia quella che aveva dipinto, nient’altro che la pioggia che penetrava le onde, le rocce e il cielo appena individuabili sotto quel diluvio”.
Terza sezione – In riva al mare: il lavoro
Pervasi di nostalgia per aver conosciuto un mondo che si allontana dalla realtà come quello dei turisti, gli artisti volgono ora lo sguardo alle lavandaie e ai pescatori, mentre già molti abitanti delle coste si convertono ai piccoli mestieri offerti dal turismo emergente: organizzare gite in barca, spostare le cabine sulla spiaggia, pescare per sfamare i turisti che arrivano giorno dopo giorno. La costa si trasforma e si
modifica: alberghi, stabilimenti balneari, casinò; i villeggianti sono sempre più morbosamente attratti dalle celebrità dell’aristocrazia e dello spettacolo che vivono in sfarzose dimore. Le regate riempiono l’orizzonte e le corse sostituiscono in un nuovo immaginario l’arrivo della diligenza e il ritorno dal lavoro nei campi. Questi temi permangono nella visione degli artisti, ma sono ormai avulsi dal loro contesto, percepiti più come soggetti curiosi dalle caratteristiche particolari e suggestive. Claude Monet è il pittore che meglio vive questa contraddizione, lui che ha costruito la propria arte dipingendo i paesaggi della Manica, ispirato da cieli, vento, porti, spiagge e falesie. Al mondo di marinai e pescatori - a cui si aggiunge la nuova dimensione turistica, avida non solo di svago e bagni in mare, ma proprio di quelle rappresentazioni delle marine che vengono acquistate e portate a casa perché capaci di ricordare, lontano dall’attimo vissuto, momenti e luoghi - si aggiungono, come se questo non fosse abbastanza, le suggestive atmosfere inglesi che permeano profondamente tanto le alture di Sainte
Adresse come le spiagge di Trouville. Maturano grazie a questi elementi nella pittura di Monet un gesto tanto libero quanto efficace, una disposizione rapida, quasi brusca, una composizione capace di coniugare il mare, la pesca, le regate, i vaporetti e la mondanità.
Quarta sezione – Terra normanna
Fin dal XVIII secolo la letteratura ha offerto della terra normanna un’immagine di abbondanza. La morfologia dei luoghi entra con forza nella descrizione letteraria e, con essa, i motivi iconografici stereotipati del frutteto e del meleto. Gli elementi che compongono la natura si fanno oggetti e diventano degni di nota nelle loro combinazioni di forma o di colore. La Normandia è la terra pittoresca per eccellenza, pur non avendo lo statuto eroico attribuito di norma alle montagne; tuttavia essa saprà essere immortalata molto bene dalle innumerevoli rappresentazioni della costa, il cui aspetto rimane selvaggio, spesso ostile, indomabile, lontano dalle spiagge e dall’entusiasmo per la vita di mare. Come dice Stendhal a proposito della penisola del Cotentin: “Da Saint-Malo a Avranches, Caen e Cherbourg, questo paese è anche quello più ricco di alberi e con le colline più belle di Francia. Il paesaggio sarebbe senz’altro degno di ammirazione se ci fossero delle grandi montagne o almeno degli alberi secolari”; per Maupassant, a proposito della regione di Caux: “Sentieri scavati ombreggiati dai grandi alberi cresciuti
sulle scarpate. Casupole racchiuse nelle loro cinture di faggi slanciati”. La fattoria Saint-Siméon dava rifugio, soprattutto, a desideri di lidi e di fughe lontane tra gli alberi. Come
dice Armand Frémont in “Normandie sensible”, la vera ricchezza della regione stava nelle sue “piccole pianure dolcemente ondulate, altipiani inclinati, vallate incassate e spesso asimmetriche, collinette e bacini, lunghi versanti convessi, bocage che paiono parchi all’inglese distribuiti su vasti appezzamenti di terreno, folti boschetti, addossati gli uni agli altri come dei ripari, sentieri scavati e in parte nascosti. I pittori non hanno dovuto fare altro che portare alla luce questa trama antica della Normandia contadina”.
Quinta sezione – Lungo la senna
La Senna veicola un immaginario che partecipa alla nascita della modernità grazie ad alcuni acquarelli di Turner che realizza un inventario di luoghi pittoreschi, di monumenti e di rovine; una cultura colta, vitale per lo sviluppo di una coscienza del patrimonio, che si coniuga con le trasformazioni violente dei tempi moderni che i pittori amano e sanno fare proprie grazie alla loro capacità di trascendere l’istante e
di esacerbare i sensi. Se Honfleur e Le Havre possiedono un’identità spiccatamente marittima, l’entroterra, non appena il mare sparisce dietro l’angolo di una strada, volta la schiena al mondo delle alte e delle basse maree, dalla pesca e dalle regate. Per questo bisogna ritrovare, intorno a Rouen e al suo ambiente eccezionale, l’altro momento forte del sincretismo normanno, costruito attorno all’aria e all’acqua, ai grandi monumenti gotici e, infine, alle stradine pittoresche. Dal 1865, Renoir, Monet e Bazille scoprono e diffondono quel che la Senna diventerà per gli artisti; la scoperta dell’acqua da parte degli impressionisti inizierà progressivamente da qui. Dopo Rouen, prima di
incontrare quei luoghi in cui la modernità ancora non è penetrata - i villaggi della periferia parigini come Argenteuil- si incontrano, sparsi in poche decine di chilometri, alcuni paesi che hanno nomi evocativi: Giverny, Bennecourt, Vétheuil. Di Giverny si innamora Monet che si trasferisce lì nel 1883 con le sue due famiglie, i figli Jean e Michel avuti da Camille e i sei bambini avuti di Alice Hoscedé. A Giverny regnano sovrani l’acqua, il cielo, le colline coperte di verde erba. La natura è appagante senza essere
pesante, le imbarcazioni sfiorano la Senna. Con il suo atelier/battello Monet può arrivare a carpire più profondamente i paesaggi. Nel cuore del giardino, negli ultimi anni della sua vita, lo stagno delle ninfee sarà per l’artista occasione per imparare a comprendere e conoscere la natura come spazio che può essere ricostruito mentalmente.

