a cura della Redazione
“C’è del marcio nel piatto”: al Caffè Scienza Gian Carlo Caselli parla di sicurezza e qualità nell’agroalimentare. L’evento con prenotazione del posto è organizzato in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione a Cultura e Sviluppo in Alessandria.

Come consuetudine, il primo Caffè Scienza della stagione, organizzato dall’associazione Cultura e Sviluppo di Alessandria, si tiene in occasione della Giornata Mondiale dell’Alimentazione.
Quest’anno l’aspetto scientifico sarà ampliato anche ai temi sociali e di legalità. 

Lunedì 19 ottobre alle 17,30 sarà ospite Gian Carlo Caselli, già magistrato, membro del Consiglio superiore della magistratura, capo della procura di Palermo, del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, rappresentante italiano presso Eurojust, procuratore generale presso la Corte d’appello di Torino e procuratore capo, attualmente presidente del Comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare.
Occorre prenotare il proprio posto in sala sul sito di Cultura e Sviluppo:  https://www.culturaesviluppo.it/?mec-events=caffe-scienza-gian-carlo-caselli-presenta-ce-del-marcio-nel-piatto
Non tutto il cibo che arriva sulle nostre tavole è dannoso per la salute o frutto di filiere illegali
, ma i ‘draghi’ e i ‘camaleonti’ che camuffano prodotti di largo consumo spacciandoli per genuini, buoni e giusti sono un pericolo da cui imparare a difendersi.
L’agroalimentare “tira”, muove oltre 270 miliardi di euro e occupa 2,5 milioni di persone, è un pilastro dell’economia nazionale. Il principale fattore di traino è l’eccezionale appeal del made in Italy, un potentissimo ambasciatore di qualità ovunque nel mondo. E quel che “tira” logicamente “attira”, per le opportunità che offre, trovando soggetti senza scrupoli pronti a sfruttare, sofisticare, adulterare. Le conseguenze sono opacità, scorrettezze e veleni che ci ritroviamo a dover consumare e avallare senza saperlo.

Pur riconoscendo l’attenzione crescente riposta nel cibo buono, sano e giusto, C’è del marcio nel piatto (ed. Piemme), un’autorevole e accurata indagine sul campo – condotta da Gian Carlo Caselli, oggi presidente del Comitato scientifico dell’Osservatorio sulla criminalità nell’agricoltura e sul sistema agroalimentare, e da Stefano Masini, docente di Diritto Agroalimentare all’Università di Tor Vergata – denuncia l’esistenza di una vera e propria task force criminale, che allinea di volta in volta operatori prepotenti, spregiudicati e maliziosi, in grado di offendere i diritti essenziali alla salute e di deludere le lecite aspettative del consumatore in termini di gusto, natura e autenticità.
Eppure sconfiggere i draghi avvelenatori del cibo è possibile. C’è bisogno di conoscerli e stanarli per riporre al centro della nostra spesa ciò che vogliamo in termini di sicurezza e qualità.

Gian Carlo Caselli è nato ad Alessandria il 9 maggio 1939. Ha cominciato la sua carriera in magistratura a Torino, come giudice istruttore impegnato in indagini sul terrorismo, in particolare sulle Brigate rosse. Dal 1986 al 1990 è stato membro del Consiglio superiore della magistratura. Ha diretto la procura di Palermo dal 1993 al 1999, dalla cattura di Totò Riina ai grandi processi su mafia e politica. Dal 1999 al 2001 ha diretto il Dap (Dipartimento dell'amministrazione penitenziaria) e in seguito è stato il rappresentante italiano presso Eurojust. Dopo aver ricoperto il ruolo di procuratore generale presso la Corte d'appello di Torino, il 30 aprile 2008 viene nominato procuratore capo. Ha lasciato la magistratura nel dicembre 2013. Ha pubblicato vari saggi. I più recenti sono stati bestseller in libreria: Le due guerre. Perché l'Italia ha sconfitto il terrorismo e non la mafia e Assalto alla giustizia (entrambi con la collaborazione di Stefano Caselli, Melampo, 2009 e 2011); Di sana e robusta Costituzione. Intervista di Carlo Alberto Dalla Chiesa, con Oscar Luigi Scalfaro (Add editore, 2010); Vent'anni contro. Dall'eredità di Falcone e Borsellino alla "trattativa", con Antonio Ingroia e Maurizio De Luca (Laterza, 2013).