Giovedì Rai: Mont Sain-Michel e il suo mistero. Il diario perduto del dottor Livingstone

Riceviamo e pubblichiamo
Domani, giovedì 11 marzo, tra i programmi Rai: “a.C.d.C.” ci porta alla scoperta dell’abbazia di Mont Saint Michel. Documentario sul dottor Livingstone e il suo diario perduto.

Con “a.C.d.C.” sul Mont Saint-Michel: la verità nascosta
Un viaggio alla scoperta di un luogo da sempre al centro dell’interesse di archeologi e studiosi, come dei suoi milioni di visitatori che lo rendono uno dei principali siti turistici di Francia. L’abbazia di Mont Saint Michel è la protagonista del documentario “Mont Saint-Michel: la verità nascosta”, in onda in prima visione giovedì 11 marzo alle 21.10 su Rai Storia per “a.C.d.C.” con l’introduzione del professor Alessandro Barbero. È un isolotto a poche centinaia di metri dalla costa normanna, in una baia le cui maree dall’eccezionale ampiezza – circa 13 metri di dislivello – lo rendono difficilmente accessibile, praticamente inespugnabile. Abitato dall’Ottavo secolo, è stato un importante centro monastico, poi celebre abbazia, ma anche una fortezza e, durante la Rivoluzione, è stata adattata a prigione. Storici, archeologi e architetti sono all’opera su un labirinto di costruzioni sovrapposte nel corso dei secoli per ricostruirne la storia e per decifrare le tracce delle sue multiple funzioni.

Il diario perduto del dottor Livingstone: le pagine “ritrovate”
La storia del celebre medico ed esploratore disperso alla ricerca della sorgente del Nilo, il missionario ritrovato dal giornalista americano Henry Stanley che lo apostrofò con quella frase diventata leggendaria: “Il dottor Livingstone, presumo”. Una storia rivista attraverso le perizie sui suoi diari e raccontata dal documentario “Il diario perduto del dottor Livingstone”, in onda giovedì 11 marzo alle 22.10 su Rai Storia. L’esploratore scozzese, ormai senza carta e senza inchiostro, scrisse i suoi appunti sul retro di vecchi assegni e sui margini ormai ingialliti del London Standard, intingendo il suo pennino nel succo di bacche. Parole rimaste illeggibili per quasi un secolo e mezzo, finché le modernissime tecniche del National Reconnaissance Office di Washington non hanno riportato alla vita quegli scritti che il sole dell’Africa aveva prosciugato. Con alcune sorprese. 

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