di Roberta Pelizer
Oggi è la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne e la titolare del brand RP, Roberta Pelizer, ci propone una profonda riflessione.

Ma non ti vergogni? Ma non ti fai schifo da solo?
Certo che no perché tu così facendo ti senti furbo, ti senti forte, ti senti potente e pensi di essere chissà chi quando in realtà sei solamente una nullità, uno scarto della società, perché tu non sei un uomo, un maschio, tu sei soltanto un demone in un corpo umano.
Questo è quello che mi viene da dire a chi pratica violenza sulle donne perché, come ben sapete, ci sono vari tipi di violenza: psicologica, fisica e morale.

Sono una peggio dell’altra e la cosa brutta è quando, purtroppo, tutti questi elementi sono uniti tra di loro.
È troppo facile prendersela con una donna che il 99% delle volte fisicamente è la tua metà, un terzo della tua forza fisica e soprattutto è messa sotto pressione da tutto ciò che riguarda il mondo femminile.
Nella stragrande maggioranza delle famiglie la donna è colei che gestisce il nucleo familiare in tutto e per tutto: pulisce, lava, stira e cura i figli ma se qualcosa va storto la colpa è sempre della donna; al contrario se le cose funzionano, chissà come mai, la meritocrazia va sempre nella direzione degli uomini.

Anche se siamo nel 2020, purtroppo, la violenza nei confronti delle donne si continua a manifestare in ogni parte del mondo, in qualsiasi ceto sociale e, spesso, anche nelle famiglie cosiddette “insospettabili” e chi subisce violenza, spesso e volentieri, non denuncia un po’ per paura, un po’ per vergogna e per decine di vari motivi.
Questo è un dato purtroppo confermato e che fa davvero venire i brividi.
Io sono una donna di quarant’anni, mamma di un ragazzo di quindici e in passato, purtroppo, è capitato anche a me di subire violenza psicologica: vi posso assicurare che è una cosa davvero brutta ma l’aspetto più scioccante sta nel fatto che quando si è dentro in questo vortice non si è lucide e non si capisce chiaramente che cosa si sta subendo.

Il problema è che ci dobbiamo aiutare da sole perché nessuno può intervenire al nostro posto e, quindi, deve avvenire un processo di autodiagnosi per potersi ribellare a queste situazioni inaccettabili.
Il percorso successivo non è facile però bisogna armarsi di grandissima forza senza vergognarsi di chiedere aiuto perché solo con un processo di questo tipo si può contrastare la violenza subita e allo stesso modo si può diventare più forti per poter aiutare chi, come noi, ha bisogno di essere aiutata.