Riceviamo e pubblichiamo
Domani, lunedì 18 gennaio, tra i programmi Rai segnaliamo: a “Passato e Presente” il professore Alessandro Barbero e Paolo Mieli parlano della Peste Nera. Documentario “La Roma di Raffaello di Davide Savelli e Massimiliano Griner.

A “Passato e Presente” la peste nera del 1300 con il professor Barbero e Paolo Mieli
Nel 1346, durante l’assedio di Caffa, avamposto commerciale genovese sulla via della Seta, l’esercito mongolo lancia con le catapulte i cadaveri dei soldati colpiti da un misterioso morbo oltre le fortificazioni della città. Mesi dopo, le navi genovesi che tornano nei porti italiani sono piene di cadaveri o di malati. L’Europa, ignara di che cosa significhi “contagio” e di come proteggersi da un’epidemia, viene colpita da una delle più gravi pestilenze che la storia ricordi. Lo racconta il professor Alessandro Barbero con Paolo Mieli nel nuovo appuntamento con “Passato e Presente” in onda lunedì 18 gennaio alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. Un flagello che provocherà in circa un decennio circa 25 milioni di morti, quasi un terzo della popolazione complessiva. Una pandemia che cambia il volto del continente, dando, secondo alcuni, anche un impulso fondamentale allo sviluppo della medicina e della scienza moderna. 

La Roma di Raffaello: il periodo romano
La vita di Raffaello nel suo periodo romano
, dal 1509 al 1520, raccontata da autorevoli storici ed esperti e dalle riprese di luoghi e opere dell’artista. È il documentario “La Roma di Raffaello”, scritto da Davide Savelli e Massimiliano Griner, con la regia di Graziano Conversano, in onda lunedì 18 gennaio alle 21.10 su Rai Storia. Un’occasione per descrivere la città di Roma all’inizio del XVI secolo, e offrire uno spaccato delle condizioni di vita nell’Urbe, seicento anni fa. Il racconto della vita dell’artista nell’odierna capitale italiana, dal suo arrivo da Firenze sino alla sua prematura scomparsa, si intreccia alla narrazione del fermento urbanistico dell’epoca, delle ambizioni rinnovatrici dei pontefici, delle lotte tra le famiglie aristocratiche e dell’emergere della nuova figura dei banchieri. Il tutto naturalmente intervallato, dalla visione delle grandiose opere che Raffaello ci ha lasciato in eredità.