Riceviamo e pubblichiamo
Non raccontiamoci storie! Nuovo appuntamento con NeoBorocillina, a caccia di bufale sul mal di gola. Le bevande calde sono davvero un rimedio per il mal di gola? E il succo di limone? Vasocostrizione o vasodilatazione: cosa è più efficace per calmare l’infiammazione della gola? Il mal di gola viene solo una volta all’anno: una bufala ancora fin troppo diffusa.

Nuovo appuntamento con la caccia alle bufale sulla salute della gola di NeoBorocillina con la campagna Non raccontiamoci storie.
Stavolta NeoBorocillina vuole indagare su una convinzione molto diffusa: assumere bevande calde, come tè o tisane, è un aiuto contro il mal di gola?
Dalla ricerca (EMG DIFFERENT-NEOBOROCILLINA, totale campione 1000 persone, ottobre 2020) di mercato che NeoBorocillina ha commissionato a EMGDifferent, sulle abitudini e l’approccio alla cura del mal di gola degli italiani e sulla consapevolezza dell’esistenza difake news su questo tema,si evince che più del 60% (63,2%) è convinto che bere bevande calde possa effettivamente essere un valido aiuto in caso di mal di gola e addirittura più del 75% degli italiani quando lamenta questo disturbo assume bevande calde con miele.
Vasodilatazione o vasocostrizione?
Il dottor Paolo Petrone, Dirigente Medico, UOC Otorinolaringoiatria dell’Ospedale Di Venere, rivela che affidarsi a tè e tisane, specie se molto calde, è un rimedio tutt’altro che benefico per il benessere della gola.
“Il caldo – spiega il dottore – determina una vasodilatazione. Quando il tessuto si vasodilata, beneficia di un maggiore afflusso di sangue, con più ossigeno e più nutrienti, e una riduzione della contrazione locale, che è alla base del dolore. Se si beve qualcosa di caldo, quindi, i muscoli della gola si rilassano, il dolore si attenua. E se c’è uno spasmo muscolare, all’inizio il caldo può essere benefico.”
La sensazione calmante del calore è, però, solo momentanea.
Non solo: se la gola è colpita da patologie più gravi, il caldo non fa altro che peggiorare la situazione. “Come accade più frequentemente nel caso di un’infiammazione della gola, se c’è un edema e un gonfiore della mucosa, sarà meglio l’azione benefica del freddo per ridurre la sintomatologia dolorosa.”
In questi casi, spiega il dottore, conviene affidarsi a soluzioni rinfrescanti, per esempio masticare un cubetto di ghiaccio, capace di ottenere l’effetto opposto, ovvero la vasocostrizione, vale a dire la riduzione del microcircolo sanguigno.

Rimedio efficace ma per lo più sconosciuto. Quando, infatti, è stato chiesto al campione della ricerca EMG-NeoBorocillina se ritenesse falsa la frase “Si può calmare l’infiammazione facendo gargarismi di acqua fredda e sale o masticando un cubetto di ghiaccio.”, il 71,9% ha ritenuto – erroneamente – che questa fosse una fake news.
Il dottor Petrone spiega perché, invece, è di aiuto: “È quello che accade quando, dopo una caduta, mettiamo del ghiaccio sulla botta o quando passiamo il dito sotto l’acqua fredda dopo esserci scottati. Il freddo contribuisce a “spegnere” il dolore, e protegge la pelle e la mucosa, ostacolando la distruzione delle cellule causata dalla scottatura. È proprio questo il motivo per cui viene consigliato di masticare un cubetto di ghiaccio, o di fare gargarismi con acqua fredda e sale per calmare l’infiammazione in caso di mal di gola.”
I rimedi della nonna: il succo di limone
Un’altra falsa credenza molto diffusa, diventata ormai un noto “rimedio della nonna” contro il mal di gola, è l’abitudine di assumere succo di limone per calmare l’infiammazione
.
“Durante un evento infiammatorio delle alte vie respiratorie si osserva una forte disidratazione delle mucose, con alterazione della matrice extracellulare e rottura delle cellule. Il segreto del successo questa antica credenza – continua Petrone non sta nel succo di limone in sé ma nel fatto che quasi sempre questo viene assunto assieme a un copioso bicchiere d’acqua. È la combinazione delle due cose, o meglio, è la presenza dell’acqua che con la sua azione idratante contribuisce ad una velocizzazione dei processi di guarigione.”
Il solo succo di limone, invece, potrebbe non aiutare: “Poiché contiene elevati quantitativi di acido citrico e può fungere da irritante in una situazione in cui la mucosa è già compromessa e infiammata. Del resto, non è un caso che proprio il succo del limone sia sconsigliato anche in caso di malattia da reflusso e di acidità di stomaco. L’azione acida e irritante del limone, infatti, contribuisce a incrementare il contenuto degli acidi dello stomaco e a far risalire anche solo il gas dello stomaco verso l’alto, facendo peggiorare la sintomatologia a carico della gola.”

Ho già preso il mal di gola quest’anno. Non mi verrà più
Se per la maggior parte delle persone questa è giustamente una bufala, c’è ancora quasi l’8% degli italiani che crede che il mal di gola possa venire una sola volta all’anno. In realtà, esistono varie tipologie di virus che determinano l’insorgenza del mal di gola. A confermare questo dato è lo stesso dottor Petrone: “Il mal di gola è determinato da una moltitudine di virus come i Rhinovirus, o i virus parainfluenzali e influenzali, responsabili anche di malattie comunissime come il raffreddore. Ma si pensi che oggi – associati al solo raffreddore – si contano oltre 200 virus e, secondo i National Institutes of Health americani, gli adulti possono infettarsi anche tra le 2 e le 5 volte all’anno, e i ragazzi in età scolare anche fino a 12 volte. E il mal di gola è un sintomo comunissimo anche per malattie molto semplici da contrarre, tantopiù in inverno, durante i picchi epidemici di infezione da Rhinovirus, virus influenzali e parainfluenzali, stagione in cui è ancora più semplice esserne affetti più volte.”
Scopri tutti i video TG della campagna “Non raccontiamoci storie” su nonraccontiamocistorie.it.
Per maggiori informazioni: www.neoborocillina.it