di Jacopo Scafaro
Il nostro redattore Jacopo Scafaro ha intervistato Davide Zanonato, una delle nuove leve della cucina italiana.

Cominciamo un viaggio entusiasmante, per conoscere quelle che sono alcune delle nuove leve della cucina italiana, che hanno partecipato alla seconda edizione dell’ANTONINO CHEF ACADEMY, produzione originale Endemol Shine Italy per Sky, che sono sempre disponibili on demand.
Giovani che si impegnano ogni giorno, dando sempre il massimo per apprendere e crescere, per formarsi e per poter spendere, poi, ciò che hanno imparato, anche all’interno del programma.
Il primo che abbiamo il piacere d’intervistare è Davide Zanonato, ragazzo brillante di 22 anni che viene da Cassano Magnago in provincia di Milano.

Davide, da cosa nasce la tua passione per la cucina?
La mia passione per la cucina nasce all’età di 6 anni, nella cucina di mia nonna. Lei era solita cucinare tutti i giorni per i suoi nipoti, ed io, che non riuscivo a stare fermo, cercavo di darle una mano. Ho coltivato questa passione durante tutto il mio percorso di studi, finché ho dovuto scegliere la scuola superiore, senza pensarci due volte ho scelto la scuola alberghiera.
Che emozioni ti trasmette cucinare?
Cucinare mi trasmette tante emozioni come gioia, felicità e tranquillità, ma non solo, ci sono anche momenti difficili in cui subentrano ansia e paura di sbagliare. 
La tua prima sensazione che hai provato trovandoti faccia a faccia con lo Chef Antonino Cannavacciuolo?
Ho provato un mix di emozioni, ero felicissimo di poter incontrare uno chef che per me è sempre stato un’icona della cucina italiana, ma d’altra parte cresceva l’ansia di sbagliare e dover salutare prematuramente questa Accademia.
Cosa ti ha insegnato questa esperienza e qual’è il ricordo più bello che porterai sempre con te?
Ho imparato molto durante questo percorso, sia a livello tecnico e teorico in cucina, sia a livello umano. Mi sono trovato in situazioni di difficoltà, ma ho imparato come farmi forza e trovare le energie per non mollare. Dentro di me porterò per sempre l’emozione che ho provato il momentoin cui ho messo piede per la prima volta in Accademia, e quella del momento in cui ho dovuto salutare i miei compagni e lo chef, oltre a questo, da questa esperienza porto via anche dei legami speciali che si sono creati al suo interno.
In tre parole descrivici Chef Cannavacciuolo…
Se devo scegliere tre parole per descrivere lo chef… dico icona, passione e professionalità.

Progetti per il futuro? 
Per raggiungere i miei obbiettivi penso serva tanta dedizione, sacrifici e tanta umiltà, ho tanta voglia di rimettermi in gioco il prima possibile. Ora come ora penso a crescere professionalmente, fare tanta esperienza, imparare più cose possibili, costruirmi delle basi solide, così che un domani io possa provare a dire la mia.
Per concludere, un tuo motto?
Una cosa che mi hanno insegnato sin da piccolo è mettere testa e cuore in tutto quello che fai, quindi il mio motto si può riassumere con “testa e cuore”.
Davide all’interno del programma è cresciuto, maturato e migliorato, crede fermamente in quello che fa: la sua cucina ruota intorno alla ricerca dei buoni prodotti, quelli “veri” e di qualità.
Quelli che fanno, in poche parole, la buona tavola.