Riceviamo e pubblichiamo
Domani, lunedì 12 ottobre, tra i programmi Rai segnaliamo a “Passato e Presente” il grande maestro del Rinascimento Raffaello Sanzio invece per la serie “Storia delle nostre città” si parla di Cosenza.

A “Passato e Presente” Raffaello, l’arte e le idee: un grande maestro del Rinascimento
Uno dei più grandi maestri del Rinascimento, Raffaello Sanzio, dalla vivace Urbino dei Montefeltro, dove è cresciuto nella bottega del padre, approda, poco più che ventenne, nella maestosa Roma di Giulio II.  È già un pittore affermato e il “Papa guerriero”, che sta cambiando il volto della città, gli commissiona gli affreschi delle stanze Vaticane. Un grande del Rinascimento raccontato da Paolo Mieli e dal professor Lucio Villari a “Passato e Presente”, il programma di Rai Cultura in onda lunedì 12 ottobre alle 13.15 su Rai3 e alle 20.30 su Rai Storia. L’affresco delle stanze Vaticane è solo il primo di una lunga serie di prestigiosi incarichi, che continuano sotto il pontificato di Leone X e marcano la brillante carriera di Raffaello. Quando muore, a soli 37 anni, esattamente 500 anni fa, è il più importante artista e architetto del suo tempo: dirige la Fabbrica di San Pietro ed è anche il primo soprintendente ante litteram alle antichità. 

Storia delle nostre città: Cosenza, l’Atene della Calabria
Una città le cui origini possono essere fatte risalire all’ottavo secolo a.c. quando sorse il primitivo villaggio di Kos. Da qui sarebbe nata Cosenza, la protagonista di “Storia delle nostre città”, in onda lunedì 12 ottobre alle 21.10 su Rai Storia. L’insediamento fu successivamente conquistato dal bellicoso popolo dei Bruzi che qui insediarono la loro capitale, da dove dominarono incontrastati la Calabria per secoli. Dopo aver più volte sconfitto in guerra i greci, i Bruzi cedettero di fronte alla micidiale avanzata di Roma e la città diventò una colonia con il nome di Consentia. Dopo il crollo dell’Impero, e l’arrivo dei barbari, Cosenza subì prima la dominazione dei goti, dei bizantini e degli svevi per poi essere contesa tra gli Angiò e gli Aragonesi. Quest’ultimi nel XVI secolo ne fecero una tra le città più importanti del loro regno e nel 1511 vi fondarono l’Accademia Cosentina. La prestigiosa scuola segnò per Cosenza l’avvio di una fioritura culturale e umanistica che vide la sua massima espressione nella figura di Bernardino Telesio, filosofo ispiratore di Giordano Bruno, Tommaso Campanella e Francesco Bacone. In quel glorioso periodo la città fu onorata dell’appellativo di “Atene della Calabria”. Nell’800 Cosenza entra a far parte del Regno Borbonico ed è teatro di violenti scontri durante gli anni che portarono all’unità d’Italia. Oggi la città è il capoluogo di provincia più a Nord della Calabria e rappresenta una realtà che sta costruendo il suo futuro sulle fondamenta del suo grande passato. Ancora oggi la città porta infatti i segni indelebili della sua lunga storia tra i vicoli del centro caratterizzato da un dedalo di strette strade che si snodano attorno ad antichi edifici romani, chiese medievali, conventi, case fortezze, palazzi padronali e bellissime piazze. Ma anche innovative gallerie d’arte, moderni musei diffusi e opere architettoniche futuriste come il “Ponte di San Francesco di Paola” che rappresenta con i suoi 104 metri di altezza il ponte strallato più alto d’Europa.