Riceviamo e pubblichiamo
Progetto di restauro per l’Arca di Mastino II: le Università di Verona e di Pavia insieme al Comune di Verona e alla Soprintendenza ABAP indagano l’Arca di Mastino II in previsione del suo restauro.
Arche Scaligere

I Musei Civici e la Direzione Edilizia Monumentale del Comune di Verona, in accordo con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti, Paesaggio per le province di Verona, Rovigo e Vicenza, hanno avviato l’iter per la definizione di un progetto di restauro dell’Arca di Mastino II appartenente alle Arche Scaligere, il monumentale complesso funerario della famiglia Della Scala. Questa iniziativa prevede, preliminarmente, l’esecuzione di un’accurata campagna di indagini scientifiche propedeutiche alla progettazione dell’intervento.
Al progetto partecipano l’Università di Verona, Dipartimenti di Culture e Civiltà e di Informatica e inoltre – grazie alla collaborazione dell’Ufficio UNESCO del Comune di Verona – l’Università di Pavia, Dipartimento di Ingegneria Civile e Architettura – DICAr.
Le due Università hanno intrapreso una campagna di rilievi e d’indagini diagnostiche multidisciplinari, secondo le metodologie più avanzate, finalizzata a preparare l’intervento di restauro dell’Arca di Mastino II presso le Arche Scaligere.

Arca di Mastino II
foto Didier Descouens

Si segnala, in particolare, come in questo quadro d’indagini – con riferimento specifico alla statua equestre di Mastino II conservata al Museo di Castelvecchio – si sperimenterà una tecnica innovativa che potrà consentire una fruizione tattile a persone ipovedenti.
Mastino II, successore di Cangrande della Scala, portò la Signoria scaligera all’apice della sua potenza: il suo dominio si estese su gran parte del Veneto, Brescia, Parma e Lucca. Ciò ebbe riflessi anche sul cimitero di famiglia, il cui completo rinnovo fu affidato al “Maestro delle Arche Scaligere” e portò all’aspetto che ancora oggi presenta. All’interno di un recinto ornato da statue, i lapicidi e gli scultori rinnovarono l’arca di Cangrande e innalzarono il monumento funebre dello stesso Mastino II, oggetto dell’attuale campagna di studi.
Il rilievo architettonico completo sull’Arca di Mastino II finalizzato alla predisposizione del progetto di restauro è stato effettuato nei mesi scorsi dall’Università di Pavia e i risultati di questa indagine sono in corso di elaborazione.
Le Arche Scaligere poste accanto alla Chiesa di Santa Maria Antica sono tra le mete immancabili per chi visita Verona. Il primo della Dinastia a scegliere questo luogo per la sua sepoltura fu Mastino I della Scala, morto nel 1277. Del suo monumento funebre rimane oggi il solo sarcofago. Agli inizi del ‘300 trovarono poi sepoltura Alberto I (morto nel 1301), Bartolomeo I (1304) e Alboino (1311).
I loro semplici sepolcri sono allineati al muro esterno della chiesa. Nel 1329 morì Cangrande I della Scala e il suo monumento funebre venne posto sopra il portale della chiesa stessa. Rispetto alle arche dei suoi antenati, in esso appare evidente un salto di scala: mantiene la forma “ravennate” dei precedenti ma si arricchisce di importanti elementi decorativi.
Con il suo successore Mastino II, la Signoria Scaligera raggiunse il suo apice, estendendosi su gran parte del Veneto, Brescia, Parma e Lucca. La nuova potenza ebbe riflessi anche sul cimitero di famiglia, che venne affidato al “Maestro delle Arche Scaligere” per il suo completo rinnovo.

Museo Castelvecchio
statua equestre Mastino II
ph. Marco Bonechi

Assumendo così l’aspetto che ancora oggi presenta. All’interno di un recinto ornato da statue i lapicidi e gli scultori rinnovarono l’arca di Cangrande e innalzarono il monumento funebre dello stesso Mastino II, oggetto dell’attuale campagna di studi.
Il Maestro risolse in modo audace l’incarico, fondendo sapientemente elementi iconografici della tradizione veronese con altri derivati da ciò che di nuovo veniva dalla vicina Germania. Il monumento funebre a Mastino II, quadrangolare, si impone per architettura e grandezza, è cinto da una cancellata ai cui angoli si trovano quattro statue delle Virtù e in origine era dipinto e dorato. Le facce dell’urna sono ornate da motivi religiosi e, sul coperchio, si trova la statua di Mastino II distesa, vegliata da due angeli. Il baldacchino è ad archi trilobati e presenta sul frontone altorilievi a soggetto religioso, cui fa da contrappunto la statua equestre di Mastino II, attualmente sostituita da una copia, mentre l’originale si trova dal 25 gennaio 2007 nella torre dell’orologio del complesso monumentale di Castelvecchio.