Riceviamo e pubblichiamo
La crisi ambientale e la fragilità dell’Italia nel libro-inchiesta di Stefano Liberti presentato online giovedì 14 gennaio.

Il 2020 verrà ricordato per la pandemia di Sars-CoV2 ma non è stata l’unica emergenza che abbiamo dovuto affrontare. L’aprile dell’anno appena concluso è stato il più caldo d’Europa da quando si effettuano registrazioni, ed è seguito a un inverno che ha fatto segnare 3,4 gradi in più rispetto alla media del trentennio 1981-2010. La crisi sanitaria e quella ambientale sono legate: entrambe sono globali e sono causate dal nostro modello di sviluppo – fatto di deforestazione e urbanizzazione incontrollate, senza nessun rispetto per l’equilibrio degli ecosistemi – ed entrambe hanno investito il nostro Paese con particolare violenza. Morfologia del territorio e posizione geografica piazzano infatti l’Italia in prima linea sul fronte dei cambiamenti climatici.
Sono i temi che Stefano Liberti ha trattato nel libro Terra bruciata (Rizzoli, 2020) e dei quali discuterà nel primo incontro dell’anno del ciclo dei Giovedì Culturali dell’Associazione Cultura e Sviluppo Alessandria.  Liberti è giornalista e film-maker, pubblica da anni reportage di politica internazionale su testate italiane e straniere, pubblica da anni reportage di politica internazionale su testate italiane e straniere.
L’appuntamento è per giovedì 14 gennaio alle ore 18 in diretta streaming sul sito, sulla pagina Facebook e sul canale YouTube dell’Associazione Cultura e Sviluppo.

Il libro è un viaggio attraverso l’Italia per capire cosa succede al nostro clima: i ghiacciai che si ritirano, le coste erose dall’innalzamento del mare, le città sempre più arroventate, Venezia minacciata dall’acqua alta e la Sicilia in via di desertificazione. Ma l’allarme coinvolge anche l’agricoltura, il turismo, la sicurezza delle nostre case, la disponibilità di energia idroelettrica e colpisce la vita quotidiana di ciascuno di noi. Il punto non è più quale pianeta lasceremo alle future generazioni, bensì in che condizioni versa, oggi, il Paese in cui viviamo.
Liberti ci ricorda che è giunto il momento di passare all’azione, promuovendo una presa di coscienza collettiva e stimolando un dibattito franco, costruttivo e non ideologico su una questione che non può più essere rinviata.