Il futuro del vino piemontese dibattuto in un convegno ad Asti

Riceviamo e pubblichiamo
Piemonte Land traccia un bilancio della sua attività, con uno sguardo a sinergie future e mercati internazionali.

Si è svolto nei giorni scorsi il convegno “Il sistema Piemonte Land – valore e prospettive del settore vitivinicolo in Piemonte” dove rappresentanti dei Consorzi ed autorevoli esponenti della stampa nazionale hanno dibattuto sul futuro del vino piemontese.
convegno (1)Organizzato in occasione della 53ª edizione della Douja d’Or, l’incontro è servito per stilare un bilancio dell’attività di Piemonte Land, ente che raggruppa i consorzi di tutela del Piemonte. Ad emergere è stato la sua centralità nella filiera vitivinicola regionale, grazie al ruolo di unico interlocutore in grado di formulare policies ed azioni promozionali comuni che la Regione Piemonte gli ha riconosciuto. A tal proposito è stato ricordato che ad oggi sono stati 65 i progetti realizzati per un investimento complessivo di circa 18,5 milioni di euro.
Si è molto insistito sul concetto di identità, per una terroir che assieme ad un’elevata biodiversità vanta un patrimonio culturale, ambientale ed umano che ne giustifica l’importanza a livello mondiale. Unire i singoli elementi in un unico messaggio organico significa, nella prospettiva di Piemonte Land, dare maggior valore a ciascuno di essi, parte essenziale del brand Piemonte.
I presenti hanno approfondito poi il processo di internazionalizzazione alla quale il Piemonte del Vino è chiamato. Inizialmente attento ai mercati tradizionali, Piemonte Land ha rapidamente ampliato il suo raggio di intervento, diventando presenza fissa nelle più importanti fiere asiatiche. Nei suoi 8 anni di attività l’ente di Castagnito ha coinvolto 2.434 aziende, promuovendo il vino piemontese in 15 paesi, grazie ai fondi comunitari sapientemente gestiti.
Alla crescita territoriale punta invece Piemonte Land per il futuro. Costruire l’immagine di un grande distretto vitivinicolo, dove le differenze siano legate da una condivisa qualità enologica. Spazio anche per alcune considerazioni sulle sinergie tra attori pubblici e privati coinvolti nella promozione turistica ed enogastronomica della regione.
A tal proposito si ricorda l’iniziativa ‘Solo Bianco, che nella primavera del 2020 a Milano vedrà i principali vitigni bianchi protagonisti di un intenso programma di masterclass e seminari dedicati a stampa e wine lover.
Quelli tenutisi oggi sono dei veri e propri stati generali sul vino piemontese, durante i quali sono emersi i tratti distintivi e le sfide che ci attendono nei prossimi anni”dichiara il Presidente di Piemonte Land of Perfection, Filippo Mobrici-. Internazionalizzazione, promozione unitaria del territorio, valorizzazione dell’intero patrimonio enologico,sono questi i temi che interesseranno Piemonte Land, ed ai quali abbiamo intenzione di dare una risposta chiara e forte, che contribuisca alla creazione di un brand Piemonte riconoscibile a livello globale
