di Jacopo Scafaro e Roberta Pelizer
Jacopo e Roberta hanno intervistato Federico Rutali, influencer milanese ma originario di Bologna che ha lanciato la sua provocazione.

Sappiamo che questo nostro articolo farà sicuramente discutere molto, ma il nostro giornale vuole concedere lo spazio idoneo a pensieri, osservazioni o riflessioni che magari non hanno trovato possibilità di discussione da altre parti.
Il body shaming (ovvero la derisione del corpo), la sessualità, l’obesità non dovrebbero essere un tabù, una vergogna di cui non si deve parlare, ma anzi la quotidianità.

Federico Rutali, 23 anni, di Bologna, ma residente a Milano è un ragazzo vivace, molto sveglio, perspicace.
È un influencer molto conosciuto, questo anche grazie alla sua audacia e tenacia nel raggiungere gli obbiettivi che si prefigge, ma soprattutto è ancora VERGINE.
Da piccolo era un bambino e poi adolescente sovrappeso, preso di mira e deriso dai bulli (anche compagni di classe), ma col tempo ha lavorato su se stesso ed è diventato un sex symbol molto discusso sui social.
Ho sofferto tanto in passato a causa del mio peso eccessivo e adesso che sono riuscito finalmente ad amarmi, ho deciso di condividere con tutti la nuova forma della mia anima e del mio corpo – ci racconta Federico, che da pecora nera ha combattuto contro il suo passato e si è trasformato in un lupo affamato di rivincita- dopo aver postato le mie fotografie su Instagram, sono stato addirittura accusato di prostituzione ma, in barba a quanti mi hanno definito un escort, ho provocatoriamente messo all’asta la mia verginità”.

Federico, non hai problemi a farti vedere nudo sui social, da cosa nasce questa esigenza di pubblicare scatti “hot”?
I miei genitori hanno sempre lavorato tanto e il desiderio di affetto mi ha spinto a sfogare le mie mancanze sul cibo. Pasta, dolciumi, salumi e quant’altro hanno rappresentato per me un porto sicuro, l’unico in grado di farmi stare bene. Ho sofferto di obesità fino ai 16 anni. Quelli dell’adolescenza sono stati gli anni più brutti della mia vita perché non mi piacevo e non piacevo agli altri. Spesso i miei compagni mi deridevano e criticavano aspramente, additandomi come ciccione o bombolone. Questi episodi di bullismo mi hanno fatto chiudere sempre di più in me stesso. Quando, ad un certo punto, sono riuscito a perdere 25 kg in soli 3 mesi, ho pensato di avercela fatta e, invece, guardandomi allo specchio, continuavo a vedermi brutto. Per fortuna, poi, ho trovato la luce alla fine del tunnel e oggi mi amo per ciò che sono e non ho vergogna di mostrarmi in pubblico seminudo. Questi scatti che ho pubblicato rappresentano per me una rivalsa, un modo per urlare al mondo che sono rinato”.

La tua vita la condividi giornalmente sui social, ti hanno anche accusato di prostituzione, da quando pubblichi scatti sexy…
Crescendo, ho acquisito maggiore sicurezza e così, a 18 anni, ho deciso di iscrivermi su Instagram. Sul mio profilo parlo di diversità, lancio i miei messaggi provocatori, cerco di essere d’esempio per tutti quei giovani che oggi sono vittime di episodi di bullismo. Ormai, con il lavoro meticoloso svolto in palestra, ho costruito un corpo definito e non ho più timore di spogliarmi. Così, ho pubblicato alcuni scatti sexy, apparendo finalmente senza veli, dopo anni di discriminazioni a causa del mio peso. Ho deciso di farlo perché non ne potevo più di nascondermi dietro quei maglioni larghi. Ho ricevuto molte critiche ed insulti e mi hanno associato addirittura al mondo della prostituzione. Ma come ho già detto, sono ancora vergine e non ho paura di rivelarlo al mondo intero. Ognuno è libero di innamorarsi di chi vuole. Dobbiamo innamorarci dell’anima di una persona, indipendentemente dal suo sesso e dalla sua fisicità”.

Con un gesto molto forte, hai messo all’asta la tua verginità, come mai?
Quando ero grasso, mi vedevo un mostro e non riuscivo mai ad iniziare una relazione con una persona. Non riuscivo a lasciarmi andare perché l’idea di spogliarmi e avere un rapporto sessuale mi terrorizzava. Non mi piacevo affatto, come sarei potuto piacere a qualcun altro? La mancanza di calore familiare e gli episodi di body shaming che hanno segnato la mia infanzia ed adolescenza hanno aggravato la mia insicurezza. Oggi non ho vergogna ad ammettere che sono ancora vergine. La mia castità non è una scelta legata alla religione o alla morale ma è frutto di un trauma che sto ancora cercando di superare, nonostante ora io abbia imparato ad amare il mio corpo”.

Ora che ti sei accettato e ti piaci, quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Attualmente, mi sto occupando di fashion e lifestyle ma ponendo sempre l’attenzione sull’importanza della diversità. Mi piacerebbe continuare sul solco tracciato, affermandomi le mie idee come influencer e partecipando ad un reality per far capire a tutti che nessuno deve mai sentirsi fuori luogo. Ognuno ha i suoi difetti e i suoi punti di forza e bisogna accettarsi per ciò che si è. Ora che mi piaccio molto e che sto ricevendo tanti consensi sui social, ho acquistato grande sicurezza e sono pronto a voltare pagina”.
In conclusione questa testimonianza di Federico ci deve far ricordare che siamo noi a gestire la nostra vita ed il nostro futuro, non dovendo rendere conto a nessuno su come gestirci.

Instagram: federicorutali