Riceviamo e pubblichiamo
Edito da Silvana Editoriale in collaborazione con Fondazione Alberto Peruzzo esce l’edizione aggiornata del libro che racconta i grandi interpreti della fotografia e le loro storie.

Enrico Gusella racconta i grandi interpreti della fotografia e le loro storie. Una narrazione di ampio respiro in una nuova edizione aggiornata. Una storia, o meglio una serie di storie sulla fotografia, sugli interpreti e i protagonisti dall’Ottocento ai giorni nostri. È questo, e molto altro ancora, la nuova edizione del libro Sulla fotografia e oltre di Enrico Gusella, pubblicato da Silvana Editoriale in collaborazione con la Fondazione Alberto Peruzzo, in una nuova edizione aggiornata (532 pagine, 35 immagini a colori, 100 in bianco e nero, 20 euro).
Critico, curatore, considerato uno dei più acuti studiosi di fotografia, in questo libro Enrico Gusella ci accompagna in un viaggio oltre l’immagine fotografica: un percorso narrativo lungo il quale sono indagati fatti artistici e fotografici, i rapporti fra testo e immagine, fra cultura e società. Un excursus che investe autori e contesti della fotografia, ma anche i diversi generi che costituiscono l’arcipelago fotografico: dal paesaggio all’architettura, dai corpi e i ritratti all’astrazione passando per le collezioni, la letteratura e la sociologia. Nasce così una geografia della narrazione fotografica tesa ad approfondire le diverse visioni dei protagonisti della nuova scena artistica contemporanea, ma anche di una fotografia storica e storicizzata.

Mimmo Jodice, Apollo da Baia,
1993 ©Mimmo Jodice

Il volume si apre con un’intervista del 1995 a Mimmo Jodice dedicata alla sua mostra Tempo interiore, e alla sua città natale, Napoli. E sono proprio le città e i paesaggi a caratterizzare questo appassionato libro con la nutrita sezione dal titolo Paesaggi. Oltre duecento pagine che scandagliano i territori del nostro Paese e del mondo: dalle metropoli e le periferie di Gabriele Basilico (Milano: Ritratti di fabbriche, Beirut) alle campagne friulane e dell’amata Venezia di Elio Ciol, a cui risponde un altro grande veneziano, Fulvio Roiter. Le geometrie astratte e cromatiche di Franco Fontana, il lirismo spirituale di Giovanni Chiaramonte, la “fotografia del no” in Mario Cresci. Nadar, Werner Bischof, Berenice Abbott, Inge Morath, Luigi Ghirri, Thomas Struth, Josphef Beuys nelle fotografie di Buby Durini, Sebastião Salgado, Vittorio Storaro, Elliot Erwitt, Walter Niedermayr (Tra presenza e assenza), Ugo Mulas, Luca Campigotto, George Tatge (Italia metafisica), Olivo Barbieri, Raffaello Bassotto, Giovanni Umicini, Renato Begnoni, Cesare Gerolimetto proseguono l’intensa sequenza. Ma altri ancora sono i fotografi oggetto delle ricerche di Gusella, che a loro volta investono straordinari luoghi: Parigi in Robert Doisneau, la Yosemite Valley in Ansel Adams, i paesaggi alpini di Albert Steiner, i luoghi nostalgici di Andrej Tarkovskij, il corpo della città in Vincenzo Castella, e non mancano giovani protagonisti come Marco Maria Zanin di cui su Padova è Segni per Sant’Agnese.