L’attività di Piemonte Land è fondamentale se vogliamo raggiungere una promozione di sistema” afferma Caterina Andorno, Consigliere di Piemonte Land. “Qui riusciamo infatti a coordinare i nostri sforzi, puntando ad una valorizzazione che investa tutti gli elementi che rendono unico il nostro Piemonte, accrescendo così non solo la sua visibilità, ma anche il suo prestigio, a tutto beneficio delle migliaia di viticoltori quotidianamente impegnati nella preservazione del nostro patrimonio”.
Competitività è la chiave di volta per regolare tutti i nostri progetti futuri. Dobbiamo diventare noi i primi interpreti di un rinnovamento che coinvolga tanto il nostro rapporto con i flussi enoturistici quanto la proposta rivolta all’estero” puntualizza Marco Protopapa, Assessore all’Agricoltura della Regione Piemonte. “Se sul territorio è possibile presentare la grande diversità, fuori dai confini nazionali è fondamentale aggregare la nostra immagine attorno a macro temi di comunicazione, che presentino il Piemonte in modo coerente”.
convegno (2)L’Italia è leader mondiale in fatto di produzione enologica, capace di crescere anche in periodi di crisi. Perché tale processo non si arresti è necessario aggiornare l’intero sistema enoico ai più moderni modelli promozionali” puntualizza Gioacchino Bonsignore, curatore della Rubrica TG5 – Gusto. “Per questo il ruolo di Piemonte Land è fondamentale, in quanto convoglia l’intero sforzo su alcuni elementi comuni, favorendo così l’affermazione di un prodotto simbolo del Made in Italy”.
La sfida per il vino piemontese è intercettare le dinamiche dei mercati internazionali, offrendo risposte promozionali efficaci. Suggerisco di considerare il Piemonte come un’entità unitaria, aggregando al suo interno tutti gli elementi caratterizzano questa regione” sostiene Giambattista Marchetto, inviato de IlSole24Ore. “Un plauso va inoltre alla filiera regionale, capace di sviluppare forme di collaborazione sconosciute in altri contesti. Si è capito, anticipatamente rispetto al resto di Italia, che non è più solo un problema di qualità, ma anche di sinergie tra gli attori coinvolti”.
Il Piemonte è generalmente percepito come emblema italiano dell’eccellenza enologica. Se a questo dato qualitativo uniamo l’attività coordinatrice di Piemonte Land abbiamo una formula in grado di contrastare l’ascesa di nuove realtà mondiali” evidenzia Andrea Cuomo, firma de Il Giornale “Un consiglio che rivolgo direttamente ai produttori piemontesi è quello di raccontarsi quanto più possibile, visto il grande potenziale evocativo che queste terre portano con sé”.
Innovazione e territorio sono le direttrici sulle quali si gioca il futuro del vino piemontese. A livello territoriale è evidente che il Piemonte ha numerose carte da giocare, grazie ad un patrimonio che supera la semplice dimensione enologica ed abbraccia gli aspetti culturali, umani ed ambientali” conclude Maurizio Tropeano, moderatore del convegno e firma de La Stampa. “Riguardo all’innovazione ritengo che la presenza di quei sistemi integrati ai quali la stessa Piemonte Land appartiene, sia la migliore risposta che la nostra filiera può dare per farsi trovare pronta”.

