Riceviamo e pubblichiamo
Tra i programmi Rai di domani, martedì 1° dicembre, vi segnaliamo due trasmissioni che sono dedicate a Raimondo Vianello (Storie della tv) e a Benito Jacovitti (Italiani).

Storie della Tv: Raimondo Vianello
Una risata educata, una televisione d’altri tempi, quella dei pionieri, capace però di conservarsi con intelligenza e garbo fino agli anni più recenti. Tutto questo erano, e sono ancora, il sorriso e la televisione di Raimondo Vianello, senza dubbio una delle colonne portanti del varietà italiano, con un lascito fondamentale per tutti i comici e i presentatori televisivi. Un personaggio raccontato da “Raimondo Vianello, la fantasia al potere”, in onda martedì 1 dicembre alle 21.10 su Rai Storia per “Storie della tv”, la serie di Alessandro Chiappetta ed Enrico Salvatori, scritta con Stefano Di Gioacchino e con la consulenza e la partecipazione di Aldo Grasso.

Gli Italiani: Benito Jacovitti, lisca di pesce
L’Italia popolare vista attraverso il disincanto ironico della sua matita, con i salamini e l’immancabile lisca di pesce che a lungo fu anche la sua firma, insieme ai personaggi colorati, pesanti e un po’ volgari. Il disegnatore Jacovitti è il protagonista del documentario di Simona Fasulo, con la regia di Nicoletta Nesler, in onda martedì 1 dicembre alle 22.10 su Rai Storia per “Italiani”. Jacovitti, il cui nome di battesimo – essendo nato l’anno dopo la marcia su Roma – è Benito, ai suoi tempi era considerato di destra dalla sinistra e di sinistra dalla destra, ma l’essenziale per lui era sentirsi libero di esprimere quel che sentiva. E la lettura dell’Italia attraverso i suoi personaggi, ci sembra oggi ancora più chiara di allora. Nel documentario è lui stesso a raccontare il suo percorso di vita e d’arte, attraverso le sue apparizioni in TV dal 1962 al 1997 e le interviste radiofoniche. La narrazione di episodi realmente vissuti dal disegnatore molisano è affidata all’attore Giovanni Sorenti. Per la figlia Silvia, che sorridendo lo definisce “un fratello minore dispettoso”, Jac aveva un lato molto oscuro, ma la sua depressione e le sue manie le esorcizzava lavorando ore e ore alle tavole che hanno segnato il tempo del nostro paese. Una lettura critica dei suoi fumetti la dà, invece, lo scrittore e giornalista Goffredo Fofi, accanito lettore fin da bambino del Vittorioso, la rivista dove Jacovitti era la penna più illustre. Gianni Brunoro, critico letterario – in un excursus sui suoi fumetti più noti – rileva quanto sia stato importante per Jac il rapporto con il cinema. Il colorista di Jacovitti, l’illustratore Luca Salvagno, lo descrive come una persona affettuosa e dolce, nonostante il suo aspetto burbero, e con un enorme rispetto per i suoi lettori. Edgardo Colabelli, che per amore dei fumetti di Jac ha aperto il Museo Jacovitti a Roma, ricorda il suo incontro col disegnatore ed è convinto che, con il suo celeberrimo Diario Vitt, “l’umorismo di Jacovitti ha fatto crescere diverse generazioni”.