Riceviamo e pubblichiamo
Nei racconti brevissimi Franco Maria Viganò descrive tutta la fatica di vivere.

È uscito “Cattiverie” il nuovo libro di Franco Maria Viganò  per Il Rio edizioni.
Cattiverie” è una serie di scritti aneddotici, di celeri schizzi sotto forma di racconto brevissimo; disegnano episodi autobiografici e non oltre ad alcuni inventati; circostanze di carveriana memoria, aspre, ciniche, sofferenti e sofferte in apparente inerzia; celebrazioni spontanee di persone marginali in veste di omaggi alla sconfitta; pulsioni erotiche tutt’uno con sensi panici. Mario, Dario, Thea e Maria ne sono i protagonisti acronimi; in loro assenza, profonde sensazioni anonime di finti sconosciuti. Lo scenario muta dalla cronaca all’introspezione acuminata; traversando situazioni sfacciate di droga, terrorismo, sesso, morte e malattia, e atmosfere plasmate da minimi sentimenti zitti e piccole variazioni di luce, i sacri minuti senza storia. Senza morale né moralismo: solo la purezza del disagio sbocciata dalla fatica di vivere.
FRANCO MARIA VIGANÒ, vive attualmente nell’hinterland milanese. Nel campo fotografico ha realizzato in Italia e all’estero reportages a sfondo sociale (disabili, Alzheimer, immigrati, comunità di recupero) collaborando spesso con l’agenzia Photoaid, altri di spettacolo e moda alternativa (Festival Mi.To –Modamigrante) nonché varie mostre personali a Milano (Elicitazioni) e Firenze (Ipercontrasti) sviluppando la sua ricerca sull’essenzialità onirica della fotografia stessa. Scrive dall’adolescenza, in poesia e in prosa, alternando corposi testi visionari ad altri minimalisti in uno stile ibrido tra spirito poetico e lirica narrativa. Ha pubblicato su riviste e partecipato a vari readings soprattutto a Milano.