Lunedì Rai: la peste nera, “Delitto e castigo” e la storia di Cosenza

Riceviamo e pubblichiamo
Domani, lunedì 8 febbraio, tra i programmi Rai: a “Passato e Presente” Paolo Mieli e Alessandro Barbero parlano della peste nera. Ultimo appuntamento con Fëdor Dostoevskij: “Delitto e castigo”. “Storia delle nostre città” vede protagonista Cosenza.

A “Passato e Presente” la peste nera del 1300 con Paolo Mieli e il professor Barbero
Nel 1346, durante l’assedio di Caffa, avamposto commerciale genovese sulla via della Seta, l’esercito mongolo lancia con le catapulte i cadaveri dei soldati colpiti da un misterioso morbo oltre le fortificazioni della città. Mesi dopo, le navi genovesi che tornano nei porti italiani sono piene di cadaveri o di malati. Comincia così la storia della peste nera, raccontata dal professor Alessandro Barbero e da Paolo Mieli a “Passato e Presente”, in onda lunedì 8 febbraio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. L’Europa, ignara di che cosa significhi “contagio” e di come proteggersi da un’epidemia, viene colpita da una delle più gravi pestilenze che la storia ricordi. Un flagello che provocherà in circa un decennio circa 25 milioni di morti, quasi un terzo della popolazione complessiva. Una pandemia che cambia il volto del continente, dando, secondo alcuni, anche un impulso fondamentale allo sviluppo della medicina e della scienza moderna. 

Omaggio a Fëdor Dostoevskij: “Delitto e castigo”
Si chiude con “Delitto e castigo” nella trasposizione televisiva di Mario Missiroli, in onda da lunedì 8 febbraio alle 16.00 su Rai5, l’omaggio che Rai Cultura ha dedicato alle opere di Fëdor Dostoevskij, nell’anno in cui cade il bicentenario della nascita (11 novembre 1821). Nel 1866 Dostoevskij pubblicava uno dei romanzi più importanti della storia della letteratura russa: il suo capolavoro “Delitto e castigo“. La vicenda dello studente Raskol’nikov – che, ossessionato dall’idea di essere al di sopra del bene e del male, arriva a uccidere una vecchia usuraia – era già stata adattata per la Rai da Anton Giulio Majano nel 1963. Vent’anni dopo, nel 1983, il regista teatrale Mario Missiroli (1934-2014), propose su Rai2 questa seconda trasposizione televisiva in cinque puntate, realizzata interamente in studio «per poter analizzare a fondo gli animi lacerati dei protagonisti e per creare un clima tra realtà e incubo». La sceneggiatura era firmata da Tullio Kezich e dallo stesso Missiroli, mentre tra gli attori si ricordano Mattia Sbragia, Susanna Martinkova, Piero Mazzarella e Piera Degli Esposti.

Storia delle nostre città: Cosenza, l’Atene della Calabria
Una città le cui origini possono essere fatte risalire all’ottavo secolo a.C. quando sorse il primitivo villaggio di Kos. Da qui sarebbe nata Cosenza, la protagonista di “Storia delle nostre città”, in onda lunedì 8 febbraio alle 21.10 su Rai Storia. L’insediamento fu successivamente conquistato dal popolo dei Bruzi che qui insediarono la loro capitale, da dove dominarono incontrastati la Calabria per secoli. Dopo aver più volte sconfitto in guerra i greci, i Bruzi cedettero di fronte alla micidiale avanzata di Roma e la città diventò una colonia con il nome di Consentia. Dopo il crollo dell’Impero, e l’arrivo dei barbari, Cosenza subì prima la dominazione dei goti, dei bizantini e degli svevi per poi essere contesa tra gli Angiò e gli Aragonesi. Quest’ultimi, nel XVI secolo, ne fecero una tra le città più importanti del loro regno e nel 1511 vi fondarono l’Accademia Cosentina. La prestigiosa scuola segnò per Cosenza l’avvio di una fioritura culturale e umanistica che vide la sua massima espressione nella figura di Bernardino Telesio, filosofo ispiratore di Giordano Bruno, Tommaso Campanella e Francesco Bacone. In quel glorioso periodo la città fu onorata dell’appellativo di “Atene della Calabria”. Nell’800 Cosenza entra a far parte del Regno Borbonico ed è teatro di violenti scontri durante gli anni che portarono all’unità d’Italia. Oggi la città è il capoluogo di provincia più a Nord della Calabria e rappresenta una realtà che sta costruendo il suo futuro sulle fondamenta del suo grande passato. Ancora oggi la città porta infatti i segni indelebili della sua lunga storia tra i vicoli del centro caratterizzato da un dedalo di strette strade che si snodano attorno ad antichi edifici romani, chiese medievali, conventi, case fortezze, palazzi padronali e bellissime piazze. Ma anche innovative gallerie d’arte, moderni musei diffusi e opere architettoniche futuriste come il “Ponte di San Francesco di Paola” che rappresenta con i suoi 104 metri di altezza il ponte strallato più alto d’Europa.

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