Riceviamo e pubblichiamo

Domani, domenica 17 gennaio, tra i programmi Rai, Livio Leonardi con “Paesi che vai” celebra i 700 anni dalla morte di Dante. “Linea Verde” ci porta in Molise mentre “Di là dal fiume e tra gli alberi” in Basilicata.

“Paesi che vai” sulle tracce di Dante per i 700 anni dalla morte del Sommo Poeta
Puntata evento di “Paesi che vai” per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante, in onda domenica 17 gennaio alle 9.40 su Rai1. Livio Leonardi condurrà il pubblico “sulle tracce del Divin poeta”, nelle città che lo hanno accolto prima come ambasciatore di Firenze e poi come esule. Il viaggio prenderà il via da Verona e dalla sua Arena, luogo simbolo della città veneta. Lì, Dante trascorse parte del suo esilio: sette anni nei quali il Sommo Poeta fu ospite della signoria scaligera e in particolar modo di Cangrande della Scala, il celebre condottiero che Dante definì: “Colui che’mpresso fue, nascendo, si da questa stella forte, che notabil fier l’opre sue”. Il racconto di “Paesi che vai….” proseguirà poi a San Gimignano, la città toscana “delle belle torri”, la “Manhattan del medioevo”, che accolse un Dante ancora ambasciatore della sua Firenze; in Lunigiana presso il castello di Fosdinovo dove Dante esule, sostenuto dai Malaspina, riprenderà la scrittura della sua Commedia; a Gradara, il cui celebre castello ha visto consumarsi una delle storie d’amore più tragiche: quella tra Paolo e Francesca, gli amanti sventurati, immortalati da Dante nel V canto dell’Inferno. Il racconto sulle tracce del “Divin Poeta” si concluderà a Ravenna, la città che accolse l’artista gli ultimi anni della sua vita e che oggi ospita le sue spoglie immortali.

“Linea Verde” in Molise, alle radici della storia di Roma e dei Sanniti
Linea Verde” nel suo viaggio al centro del buono e del bello d’Italia domenica 17 gennaio, alle 12.20 su Rai1, farà tappa in Molise. È un viaggio ai confini della storia quello che parte dal parco di Veio, la città etrusca che tenne in scacco Roma e che è a dieci chilometri dal Campidoglio, e guardando a oriente va a cercare le tracce di un popolo fiero come i sanniti che furono i fondatori della prima ‘Lega Italica’. Il Molise è oggi un paradiso di natura che conserva nei suoi borghi antichi tutte le tradizioni e anche una fortissima identità che scopriamo da Venafro a Capracotta, da Agnone a Carovilli. Beppe Convertini e Ingrid Muccitelli indagano sulle “similitudini” tra Roma e il Molise uniti dal filo di quasi tre millenni di storia. Così se nella piccola regione si scopre l’arte di fare i formaggi a pasta filata e la fatica di allevare le vacche, a Veio l’incontro con chi fa la mozzarella di pecora e conduce al pascolo brado un gregge di mille ovini. Se sentiamo il campanone di San Pietro rintoccare, andiamo ad Agnone a scoprire la più antica fonderia di campane che tra l’altro si fregia del marchio pontificio. Se nei dintorni di Veio ci si incammina in un bosco incantato e si incontrano le api che lo popolano, a Capracotta si passeggia tra tutti gli alberi dell’Appennino riuniti in un raro “giardino botanico” e alla ricerca del diamante dei boschi: il tartufo. Infine, dopo esserci deliziati con una ricetta romana rivisitata — la cacio e pere — a Venafro si assaggia uno degli oli extravergine migliori d’Italia, mentre Peppone in giro per Roma scopre, degustando caciocavallo e salsiccia stagionata, che il Molise esiste eccome, perfino nei giardini di Villa Borghese. Perché l’Italia è ovunque il paese delle meraviglie.

Di là dal fiume e tra gli alberi: una Basilicata “estrema”
La Basilicata, una terra che non possiede mezze misure. Anzi, una terra che è la sintesi dei contrari: aspra e accogliente, arida e lussureggiante, affascinante e imprevista. Un ampissimo territorio che possiede un’enorme varietà ambientale ma solo due città. E poi due mari, le piane, i massicci, i calanchi. La Basilicata ha avuto una lunghissima storia che ha inizio dalla Lucania antica, ha accolto mille popolazioni, ma poi è stata trascurata per moltissimo tempo e anche questo, insieme alle sue peculiarità ne ha fatto un luogo fuori dal comune. Ha vissuto grandi povertà, ma anche periodi illuminati. Una terra “estrema”, raccontata da  Lucrezia Lo Bianco nel documentario in onda domenica 17 gennaio alle 22.15 su Rai5 per la seconda stagione di “Di là dal fiume e tra gli alberi”. Un racconto fatto di “estremi”: sportivi, collezionisti, artigiani e musicisti molto fuori dal comune; riti antichi e tradizioni secolari, ma anche insospettabili emancipazioni. E ci anche paesi antichi e città ideali, poeti e poetesse, tradizioni e modi nuovi di guardare questa terra.