Riceviamo e pubblichiamo
Domani, domenica 18 ottobre, tra i programmi Rai “Linea Verde” che ci porta in Maremma mentre per “Di là dal fiume e tra gli alberi” si percorre l’Aurelia.

“Linea verde” va in Maremma con Ingrid Muccitelli e Beppe Convertini
Nella romantica Maremma, territorio toscano che si estende dal mare ai monti, passando per le dolci colline del Grossetano, con la puntata di “Linea Verde”, in onda domenica 18 ottobre alle 12.20 su Rai1. In questa terra considerata “la terra dei butteri”, si pratica l’antico mestiere della pastorizia a cavallo, lavoro duro e affascinante, un tempo appannaggio unicamente degli uomini, oggi praticato con soddisfazione anche dalle donne. Le principali attività, l’allevamento delle maremmane e l’agricoltura mediterranea. Con la curiosità di sempre, Ingrid Muccitelli e Beppe Convertini andranno alla scoperta dei pregi di un territorio ormai votato alla bioagricoltura dove si producono vini di altissimo livello e colture d’eccellenza. Il viaggio si articolerà anche tra l’artigianato del luogo e l’arte sulle orme di Caravaggio.

“Di là dal fiume e tra gli alberi”: Aurelia, la statale sull’acqua
Il Campidoglio a Roma è lo zero chilometrico della statale Aurelia, come per tutte le altre vie consolari principali. Da qui inizia il viaggio di Guido Morandini nel documentario “Aurelia, la statale sull’acqua”, in onda in prima visione domenica 18 ottobre alle 22.10 su Rai5 per la seconda stagione della serie “Di là dal fiume e tra gli alberi”. Il disegno della pavimentazione della piazza realizzato da Michelangelo, fa pensare al reticolo dei meridiani e paralleli sulla superficie terrestre, metafora delle strade del mondo che qui rappresenta la mappa del nostro documentario. Così la SS1 – Aurelia non ha un’origine e una destinazione, ma è essa stessa un reticolo di relazioni. Non si parte per arrivare ma per incontrare e conoscere. Si viaggia per raccontare, sperando di aver fatto alla fine del percorso un’esperienza che ci avrà arricchito e, forse, un po’ cambiati. Da giugno ad agosto Guido Morandini ha percorso in bici, in auto, su camion, da solo o in compagnia, lunghi tratti della Statale numero Uno, perché più antica di tutte, con lo sguardo attento, rivolto anche ai margini dei territori attraversati. Il nastro d’asfalto riesce ad elevare la vita quotidiana a racconto straordinario che interseca la storia, l’ambiente, la natura. Perché l’Aurelia è un film sempre diverso, come dice l’albergatore Giuseppe Simonelli che una sera del 2001 offrì una stanza a uno sconosciuto in difficoltà, scoprendo poi che si trattava di Alfredo Bini, il grande produttore cinematografico di Pasolini, che resterà ospite di quell’albergo per il resto della sua vita. L’Aurelia è intersecata da chi fa altri viaggi come i lupi, che dall’interno raggiungono la Feniglia o i canoisti, che scendono l’Ombrone passandoci sotto. L’Aurelia cantata da Pietro Sabatini e Letizia Papi come mito e segno identitario della Maremma. Una statale costruita sull’acqua, come afferma il Professor Rossano Pazzagli, perché ha modificato il suo tracciato nei secoli evitando impaludamenti e seguendo le bonifiche.