I NUMERI DEL VINO PIEMONTESE

Voce Valore
Superficie vitata 44.202 (anno 2017)
Vino prodotto 2.043.00 (anno 2017)
Imprese Viticole 15.413
Vino rivendicato 2,9 milioni di hl
Valore produzione sfusa 414 milioni €
Vino certificato (Docg e Doc) 79% del totale prodotto
Quota export circa 60%
Intra UE 70%
Extra UE 30%
Volume export 2,9 milioni di hl
Valore export circa 1 miliardo €

Mostre d’autunno, le anticipazioni del Gruppo Arthemisia (prima parte)

a cura della Redazione
L’autunno propone grandi mostre: da Monet e gli impressionisti in Normandia a Chagall, da Wharol agli Impressionisti segreti, da Canova a Pinocchio. Tutte mostre che portano la firma Arthemisia, una garanzia nel settore. Oggi pubblichiamo la prima parte delle anticipazioni.

Monet e gli impressionisti in Normandia
13 settembre 2019 – 16 febbraio 2020
Palazzo Mazzetti, Asti
monet astiDopo il grande successo della mostra Chagall. Colore e magia conclusasi il 3 febbraio che ha accolto 46.908 visitatori, grazie ad un progetto condiviso con Vittorio Sgarbi, dal 13 settembre arriva a Palazzo Mazzetti di Asti un eccezionale corpus di 75 opere che racconta il movimento impressionista e i suoi stretti legami con la Normandia. Sul palcoscenico di questa terra, pittori come MonetRenoirDelacroix e Courbet – in mostra insieme a molti altri – colgono l’immediatezza e la vitalità del paesaggio imprimendo sulla tela gli umori del cielo, lo scintillio dell’acqua e le valli verdeggianti della Normandia, culla dell’Impressionismo. Grazie alla Fondazione Asti Musei, la mostra “Monet e gli impressionisti in Normandia. Capolavori dalla Collezione Peindre en Normandie” curata da Alain Tapié, ripercorre le tappe salienti della corrente artistica: opere come Falesie a Dieppe (1834) di Delacroix, La spiaggia a Trouville (1865) di Courbet, Camille sulla spiaggia (1870) e Barche sulla spiaggia di Étretat (1883) di Monet, Tramonto, veduta di Guernesey (1893) di Renoir – tra i capolavori presenti in mostra – raccontano gli scambi, i confronti e le collaborazioni tra i più grandi dell’epoca che – immersi in una natura folgorante dai colori intensi e dai panorami scintillanti – hanno conferito alla Normandia l’immagine emblematica della felicità del dipingere. Un progetto espositivo che si concentra sul patrimonio della Collezione Peindre en Normandie, una delle collezioni più rappresentative del periodo impressionista, accanto a opere provenienti dal Musée Alphonse-Georges-Poulain di Vernon, dal Musée Marmottan Monet di Parigi e dalla Fondazione Bemberg di Tolosa.
Credito foto: Claude Monet, Barche sulla spiaggia di Etretat, 1883. Olio su tela, 65×81 cm. Fondation Bemberg, Toulouse ©

Chagall. Sogno e magia
20 settembre 2019 – 1 marzo 2020
Palazzo Albergati, Bologna
chagall bolognaDal 20 settembre
, a Palazzo Albergati di Bologna, una mostra dedicata al grande artista russo, Chagall. Sogno e Magia: 160 opere che raccontano, attraverso il filo conduttore della sensibilità poetica e magica, l’originalissima lingua poetica di Marc Chagall (1887-1985). La cultura ebraica, la cultura russa e quella occidentale, il suo amore per la letteratura, il suo profondo credo religioso, il puro concetto di Amore e quello di tradizione, il sentimento per la sua sempre amatissima moglie Bella, in 160 opere tra dipinti, disegni, acquerelli e incisioni. Un nucleo di opere rare e straordinarie, provenienti da collezioni private e quindi di difficile accesso per il grande pubblico.
La mostra Chagall. Sogno e Magia vede il patrocinio del Comune di Bologna ed è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia. Curata da Dolores Duràn Ucar, la mostra racconta il mondo intriso di stupore e meraviglia dell’artista. Nelle opere coesistono ricordi d’infanzia, fiabe, poesia, religione ed esodo, un universo di sogni dai colori vivaci, di sfumature intense che danno vita a paesaggi popolati da personaggi, reali o immaginari, che si affollano nella fantasia dell’artista. Opere che riproducono un immaginario onirico in cui è difficile discernere il confine tra realtà e sogno. La mostra, che resterà aperta fino al 1 marzo 2020, si divide in cinque sezioni in cui sono riassunti tutti i temi cari a Chagall: Infanzia e tradizione russa; Sogni e fiabe; Il mondo sacro, la Bibbia; Un pittore con le ali da poeta; L’amore sfida la forza di gravità. Credito foto: Marc Chagall, Mazzo di fiori su sfondo rosso, 1970 ca. Olio su tela, 41×32,5 cm. Private Collection, Swiss. © Chagall®, by SIAE 2019 ©

