di Alessandro Tasso
Oggi torniamo ad ospitare una riflessione di Alessandro Tasso che ci “parla” di creatività.

Nel mio personale viaggio all’interno della psiche umana (nonostante la mia  impreparazione di fondo) sono spesso stato attratto dalla creatività, unica nel suo genere.
Nel mio caso il suo sviluppo è stato aiutato dal mio ambiente familiare, umile, che in fondo mi ha sempre supportato in tutto questo.
Ricordo le parole di quella vecchia volpe di mia madre: “Ognuno è creativo a modo suo“.

La ritengo perfetta detta così, in maniera normale e decisa, che lascia spazio a varie interpretazioni.
La creatività è un concetto complesso, difficile da definire, potrei cadere nella banalità ma l’essere creativi talvolta è uno stile di vita. Oggi è talmente riconosciuta la sua essenza indispensabile nel lungo processo di costruzione di una propria conoscenza, che non è sostanzialmente difficile provare che senza creatività non si è completi (o forse felici?).

Mi è sempre piaciuto fare svariati excursus e paragoni tra l’estro che viviamo nella  quotidianità e quella nello sport.
Sono sbalorditive le emozioni che la creatività di una persona possa provocare anche in coloro che gli stanno attorno o che osservano da lontano.
Ho spesso identificato il mancino come essere creativo, campione nello stravolgere in maniera così netta lo spartito di una gara o più comunemente di una situazione.
Il pensiero in questi casi non può che andare al DIES, scomparso da pochi giorni, ma con una citazione di spicco per Lamar Odom artista della palla a spicchi ed a Dustin Brown, inimitabile rastafariano capace di battere sul terreno di Wimbledon quella macchina da guerra che risponde al nome di Rafael Nadal.
Tutti a loro modo esseri creativi che ti aiutano a volare, a vivere, a sognare.

Quando la passione si unisce al fascino, il risultato è un grande e sbalorditivo mosaico davanti ad i nostri occhi.
Forse è proprio questo il concetto fondamentale: l’essere mancino non solo di piede ma di pensiero continuando a distinguersi per la semplicità e la talvolta quasi peccaminosa distrazione, che in fondo è parte integrante della creatività umana, il poter illuminare con la fantasia i propri sogni, in fondo la vita è anche questo.
Perché come ci ricordava il compianto eroe Martin Luther King: “La salvezza umana giace nelle mani dei creativi insoddisfatti“…