a cura della Redazione
La nostra collaboratrice Giulia Quaranta Provenzano ha ricevuto un’ennesima Menzione di merito poetico. Questa volta l’occasione è stata il Premio Internazionale “Dedicato a…  Giornata Mondiale della Poesia”.

I Presidenti di Giuria nella persona del poeta ed editore Giuseppe Aletti e il poeta, autore, attore e regista teatrale Alessandro Quasimodo, in relazione alla partecipazione di Giulia Quaranta Provenzano al Concorso “Dedicato a… Giornata Mondiale della Poesia, hanno assegnato alla trentunenne la Menzione di Merito poetico.  

La Aletti Editore, dopo aver visionato i componimenti giunti in redazione, ha deciso di inserire la sopraddetta poetessa imperiese altresì tra gli autori selezionati per l’omonimo volume antologico “Dedicato a… Giornata Mondiale della Poesia” di questa 16° edizione, con la sua poesia “I silenzi. Libro, il detto, che rimarrà negli annali del Premio e sarà messo in commercio da fine novembre 2021 – in modo da essere disponibile per il mese di dicembre e poterlo utilizzare come strenna di Natale. In un fine settimana del mese di novembre, si svolgerà inoltre la premiazione del concorso durante la quale saranno indicati i primi dieci classificati.

Ora a seguire, il componimento “I silenzi” di Giulia Quaranta Provenzano.

«I silenzi – Cosa mi parla di te? Quei silenzi/ che hanno il sorriso sulla bocca/ E le nubi negli occhi// Hai occhi di falco, pelle del Sud,/ d’un tempo senza tempo, d’un amare/ senza amore se non, ora, per te stesso/ E forse, probabilmente, neanche quello/ Ma, Ma dio!, quanto sei bello// Possiedi chiaroscurale beltà,/ ombre e lineamenti sottili/ che/ confondono ed infondono tremiti/ tra i pensieri sparsi come liquore/ dai frutti proibiti// …Un pendolo, adesso, troppo presto/ suonerà i rintocchi e/ la mezzanotte giungerà a sconvolgere l’anima/ in pena perché più dell’assenza sono i silenzi/ a bruciare le ciglia corvino».                   

Ed è proprio Giulia Quaranta Provenzano a spiegare  «Ci sono persone che senza un perché, o almeno senza un perché emerso a livello di consapevolezza, istintivamente ci si tatuano nella mente. E spesso sono proprio quelle persone che negli occhi hanno un universo talmente profondo, denso e sfaccettato nel loro essere veri, spontanei e quindi imprevedibili da apparire difficilmente decifrabili, e i loro silenzi non possono che esserlo altrettanto. Sono tuttavia occhi magnetici, e roventi! …Ecco che può capitare di imbattersi in perfetti sconosciuti che, però, quasi ci si incollano fra le pieghe dei più fitti e ricorrenti pensieri – certo molto di tali pensieri sono in veste di interrogativi, ma comunque quale presenza costante – e, così, succede che si percepisce nei loro sorrisi appunto quella densità calamitica che eppure “le nubi negli occhi” amplificano a dispetto d’un amaro “sorriso sulla bocca”…e si finisce per adorarne la “chiaroscurale beltà” a rendere preziosi questi individui».

La giovane imperiese ha poi continuato «Ciò che voglio dire è che esistono assonanze di esperito, di approccio alla vita – benché a volte esternato in forme opposte – che sono talmente simili nelle conseguenze più intime o invece complementari che sembra di avere comunione coll’altro da sempre …Non importa se a chilometri di distanza, se l’altro è disilluso od amareggiato come lo è la prima persona dagli schiaffi dell’esistenza: invero sono i silenzi del (taciuto) ricordare quel che ha fatto soffrire in un precedente tempo che soltanto potrà rendere estranee due anime che si capiscono sin troppo bene senza neanche dover parlare, ma che si escludono dai dolori di uno ieri in cui non si erano ancora incontrati».

Infine Giulia ha concluso «…Che sia veloce e potente cacciatore o preda, in una guerra impari, che sia attento osservatore che del bisogno di controllo ha fatto scudo, determinato, pronto ai cambiamenti, estremamente intuitivo, intraprendente, sognatore e passionale l’uomo-falco in amore sempre cercherà una Relazione con la maiuscola fino a risultare, forse, possessivo e geloso nella sua impulsività e mancanza di tatto tant’è che è visto sovente come fosse dedito all’amare soltanto se stesso. Non è questa tuttavia la verità, l’uomo-falco è un entusiasta che perciò è spinto più volte a cambiare direzione, non di meno diviene forte, possente, protettivo e fedele quanto Ama davvero!».