Andy Warhol
26 settembre 2019 – 23 febbraio 2020
Basilica della Pietrasanta – Lapis Museum, Napoli
wharol napoliAlla Basilica della Pietrasantadal 26 settembre, in mostra oltre 200 opere di Andy Warhol con un’intera sezione dedicata all’Italia e un focus sulla città di Napoli.
Dopo il grande successo della mostra di Escher al PAN – 102.658 visitatori – e di quella di Chagall – ancora aperta fino all’8 settembre e che ha raggiuto ad oggi circa 60.000 visitatori – Arthemisia conferma la propria fiducia nella città partenopea investendo nuovamente sulla straordinaria Basilica della Pietrasanta. Un’esposizione interamente dedicata al mito di Andy Warhol giunge alla Basilica di Pietrasanta di Napoli che, dal 26 settembre 2019 al 23 febbraio 2020 e con oltre 200 opere scelte, regala al pubblico una visione completa della produzione artistica del genio americano che ha rivoluzionato il concetto di opera d’arte a partire dal secondo dopoguerra. Immortali icone, ritratti, polaroid e disegni: nel capoluogo campano arriva quel mondo Pop che ha segnato l’ascesa di Warhol come l’artista che ha stravolto in maniera radicale qualunque definizione estetica precedente, attraverso miti dello Star System e del merchandising  come le intramontabili  Campbell’s Soup, il ritratto serigrafato di Marilyn derivato da un fotogramma di Gene Korman, le celebri serigrafie di Mao del 1972 e il famosissimo  Flowers del 1964. Accanto a opere che raccontano la scena americana agli inizi del ‘900, nelle sale della Pietrasanta anche lavori che rivelano il rapporto di Warhol con l’Italia e un focus dedicato alla città di Napoli  col suo Vesuvius del 1985 e il Ritratto di Beuys, realizzato nel 1980 in occasione della mostra tenutasi presso la Galleria Amelio.
La mostra Andy Warhol è prodotta e organizzata dal Gruppo Arthemisia e Eugenio Falcioni in collaborazione con l’Associazione Pietrasanta Polo Culturale Onlus e Art Motors ed è curata da Matteo Bellenghi.
Credito foto: Andy Warhol, Vesuvius, 1985. Serigrafia su carta, 81×100 cm, AP 3/50. Collezione Eugenio Falcioni. © The Andy Warhol Foundation for the Visual Arts Inc. by SIAE 2019 per A. Warhol ©

Wake Up 2019: il programma del festival di musica elettronica e pop di Mondovì (Cn)

rubrica a cura di Fabrizio Capra
Il 6, il 7 e il 14 settembre torna a Mondovì (Cn) “Wake Up 2019”, il festival del Nord – Ovest italiano di musica elettronica e pop con Subsonica, Achille Lauro, Ilario Alicante, Martin Garrix, J-Ax + Articolo 31, Boomdabash. Anteprima a luglio e ad agosto, una serie di appuntamenti live gratuiti che anticipano i grandi concerti di settembre e il 10 luglio per la prima volta il Wake Up arriva ad Asti il 10 luglio.

