di Daniela Miniace

Immagino il 2021 come una mattinata innevata di dicembre, i tetti chiari, i giardini incontaminati, il paesaggio fiabesco quasi magico e i bambini affacciati alle finestre che non riescono a trattenere l’emozione di fronte a tanto fascino.
E poi immagino la felicità di indossare gli scarponcini e i guanti e uscire a giocare tutti insieme, costruire un pupazzo di neve, salire sulla montagnola e riscendere con lo slittino ad una velocità pazzesca, uno davanti e l’altro dietro, stretti l’uno all’altro per l’intera discesa.
Vorrei che il 2021 fosse l’anno in cui torneremo ad abbracciarci, a vederci, a mangiare insieme e a condividere momenti, serate, pianificare viaggi e poi viaggiare.
Mi aspetto il 2021 come l’anno del consolidamento di alcune amicizie importanti e del successo del nostro progetto di trasformazione digitale al quale abbiamo dedicato tutti noi stessi/e e grazie al quale ho incontrato persone di grande valore, resilienza e tenacia.
Credo in un 2021 come se fosse una rinascita, ristoranti con tavolini apparecchiati fino a tardi, persone nelle piazze a passeggiare ed ammirare le bellezze delle nostre città, ragazzi/e che chiacchierano negli angoli più intimi, bar che servono aperitivi, bimbi che vanno al cinema coi loro genitori e locali che accendono la musica.
 Sì, sogno che il 2021 sarà l’anno in cui ricominceremo a ballare.