Riceviamo e pubblichiamo
Oggi completiamo il viaggio tra le cupole e gli affreschi delle più straordinarie chiese di Parma, Piacenza e Reggio Emilia: in questa terza e ultima parte andiamo a Reggio Emilia.

Le chiese sono da sempre custodi di eccezionali opere d’arte. E spesso è proprio guardando in alto, nell’immensità delle loro cupole che si svelano capolavori meravigliosi, affreschi realizzati da grandi artisti del passato. Questo è il periodo ideale per scoprire tali espressioni del genio umano racchiuse nelle più belle chiese di Parma, Piacenza e Reggio Emilia, avvicinandosi all’anima creativa e spirituale di Visit Emilia. Oggi andiamo alla scoperta delle chiese di Reggio Emilia.

Tempio della Beata
Vergine della Ghiara
cupola, credit Visit Emilia

La cupola di Lionello Spada nel Tempio della Beata Vergine della Ghiara di Reggio Emilia
Tra i più artistici santuari mariani d’Italia, monumento di fede eretto a seguito di un prodigioso miracolo, il Tempio della Beata Vergine della Ghiara di Reggio Emilia vanta una maestosa decorazione figlia del lavoro di una élite di artisti emiliani della prima metà del Seicento. Il progetto dell’architetto ferrarese Alessandro Balbo fu poi eseguito dal reggiano Francesco Pacchioni, coadiuvato per la costruzione della cupola da Cosimo Pugliani. Affrescata nel 1614 da Lionello Spada, allievo del Carracci, che si ispirò alle scritture dell’Antico Testamento ed ebbe modo di mostrare grandi qualità prospettiche, soprattutto nella realizzazione degli angeli, il ciclo decorativo degli affreschi che orna le volte, le cupolette, la cupola e l’abside in ricchissime cornici, decorazioni e stucchi dorati, amplifica e commenta come in una sacra rappresentazione l’immagine della Beata Vergine della Ghiara presentata dal motto “Quem genuit adoravit”. È l’esaltazione di Maria, che riassume il mistero dell’alleanza tra Dio e il suo popolo. È invece opera del Guercino il capolavoro “la Crocifissione di Cristo, con ai piedi la  Madonna e i Santi Maria Maddalena, San Giovanni e S. Prospero” che rende la pala dell’Altare della Città il lavoro di maggior impegno dell’artista al suo rientro da Roma. Per personalizzare la visita è disponibile l’applicazione “Arte e biblica nella Basilica della Ghiara” che dialoga con i codici QR all’interno della basilica, fornendo approfondimenti storici, artistici e teologici dell’opera.

Basilica di San Prospero
credit Visit Emilia

Il Giudizio Universale nella Basilica di San Prospero di Reggio Emilia
Per ammirare “Il Giudizio Universale” di Camillo Procaccini (1558ca –1629) bisogna varcare la porta della Basilica di San Prospero di Reggio Emilia e rivolgere lo sguardo sul ciclo pittorico del presbiterio e dell’abside. L’artista bolognese raffigura con maestria nella chiesa dedicata al patrono della città (di cui conserva le spoglie) e situata nel cuore del centro storico, il giorno del supremo giudizio di Cristo, collocato nel punto più alto della conca absidale, il quale in modo risoluto, ma carico di umana pietà, invita le anime a salire, circondato da angeli e santi del paradiso. Non mancano gli apostoli Andrea e Pietro e poi disposti secondo precise gerarchie gli evangelisti, i santi protettori della città e altre figure. Poi i risorti, che emergono dalle sepolture rivolti verso il cielo. L’atmosfera cambia nella rappresentazione dei dannati che sprofondano nelle fiamme dell’inferno, tra bagliori accecanti, controluce, vapori, e la grande figura del diavolo. Altre scene caratterizzano l’opera, come la rappresentazione del Cristo morto nel sepolcro e poi nella volta del presbiterio la creazione di Eva e dell’Apocalisse. A completare il ciclo di affreschi del catino absidale, le due storie bibliche: la caduta di Jetzabel e la resurrezione del figlio della vedova a Naim. L’opera segna la fine del Manierismo a Reggio Emilia e l’arrivo delle innovazioni della pittura dei Caracci.

Cupola della Chiesa di San Giovannino
credit Visit Emilia

Nella Piccola Ghiara di Reggio Emilia, la cupola ispirata dal Correggio
Chiamata la “Piccola Ghiara”, la Chiesa di San Giovannino di Reggio Emilia custodisce opere prestigiose e una splendida cupola realizzata dal Sisto Badalocchio, che si ispirò all’Ascensione dipinta dal Correggio nell’Abbazia di San Giovanni Evangelista a Parma. La struttura attuale risale al XVI secolo, anche se le prime notizie della chiesa risalgono al XII secolo. Nei primi anni del Seicento diversi artisti, che poi hanno arricchito di opere la Basilica della Ghiara di Reggio Emilia, affrescarono la Chiesa di San Giovannino rendendola preziosa. La cupola è dotata di quattro finestroni e di statue in terracotta. Gli affreschi realizzati nel 1613 rappresentano un volteggiare di figure e nuvole che guardano verso l’alto, verso il “Ritorno di Cristo”. La volta della navata centrale presenta, racchiuse in ardite prospettive illusionistiche del bresciano Tommaso Sandrini, affreschi di Lorenzo Franchi, rappresentanti San Giovanni che scrive l’Apocalisse.
Destinazione Turistica Emilia
Parma – Piacenza – Reggio Emilia
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