Riceviamo e pubblichiamo
Domani, venerdì 22 gennaio, tra i programmi dei palinsesti Rai consigliamo: un documentario sul grande fotogrado Elliot Erwitt; arte  e banche per “Money Art”; Correggio e Parmigianino due pittori a Parma.

Elliott Erwitt, il silenzio ha un bel suono. Una leggenda della fotografia
Un ritratto inedito e intimo del fotografo considerato ormai una vera propria leggenda nella storia della fotografia, firmato da Adriana Lopez Sanfeliu: è il documentario “Elliott Erwitt, il silenzio ha un bel suono”, in onda venerdì 22 gennaio alle 19.30 su Rai5. I suoi scatti iconici raccontano con uno stile unico fatto di semplicità, immediatezza e anche molta ironia i grandi eventi della storia e i piccoli accidenti della quotidianità. E sono allo stesso tempo un incredibile spaccato della nostra società. Uomini politici, presidenti, papi, star del cinema ma anche gente comune e animali domestici: nella sua lunga carriera Elliott Erwitt non ha fatto distinzioni, ed è sempre e solo stato attratto dalla forza delle immagini. Ma dietro la macchina fotografica, al di là del grande artista, c’è un uomo di cui sappiamo molto poco e che, grazie a questo documentario, possiamo conoscere più da vicino. Un uomo che ama il silenzio tanto quanto la compagnia, dotato di una grande ironia nei confronti di sé stesso e del mondo, una persona mite e discreta nonostante il successo raggiunto e ancora profondamente innamorata del suo lavoro.

“Money Art”: l’arte e le banche
Dalla sede storica della Banca Commerciale Italiana di Milano, tra arredi e modanature curati nei minimi particolari, le storie intrecciate di papa Giulio II e di un importante banchiere tedesco, Jacob Fugger (1459 – 1525), detto il Ricco, che attraverso la sua banca finanziò opere artistiche e guerre di papi e di imperatori. Sono le vicende al centro di “Money Art”, in onda venerdì 22 gennaio alle 20.30 su Rai5. Jacob fu il principale banchiere di papa Giulio II, la cui fama è indissolubilmente legata ai progetti artistici che promosse, facendosi mecenate di alcuni dei più grandi pittori, architetti e scultori della storia, offrendo loro la possibilità di creare opere che sono poi diventate i più importanti capolavori dell’arte occidentale di tutti i tempi. Basti pensare a Michelangelo e Raffaello.

Art Night: pittori a Parma. Correggio e Parmigianino
Due artisti di immenso valore la cui fama nei secoli ha subito fortune alterne, ma che oggi hanno finalmente trovato il loro posto tra i grandi della loro epoca. Nell’anno di Parma Capitale Italiana della Cultura, “Art Night” – che Rai Cultura propone venerdì 22 gennaio alle 21.15 su Rai5 – racconta Correggio e Parmigianino in due ritratti eccezionali, realizzati con il Patrocinio del Comune di Parma. Di Correggio abbiamo notizie biografiche incerte, ma opere grandiose. Antonio Allegri detto il Correggio, dal nome del paese in cui è nato, è stato un innovatore, capace di studiare tecniche e tinture che ancora oggi sorprendono i gli studiosi e il documentario in prima visione “Correggio, dall’ombra alla luce”, di Emanuela Avallone e Linda Tugnoli, prodotto da Rai Cultura, indaga come Correggio non abbia subito ottenuto il riconoscimento dei contemporanei, schiacciato da predecessori come Raffaello, Michelangelo, Leonardo. Poi, nei secoli, la sua pittura è stata riscoperta poco alla volta, diventando un pittore amato in tutto il mondo. “Ogni museo del mondo ha un Correggio” dice Sylvain Bellenger, Direttore del Museo e Real Bosco di Capodimonte. L’artista è stato tuttavia amato e copiato dai contemporanei, come racconta Francesca Cappelletti, Direttrice della Galleria Borghese di Roma. “Capace di colpi di genio straordinari”, dice la scrittrice Melania Mazzucco, di fronte alla celebre Danae di Correggio alla Galleria Borghese e descrive il ciclo Amori di Giove, inno alla bellezza e al piacere amoroso, dove la donna, per la prima volta, ha un ruolo attivo da protagonista. Le opere di Correggio spesso sono state nascoste e dimenticate, come il gioiello della Camera della Badessa, nel Convento benedettino di San Paolo a Parma, descritto, tra gli altri, Elisabetta Fadda, professoressa di storia dell’arte rinascimentale presso l’Università degli Studi di Parma. Dopo due secoli di clausura, la camera fu riscoperta nel ‘700 da Mengs, che ne rimase affascinato. Un’altra opera dimenticata è stata scoperta per caso a Fano, da Dario Fo. Proprio lui, drammaturgo, scrittore, attore, ebbe l’intuizione di riconoscere la mano di Correggio in un piccolo ritratto di famiglia. Correggio inoltre fu autore di piccoli dipinti, ma anche immensi affreschi. In una Parma distante dai grandi centri culturali del XVI secolo, Correggio smonta le strutture della prospettiva modellando un immaginario pre-barocco, come nella cupola di San Giovanni Evangelista. Ancora oggi, grazie al restauro guidato da Marcello Castrichini, si scoprono figure mai viste, scelte pittoriche eccezionali, ed una capacità di catturare la luce, che finalmente, con le moderne analisi scientifiche, trova la sua spiegazione. Per poi arrivare alla magnifica cupola del Duomo di Parma, della quale parla lo scrittore Michele Frazzi, descrivendo l’immensa folla di angeli e di santi che accompagna l’ascesa di Maria, come se fosse perfettamente sospesa nel vuoto. Al Complesso Monumentale della Pilotta di Parma il direttore Simone Verde guida alla riscoperta ottocentesca del Correggio che, grazie alle incisioni di Paolo Toschi allora direttore dell’Accademia delle Belle Arti, diventerà l’eroe della pittura nazionale parmigiana, e che oggi la Pilotta celebra con un nuovo allestimento permanente. A seguire, il documentario inedito “Parmigianino, il prodigio e la sconfitta”, produzione originale di Rai Cultura, di Maria Agostinelli e Silvia De Felice, per la regia di Marco Odetto. Un racconto in forma di inchiesta, che ricostruisce il percorso artistico più controverso di Parmigianino. Vasari lo marchiò come alchimista e da allora la sua memoria si perse nelle maglie della storia. Eppure, le opere di Parmigianino sono ancora oggi considerate prove di eccezionale capacità innovativa, come la Madonna dal collo lungo, conservata alla Galleria degli Uffizi di Firenze, o l’Autoritratto entro uno specchio convesso, conservato nel Kunsthistorisches Museum di Vienna.