Riceviamo e pubblichiamo
Domani, martedì 26 gennaio, tra i programmi Rai: documentario dedicato a “Tintoretto, il primo regista” e l’ultimo episodio di “Money Art”.

Tintoretto, il primo regista: un pittore irrequieto
Tintoretto
, il grande artefice del Rinascimento italiano, ha segnato in maniera profonda il volto artistico di Venezia. Pittore irrequieto, era capace di sbalordire i suoi committenti con trovate sorprendenti, anche grazie alla gran velocità con cui eseguiva le sue opere. A lui è dedicato il documentario di Erminio PeroccoTintoretto, il primo regista” in onda martedì 26 gennaio alle 19.30 su Rai5. Il filmato ripercorre la biografia dell’artista e descrive le innovazioni tecniche della sua pittura che hanno esercitato un’influenza profonda e costante sulla storia dell’arte, e lasciato tracce tangibili nelle opere di artisti come Peter Paul Rubens, El Greco, Max Beckmann e Jackson Pollock. Paul Cezanne, a nome di tutti, lo ha definito l’idolo della pittura: “La sua opera è immensa, include ogni cosa dalla natura morta fino a Dio. È un enorme arca di Noè; io mi sarei trasferito a Venezia soltanto per lui!”. Il documentario non lascia dubbi sulla modernità̀ del Tintoretto, sulla audacia delle sue pennellate, sulla complessità delle storie narrate nei suoi quadri giganteschi, sulle sue strategie che oggi definiremmo da marketing. Con la regia di Erminio Perocco, fotografia di Giovanni Andreotta, musiche di Teho Teardo, prodotto da Kublai Film.

“Money Art”: mecenati, artisti e finanza
Da Gaio Cilnio Mecenate al crowdfunding. L’ultimo episodio di  “Money Art”, in onda martedì 26 gennaio alle 20.30 su Rai5, indaga il rapporto tra la creazione artistica e la nuova finanza rievocando le figure e le forme più esemplari di mecenatismo. Partendo da Mecenate, primo filantropo della storia, la puntata introduce la figura del protettore delle arti, che nasce sotto Augusto, per arrivare a descrivere il mecenate moderno con storie come quella di Peggy Guggenheim, collezionista americana di chiara fama, e di George Costakis, l’uomo che negli anni immediatamente seguenti la Seconda Guerra Mondiale, sfidando i divieti e gli ostracismi del regime stalinista, decise di raccogliere a casa sua, a Mosca, testimonianze dell’avanguardia sperimentale russa d’inizio secolo, salvando dalla distruzione e dall’oblio “il grande esperimento” dell’arte del XX secolo. Oggi, però, per sponsorizzare iniziative e restauri, molti musei ricorrono al crowdfunding, una pratica di finanziamento collettivo resa possibile grazie a piattaforme internet. E proprio sulla rete corre l’ultima innovazione finanziaria dei nostri tempi, il bitcoin, la valuta virtuale che ha esordito nel 2009 e che, a differenza della maggior parte delle valute tradizionali, non fa uso di un ente di emissione centrale.