Oggi per la rubrica “Racconti e Poesie” ospitiamo la terza parte del racconto di Faber 61: “Il mistero del libro senza titolo”
Il mistero del libro senza titolo
di Faber 1961
Riassunto: Vittorio Piana si trova nella biblioteca della dimora del conte Massimiliano Della Spada in attesa di essere ricevuto dal padrone di casa che lo aveva invitato. Vittorio si trova circondato da moltissimi libri alcuni dei quali antichi e che trattano argomenti particolari. L’arrivo del conte lo distoglie dall’osservare quel patrimonio cartaceo. Il padrone di casa preleva un libro dallo scaffale e invita Vittorio a seguirlo. (prima parte). Nel salotto dove si trovavano il conte invita Vittorio a prendere visione del misterioso libro. Vittorio lo osserva con lo stupore di non trovare alcun segno sulle quattro facciate della copertina e nemmeno nella prima e ultima pagina. Ma non l’ha ancora aperto del tutto (seconda parte).

Mi sentivo completamente bloccato da quanto tenevo nelle mani e pensare che non lo avevo ancora aperto del tutto.
Il conte Massimiliano Della Spada mi stava osservando silenzioso, come se stesse lo stato d’animo che stavo provando in quel momento.
Però ben presto interruppe il suo silenzio: «Vittorio non si limiti a soffermarsi su quello che sta osservando, sono solo pagine bianche, sfogli il libro anche nelle sue pagine interne».
Così esortato, senza proferire parola, iniziai a sfogliare a caso le pagine di quel libro misterioso e ne rimasi particolarmente colpito.
Sfogliai ancora qualche pagina, poi alzai gli occhi dal libro e fissai il conte che mi stava scrutando ansioso che parlassi, ma il mio cervello non riusciva a trasmettere parole alla bocca che rimaneva semi spalancata ma muta.
«Immaginavo la sua reazione – disse il conte – e comprendo il suo sbigottimento però ho bisogno di risposte».
Rimasi ancora un attimo in silenzio, provai a riordinare rapidamente le idee, soprattutto per poter capire cosa si nascondeva dietro a questo libro.
Poi guardai dritto negli occhi Massimiliano Della Spada cercando di carpire qualcosa che mi poteva sfuggire però compresi che anche lui era incapace di comprendere.
«Vede signor conte, anzi Massimiliano, è difficile stupirmi ma con questo libro è riuscito a far provare, dentro di me, un qualcosa che non credevo di poter avvertire. Inizialmente pensavo che mi volesse mettere alla prova non comprendendo quale partita stavamo giocando, invece pochi istanti fa ho compreso che anche lei sta giocando dalla mia parte non conoscendo cosa realmente si cela in dentro questo libro».
«Vittorio mi hai veramente impressionato – ribattè il conte passando a un informale e amichevole tu rispetto all’iniziale lei – mi avevano detto che solo di te potevo fidarmi per risolvere l’enigma che si cela dietro a questo libro e credo che chi mi ha fatto il tuo nome, pur non sapendo i dettagli, mi abbia indirizzato nella direzione della persona giusta».
«Lusingato da questo apprezzamento e da come lei interloquisce con me in modo molto informale però credo di non avere ancora risposte, anzi mi sento molto disorientato da quanto ho potuto vedere. Se le va inizierei con il porle qualche domanda» dissi mentre richiudevo il libro e lo posavo sul tavolino.

