di Roberta Pelizer
La titolare del brand RP, Roberta Pelizer, torna a parlarci di coloro che abbiamo definito i Casi Umani. Oggi ci racconta di falsa superiorità.

Lavorando molto interagendo con il mondo di Internet e, soprattutto, con i social media mi capita di “incappare” spesso in un tipo di atteggiamento da parte delle donne ma anche degli uomini di superiorità, persone che si lodano di essere speciali in tutto quello che fanno.
Nello specifico di cosa si tratta?

Anzitutto bisogna premettere un concetto: ammesso che abbia senso parlare di superiore o inferiore, chi è in possesso di una vera e propria superiorità intesa come capacità specifica, come esperienza o semplicemente atteggiamento non ha alcun bisogno di esibirla e ancor di più di farla pesare per acquisire potere nella società.
Quando qualcuno deve sempre far vedere che la sa più lunga e tenta sempre di mettere sotto tutti per farli sentire inadeguati dobbiamo necessariamente pensare che sia lui o lei ad avere un grande complesso d’inferiorità e senza accorgersene l’inconscio, probabilmente molto tempo prima, ha fatto sì che rimuovendo dalla loro coscienza l’inferiorità al suo posto nascesse una falsa e apparente super sicurezza.
Il bisogno di sentirsi qualcuno è un chiaro segnale di un complesso d’inferiorità dettato da una fissazione della psiche, ad esempio non si può notare dal fatto che chi si sente superiore non si trattiene dall’esibirsi anche quando ha davanti a sé una persona che, su un certo tema, ne sa davvero di più e sistematicamente.

Quest’ultimo non è raro vederlo argomentare, ad esempio, con un medico pur non essendolo o con ingegnere senza esserlo e così via.
Una volta individuati i soggetti che soffrono del complesso di superiorità il passo successivo consiste nel lavorare sulla nostra risposta emotiva, ciò su cui il superiore fa leva sono il modo i toni con cui si esprime mantenendo la voce abbastanza alta e ben impostata e insiste nelle proprie convinzioni seppur senza fondamenta.
È importante sapersi difendere da chi si sente superiori osservando le sue reazioni senza farsi influenzare o sminuire, non offrirsi in pasto “mostrando i fianchi” come si suol dire, perché questa potrebbe rivelarsi un’arma a doppio taglio.

Infine il segreto è cercare persone aperte e una volta riconosciuti questi soggetti dotati di una vera capacità di dialogo quindi persone che accettano lo scambio paritario anche con sé e magari ne sanno anche più di noi ecco.
E con queste persone che ha senso mettere in gioco qualcosa di sé perché ogni volta ne usciremo arricchiti dal punto di vista personale.