Riceviamo e pubblichiamo
Domani, giovedì 11 febbraio tra i programmi Rai: a “Passato e Presente” si ricorda il disastro di Seveso del 1976; “a.C.d.C.” si addentra nella storia della città proibita, Pechino; Tarzan un mito del XX secolo.

“Passato e Presente”: il disastro di Seveso
Il 10 luglio 1976 una densa nube tossica contenente diossina fuoriesce dallo stabilimento Icmesa di Meda, a 30 chilometri da Milano, e si dirige verso Seveso. Per una settimana la stampa tace. Ma le piante cominciano a seccarsi, gli animali a morire e i bambini a mostrare gravi eruzioni cutanee. La zona viene evacuata, gli abitanti isolati e monitorati. Alle donne in gravidanza viene concessa la possibilità dell’aborto terapeutico. Le autorità non sanno come reagire. È la prima volta che un centro abitato di tali dimensioni viene contaminato dalla diossina. Paolo Mieli e la professoressa Silvia Cassamagnaghi ripercorrono il disastro di Seveso a “Passato e Presente”, in onda giovedì 11 febbraio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Nell’Italia colpita dalla crisi economica, mondo politico e opinione pubblica si spaccano sia sul progetto di bonifica che sul diritto all’aborto, fino a mettere a repentaglio gli equilibri del compromesso storico.  Accanto alla tragedia, però, il disastro di Seveso rappresenta un punto di svolta nelle coscienze degli italiani e del mondo intero rispetto ai rischi ambientali causati da un’industrializzazione indiscriminata. Si comincerà, dopo Seveso, a parlare di ecologia e di sviluppo armonico del territorio.

“a.C.d.C.” raccconta Pechino. Nella città proibita
È stato il cuore pulsante dell’Impero cinese. Oggi è la più grande attrazione turistica della Cina. La Città Proibita, a Pechino, è un complesso di strutture unico al mondo, che riflette la gerarchia del potere divino e imperiale, testimone non solo di spettacolari cerimonie ma anche di oscuri intrighi. Un luogo dal fascino immortale che viene raccontato da “a.C.d.C.”, con l’introduzione del professor Alessandro Barbero, in onda giovedì 11 febbraio dalle 21.10 su Rai Storia. Nella prima parte del documentario si prende in considerazione il periodo più cosmopolita della dinastia Ming, ossia il regno dell’imperatore Yong-Le, il quale si circonda di eunuchi di corte, in perenne lotta tra di loro per il controllo del potere amministrativo dell’impero. Nella seconda e ultima parte, in onda alle 22:10, giungiamo al racconto novecentesco dell’imperatrice madre Cixi, concubina dell’imperatore Xianfeng, madre dell’erede al trono e reggente dell’Impero, di fatto, per 47 anni, fino all’umiliante sconfitta durante la rivolta dei Boxer.

Tarzan, l’uomo dietro l’immagine: un mito del XX secolo
La straordinaria storia di Tarzan, una delle figure più iconiche della narrativa popolare, che catturò l’immaginazione del pubblico di tutto il mondo e di tutte le età. La racconta il documentario “Tarzan, l’uomo dietro l’immagine”, in onda giovedì 11 febbraio alle 19.30 su Rai5. Dopo la comparsa di Tarzan nel 1912 su una rivista pulp americana, il personaggio letterario di Edgar Rice Burroughs diventò uno dei personaggi più significativi della cultura popolare del XX secolo e il primo supereroe per antonomasia. Pubblicata in oltre 20 romanzi e tradotta in più di 50 lingue, la storia del ragazzo selvaggio cresciuto dalle scimmie fu un successo immediato e dette vita a programmi radiofonici, fumetti, serie TV e innumerevoli film. Sebbene Tarzan fosse estremamente amato dal pubblico, fu anche accolto da polemiche e da critiche. I primi film furono censurati per le semi-nudità e i fumetti banditi, in Europa, perché considerati dai comitati di censura troppo violenti e dannosi per i giovani. Nonostante questo, il personaggio riuscì a far luce su argomenti importanti come la crudeltà verso gli animali, il colonialismo e la schiavitù. Dal passato al presente, il valoroso e leale protettore del mondo naturale resta ancora oggi una delle figure più conosciute e più durature della narrativa popolare.