Luca Campigotto, Danieli acqua alta, Venezia, 1992 © Luca Campigotto

Il Reportage con i luoghi e le storie di Gianni Berengo Gardin e i grandi fotografi di Epoca, mentre dal carcere sono le “foto da galera” di Davide Ferrario, l’Agenzia VII, Gordon Parks, Enrico Bossan sull’Etiopia e W. Eugene Smith da Pittsburgh, Robert Capa, James Nachtwey, Ferdinando Scianna a Venezia e Vivian Maier, Letizia Battaglia e Lee Miller.
Nel terzo capitolo invece i protagonisti sono i Corpi, attraverso l’opera e lo sguardo di fotografi del calibro di Helmut Newton, Nan Goldin, Cindy Sherman, Stanley Kubrick, Spencer Tunick e David LaChapelle, Irving Penn, Anton Corbijn, Araki, Christian Dior, Stanley Kubrick e Peter Lindbergh.
A seguire la sezione Astrazioni, che indaga la poetica di grandi artisti come Man Ray, Franco Vaccari, Mario Schifano, Leo Matiz, e i grandi testimoni della contemporaneità quali Thomas Ruff, Roni Horn, Douglas Gordon.
Il collezionismo letto attraverso importanti esempi quali la Fondazione Venezia con il famoso Archivio Italo Zannier, la collezione di Mario Trevisan e quella di Fabio Castelli, ma anche nelle foto di Mauro Fiorese dedicate alle gallerie e alle collezioni museali italiane.

George Tatge, Angelo del marciapiede, Emilia, 1998 © George Tatge

E ancora, a caratterizzare e aggiornare questa nuova edizione di Silvana Editoriale e della Fondazione Alberto Peruzzo, sono due nuovi capitoli sulla fotografia quale documento e analisi delle dinamiche della nostra società come l’affaire Capa sul miliziano colpito a morte, Ronaldo Schemidt in Venezuela o le città all’epoca del coronavirus. In questa ampia sezione si indaga la fotografia quale funzione di una narratività che trova nella letteratura alcuni dei più suggestivi esempi quali Roma-Pompei di Gianni Berengo Gardin e Aurelio Amendola, Steve McCurry e le polaroid stories di Wim Wenders.
A partire dai primi di dicembre il libro sarà disponibile in libreria, ma si potrà ordinare anche sul sito http://www.silvanaeditoriale.it.

Enrico Gusella, critico e storico delle arti, è stato professore a contratto per l’insegnamento di Storia della Fotografia e delle Arti Visive all’Università Ca’ Foscari di Venezia; cultore della materia per l’insegnamento di Storia dell’Arte moderna all’Università di Verona, ed è membro del «LISaV» - Laboratorio Internazionale di Semiotica a Venezia. Ideatore del Centro nazionale di fotografia del Comune di Padova, ha curato oltre 230 mostre tra le quali Mimmo Jodice; Eugene Smith; Tina Modotti; Vittorio Storaro; Gianni Berengo Gardin; Mario Giacomelli; Giovanni Chiaramonte; Passaggi a Nord Est; Albert Steiner; Buby Durini for Joseph Beuys; Douglas Kirkland; Dieci fotografi d’oro. Ideatore di convegni e seminari sulle arti visive: Il Fotogiornalismo contemporaneo; Dell’imperfezione; Del Senso; La camera oscura. Storia ed estetica della fotografia; Wim Wenders. L’occhio in movimento. Si occupa di critica delle arti, semiotiche e poetiche del paesaggio. Giornalista-pubblicista, già collaboratore dei quotidiani Il Sole 24 Ore, La Repubblica/Napoli, Il mattino di Padova, L’Adige. Collabora alle pagine culturali de L’Arena, Bresciaoggi e Il Giornale di Vicenza.
La Fondazione Alberto Peruzzo, di Padova, è impegnata nel recupero del nostro patrimonio storico artistico, ma è tesa anche a favorire un dialogo tra esso e l’arte contemporanea. Tra i progetti presentati dal 2011 in poi, il restauro del Padiglione Venezia ai Giardini della Biennale e della Chiesa di Sant'Agnese a Padova, e l'organizzazione di mostre di artisti contemporanei come Alberto Biasi, Fabrizio Plessi e Quayola. L'acquisizione della Chiesa di Sant’Agnese è del 2013: eretta nel XII secolo e sconsacrata negli anni ’40, è oggetto di profondi restauri da anni - restauri che hanno fatto emergere, tra altri elementi preziosi, numerosi frammenti d'affresco di epoca giottesca. Al termine dei lavori, nel 2021, la Chiesa diventerà la casa della Fondazione Alberto Peruzzo e spazio permanente per progetti culturali.