b_WakeUp_ph Dave CarlettiIl 6, il 7 e il 14 settembre torna a Mondovì (Cn) “Wake Up 2019”,  il festival di musSica elettronica e pop che da quattro anni fa ballare e cantare il Nord – Ovest italiano. Anche in questa edizione, con la produzione più grande mai avuta, “Wake Up”, porterà sul palco della Mondovicino Arena  (Piazza Mondovicino, 1) una serie di concerti di alcuni dei cantanti e deejay più seguiti del momento, presentando una line up trasversale che mette insieme diversi generi musicali e unisce un pubblico eterogeneo che arriva da tutte le parti d’Italia e d’Europa! I primi artisti confermati che saliranno sul palco durante i tre appuntamenti sono Subsonica, Achille Lauro, Ilario Alicante, Martin Garrix, J-Ax + Articolo 31, Boomdabash.
«Crescere è l’unico obbiettivo che ci siamo dati e che continueremo a perseguire quest’anno e negli anni futuri – afferma Giacomo Caramelli, responsabile marketing – La produzione di quest’anno sarà la più grande mai avuta dall’inizio di questa avventura. Siamo felicissimi di regalare alla città un evento a cui parteciperanno appassionati da tutta Italia ed Europa».
b_WakeUp_ph Dave Carletti (2)Wake Up non è solo un contenitore di musica, ma anche di dibattito. Non mancheranno infatti i Talk Show pomeridiani assieme al giornalista e dj radiofonico Massimo Cotto, dedicati ad approfondimenti sui linguaggi digitali e all’incontro con influencers e personaggi web di tendenza.
A luglio e ad agosto, al Parco Commerciale Mondovicino (Piazza Giovanni Jemina, 47), si terrà Anteprima Wake Up 2019, una serie di live gratuiti che anticipano i grandi concerti di settembre. Ad animare le serate estive saranno Luca Carboni, Baby K e Giusy Ferreri. Inoltre il 10 luglioAnteprima Wake Up arriverà per la prima volta oltre i confini della provincia di Cuneo fino ad Asti (Piazza Cattedrale) per l’evento con DeeJAyTime, Eiffel 66 e Cristina D’Avena, realizzato in collaborazione con AstiMusica.
«Siamo arrivati alla quarta edizione – dichiara Graziano Gabbio, patron della manifestazione – quest’anno avremo ben 4 anteprime e usciremo dai confini della provincia di Cuneo per partecipare ad Astimusica con un evento targato Wake Up. Grazie invece al Main Sponsor Mondovicino Outlet Village, le anteprime di luglio a Mondovì vedranno esibirsi tre grandi artisti del panorama della musica pop italiana. Sarà un’estate piena di ritmo, vi aspettiamo»

Questo il programma degli eventi che si terranno da luglio a settembre (il calendario è in aggiornamento):
ANTEPRIMA WAKE UP 2019
10 LUGLIO – ASTI (Piazza Cattedrale) – ORE 21.00
Evento a pagamento
DEEJAYTIME (dj set con Albertino, Fargetta, Molella e Prezioso) - EIFFEL 65 - CRISTINA D’AVENA 
18 LUGLIO – MONDOVÌ (Parco Commerciale Mondovicino) – ORE 21.00
Evento gratuito
LUCA CARBONI
25 LUGLIO – MONDOVÌ (Parco Commerciale Mondovicino) – ORE 21.00
Evento gratuito
BABY K
1 AGOSTO – MONDOVÌ (Parco Commerciale Mondovicino) – ORE 21.00
Evento gratuito
GIUSY FERRERI

WAKE UP 2019 
6 SETTEMBRE – MONDOVÌ (Mondovicino Arena) – ORE 21.00
Evento a pagamento 
SUBSONICA - ACHILLE LAURO - ILARIO ALICANTE
7 SETTEMBRE – MONDOVÌ (Mondovicino Arena) – ORE 21.00
Evento a pagamento
MARTIN GARRIX (dj-set)
21 SETTEMBRE – MONDOVÌ (Mondovicino Arena) – ORE 21.00
Evento a pagamento
J-AX + ARTICOLO 31 - BOOMDABASH

È possibile acquistare i biglietti di WAKE UP 2019 e della serata ANTEPRIMA WAKE UP 2019 ad ASTI sui circuiti TicketOne e Ciaotickets o presso i rivenditori autorizzati (tutte le informazioni al link: www.wkup.it/tickets).
Tutte le informazioni su come raggiungere il festival e sui parcheggi sono disponibili all’indirizzo www.wkup.it/info.
Le foto sono di Dave Carletti