Riceviamo e pubblichiamo
Domani, martedì 13 ottobre a “Passato e Presente” si parla di Curzio Malaparte mentre per le “Lady Travellers” il viaggio della filandina milanese Giuseppina Croci.

A “Passato e Presente” c’è Curzio Malaparte: il ritratto di un “maledetto italiano” 
Nato a Prato nel 1898, Curzio Malaparte, vero nome Kurt Suckert, è una delle personalità più controverse e affascinanti del panorama letterario italiano del secolo scorso. Volontario nella grande guerra, fascista intransigente negli anni del delitto Matteotti, inviato al confino nel 1933, è autore dei due grandi libri: “Kaputt” e “La pelle”. Nel dopoguerra si avvicina a Palmiro Togliatti e, addirittura, secondo alcune ricostruzioni, si converte al cristianesimo in punto di morte. A “Passato e Presente”, in onda martedì 13 ottobre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia, Paolo Mieli e il professor Francesco Perfetti vanno alla scoperta di uno scrittore che ancora appassiona e divide il pubblico italiano e internazionale.

Le “Lady Travellers”: il viaggio di Giuseppina Croci
Una semplice filandina milanese che compie un viaggio lungo 37 giorni attraverso l’Oceano Indiano per raggiungere Shanghai. Giuseppina Croci è una giovane donna che affronta un viaggio verso Oriente con lo stupore di chi non ha mai visto il mare. Resterà a Shanghai per 5 anni, lavorando come capo operaia in una compagnia inglese della seta, scoprendo un universo di suoni, colori e usanze impensabili. È lei la “Lady Traveller” protagonista dell’appuntamento in onda martedì 13 ottobre alle 22.40 su Rai Storia. Nata a Castano Primo, in provincia di Milano, Giuseppina inizia a soli 10 anni a lavorare nella filanda del Signor Beretta. Il lavoro è duro e mal pagato, ma è l’unica opportunità per una ragazza figlia di un commerciante di spazzole. A 27 anni accetta così un incarico come responsabile di filanda a Shanghai, per la Jardin, Matheson & Co., un colosso inglese con sede a Hong Kong. Per la prima volta in vita sua, sale a bordo di un bastimento tedesco che da Genova la porterà fino a Shanghai. Il viaggio è avventuroso, ma anche estremamente solitario: nessuno parla la sua lingua e così Giuseppina decide di iniziare a scrivere un diario. Quelle pagine diventeranno il resoconto spontaneo e carico di emozione di 37 giorni di navigazione: Giuseppina descrive i porti in cui fa tappa, ma a colpirla sono soprattutto le popolazioni con cui viene in contatto. La vita nella Parigi d’Oriente si rivela tutt’altro che facile: la lingua è incomprensibile, la fabbrica pullula di centinaia di operaie che si prendono gioco di lei, ma Giuseppina reagisce e riesce a farsi rispettare. Durante la sua permanenza, durata 5 anni, la giovane filandina penetra nella cultura del Paese: mangia con le bacchette, beve il the, si lascia fotografare con le scarpine dei fiori di loto. Quando farà rientro in Italia porterà con sé, chiusi in un baule, tutti gli oggetti e i ricordi di questo lungo viaggio.