rubrica a cura di Fabrizio Capra
Anticipato dai singoli “Codice rosso” e “Come un body shaming” è uscito il 4 giugno su tutte le piattaforme digitali, distribuzione Universal Music Italia.  

I Kemama (Ketty Passa, Marco Sergi e Manuel Moscaritolo) hanno presentato il loro EP di debutto “Testa O Croce”, uscito venerdì scorso, 4 giugno, distribuzione Universal Music Italia. Il disco, contenente 6 tracce, è scritto e prodotto dai Kemama ed è anticipato dai singoli “Codice Rosso” e “Come Un Body Shaming”.
Il progetto Kemama è nato durante la fine del difficile anno appena trascorso, ed è caratterizzato dall’unione fra le atmosfere rock, in cui sovrastano chitarre prepotenti e batterie avvolgenti, e la voce inconfondibile di Ketty Passa, che si fa portatrice di messaggi forti e attuali con grazia e incisività.

Il sound dei Kemama diventa così unico e riconoscibile, e mette in musica temi legati a esperienze personali e a denunce sociali attualissime, che in questo momento storico hanno più che mai bisogno di essere urlate e messe a nudo. Del resto i Kemama sono nati in pieno periodo pandemico, come una sorta di catarsi necessaria per combattere l’impotenza di fronte a un’emergenza sanitaria e sociale, sentimento comune all’umanità intera.

Il debutto con il singolo “Codice Rosso” è l’emblema del loro messaggio: un urlo collettivo (in tutti i sensi, considerando le collaborazioni presenti: Omar Pedrini, Andy dei Bluvertigo, Cippa e Paletta dei Punkreas, Andrea Ra, Roberto Angelini) contro la violenza e la sensazione di solitudine che nel 2020 hanno regnato sovrane. Anche il secondo singolo estratto, “Come un Body Shaming“, si addentra in tematiche attuali e delicate: il brano paragona l’anno di assenza di lavoro e l’incapacità di trattare la  musica come tale, attraverso misure di emergenza dedicate, al fenomeno del Body Shaming,  un vero e proprio “insulto” alla bellezza e all’importanza dell’arte.

La band racconta così la nascita di “Testa O Croce”: «In questo primo lavoro c’è la voglia di tornare liberi dalle restrizioni e dai blocchi  emotivi, con un mix di testi riflessivi, consapevoli ma anche conditi dall’autoironia, necessaria e salvifica. Abbiamo raccontato un viaggio, proprio nel momento in cui non si poteva fare, mentre il mondo chiudeva i confini territoriali, e anche le  speranze, in un cassetto chiamato “Lockdown”. Ogni giorno in quel cassetto si è materializzato ciò che serviva per uscire dagli  schemi e non perdere la passione per la musica: rimanere fedeli a se stessi. Testa o Croce è un disco che suona “rock”, ma prima di questo è un rave  party di emozioni condivise tra amici, che dimostra quanto il genere musicale  non debba essere un limite, ma piuttosto una scelta.»