Riceviamo e pubblichiamo
Domani, mercoledì 21 ottobre, sui canali Rai per la serie “Risvegli” le isole Svalbard. Dalla Fenice “Il flauto magico” diretto da Antonello Manacorda.

I risvegli di Rai5. Le isole Svalbard
Le isole Svalbard sono al centro del secondo episodio di “Risvegli”, la nuova serie sulle trasformazioni più spettacolari della natura, in onda mercoledì 21 ottobre alle 14.45 su Rai5. L’arcipelago si trova in Norvegia, nell’Oceano Artico, dove la tundra ghiacciata lascia il posto a primavere ed estati lussureggianti. Le Svalbard nell’Artico trascorrono molti mesi dell’anno in completa oscurità, in un inarrestabile inverno ghiacciato. Ma quando finalmente il sole riappare, il paesaggio si trasforma magicamente da un mondo di ghiaccio in una tundra ricca di piante, uccelli, volpi artiche, orsi polari, trichechi e renne. Una trasformazione resa possibile da alcuni bizzarri microrganismi che si nutrono di ghiaccio e dalle incredibili capacità degli uccelli migratori.

“Il flauto magico” firmato da Michieletto.Sul podio della Fenice Antonello Manacorda
È una grande allegoria delle forze che si contendono l’umanità“. Così il regista Damiano Michieletto descrive il capolavoro di Mozart Die Zauberflöte (Il flauto magico), che Rai Cultura trasmette in prima serata su Rai5 mercoledì 21 ottobre alle 21.15. Andato in scena nel 2015 alla Fenice di Venezia, lo spettacolo è diretto da Antonello Manacorda, e vede protagonisti Antonio Poli nella parte di Tamino, Ekaterina Sadovnikova in quella di Pamina, Goran Jurić come Sarastro, Olga Pudova nei panni della Regina della notte e Alex Esposito come Papageno. Le scene sono firmate da Oaolo Fantin, i costumi da Carla Teti, mente il light design è curato da Alessandro Carletti. “Con la Rivoluzione francese si è affermata un nuova concezione della scuola – prosegue Michieletto – che deve essere laica. Così ho immaginato di raccontare questa allegoria favolosa e surreale all’interno di una scuola che si apre ad un viaggio fisico di scoperta e consapevolezza individuale. Tamino e Pamina, accompagnati dall’analfabeta Papageno, che però conosce il linguaggio non scritto degli animali, vivono il conflitto tra l’istruzione religiosa e laica (riassunto nel conflitto tra la Regina della Notte e Sarastro) e si aprono ad una scoperta individuale degli affetti e della sessualità, della maturità come indipendenza dai padri”.