«Certamente! Pronto a rispondere a tutte le tue domande e richieste però a questo punto mi devi dare del tu, poi l’hai detto: stiamo giocando la partita dalla stessa parte».
«Molto bene. Per prima cosa volevo sapere quanti sanno di questo libro?»
«Fino a pochi minuti fa solo io, ora con te siamo in due. Volutamente non ne ho parlato con nessuno. Credo che meno persone sanno qualcosa maggiore è la possibilità di arrivare a una soluzione del mistero».
«Benissimo, approvo la tua decisione. Esistono, purtroppo, molti curiosi che non hanno capacità intuitive e che sarebbero capaci di fare domande in giro senza nascondere l’esistenza di questo enigmatico libro. Quindi è bene che solo noi due, almeno per ora, rimanessimo a conoscenza di questo volume. Seconda domanda da quanto tempo possiede questo libro?»
A questo punto la risposta del conte gettò ulteriore mistero al mistero…
«Ti dico la verità: inizialmente ho pensato di averlo acquistato in uno dei tanti mercatini che frequento alla ricerca di libri interessanti. Poi ho scartato quest’idea. Devi sapere che io annoto sul computer e, anche, in un registro manuale, tutti i libri che acquisto e in questi elenchi ho annotato anche tutti i libri che ereditai da mio padre. Quel libro nei miei elenchi non dovrebbe esistere anche perché un libro senza titolo avrebbe acceso la mia curiosità ben prima di qualche giorno fa quando lo scoprii per caso nella biblioteca».
Ascoltai con attenzione e la successiva domanda uscì dalla mia bocca spontanea: «Quindi?»
Massimiliano rimase un breve istante in silenzio, quindi rispose: «Quindi non so minimamente capacitarmi su come quel libro sia arrivato nella mia biblioteca».
«Non può essere che qualcuno, mentre eri impegnato, sia entrato nella biblioteca e lo ha inserito nella libreria?»
«Domanda pertinente se non fosse che almeno negli ultimi due anni l’unico, oltre a me, ad essere entrato nella biblioteca sei stato tu, quindi la risposta non può che essere: non so come è successo».

Rimasi un attimo a rimuginare su quanto aveva affermato il conte, volevo porre una domanda che potesse portare il conte a darmi una risposta che mi avrebbe consentito di comprendere qualcosa in più.
Mentre pensavo Massimiliano riprese la parola: «Sono certo che mi stai per chiedere se qualcun altro poteva avere accesso alla mia biblioteca segreta».
Stupito annui con un gesto del capo e il padrone di casa proseguì: «La porta della biblioteca è sempre chiusa a chiave, la serratura è diversa da quella di tutte le altre porte della casa e la chiave rimane sempre chiusa nella cassaforte del mio studio e quella di scorta è in un luogo che nessuno può sapere. Nessun passepartout può aprirla perché è una serratura unica, realizzata apposta per me.  Quindi nessuno può entrare in quella stanza se non con la chiave e in ogni modo, anche se fosse capitato, me ne sarei accorto».
Il conte smise di parlare per un attimo. Lo fissai senza aggiungere parola e lui riprese: «Non faccio nemmeno spolverare. La polvere che si deposita sugli scaffali e un ottimo modo per verificare se qualcuno, casomai fosse riuscito a entrare, avesse preso o spostato dei libri. Mi sono accorto che tu i libri li hai solo osservati perché da una rapida occhiata quando sono venuto a riceverti non ho notato assenza di polvere sugli scaffali».
Rimasi sorpreso da tanta genialità e affermai «Infatti hai ragione li ho solo osservati ma ero tanto preso dal leggere i titoli che non mi sono accorto della presenza di polvere. Quindi da quanto mi stai dicendo quel libro si è materializzato nella tua libreria provenendo dal nulla».
«Sembrerebbe proprio così. Ora, però, ti faccio una domanda: cosa ne pensi di quello che hai visto nelle pagine che hai sfogliato» mi incalzò il conte.

«Sono rimasto senza parole: sembrano formule magiche, un trattato di magia ma non riesco a capire che tipo di magia. Poi la stranezza è che sembra un libro scritto a mano però al tempo stesso sembra stampato quasi come se fosse un pezzo unico. Su questo libro bisogna lavorare con molta attenzione per scoprire cosa si cela tra le righe e dietro ad alcune immagini, che mi hanno stupito, mi sembrerebbero dei disegni realizzati a mano libera».
«La penso esattamente come te pertanto ti autorizzo a tenere per il tempo necessario il libro affinché tu possa risolvere il mistero. Mi fido di te».
«Potrei chiederti un piacere?»
Questa volta fu il conte ad annuire inclinando la testa in avanti.
«Preferirei consultarlo in questa casa perché se si è materializzato qui è in questa casa che si riuscirà a dipanare l’enigma».
«Concordo – rispose il conte – avrai a disposizione la mia casa. Anzi se lo ritieni puoi trasferirti da me il tempo necessario, stanze libere per gli ospiti ce ne sono sempre così potrai procedere rapidamente. E dove pensi che ti puoi posizionare per lavorare su questo enigma?».
«Nell’unico posto che mi potrà dare risposte: la biblioteca segreta».
(fine terza parte)