di Fabrizio Capra
La copertina di Vanity Fair da oggi in edicola è di grande impatto e ci trasmette un messaggio importante grazie a Vanessa Incontrada.

Mafalda, il famoso personaggio dei  fumetti disegnato da Quino, in una “nuvoletta” di un disegno che la raffigurava diceva: “Io sono perfetta, ho tutti i difetti al posto giusto”.

Quando ho visto la foto della copertina di Vanity Fair, in edicola da oggi, che ritrae Vanessa Incontrada ho immediatamente pensato al fumetto che ho citato sopra.
La donna è  bella anche con tutte le sue imperfezioni, i suoi difetti, il suo essere reale.
Invece ci ritroviamo in un mondo fatto di stereotipi che porta ad additare la donna non perfetta fisicamente perché non paragonabile a quello che ci vuole far passare il mondo mediatico, un mondo che incensa una perfezione che invece non esiste.
Ecco che il coraggio di Vanessa Incontrada, una donna che ho sempre apprezzato, di presentarsi fiera e determinata davanti all’obiettivo per lanciare un messaggio importante qual è il “Nessuno mi può giudicare” è un qualcosa che ci deve far riflettere.

Del resto la stessa Incontrada sulla copertina di Vanity Fair dell’ottobre 2008 dichiarava “Dedicato a chi mi ha detto grassa”.
Torniamo alla copertina di oggi.
Tolti gli immancabili imbecilli, leoni della tastiera capaci di nascondersi dietro a un computer, ho notato che questa foto ha suscitato molti consensi, sia da parte delle donne sia da quella degli uomini.
Accettare il proprio corpo e farne un punto di forza deve essere la filosofia di ogni donna (e credo anche di ogni uomo) perché anche la più stereotipata, quella che risponde ai canoni di bellezza che ci vengono troppo spesso imposti anche in modo subliminale, ha sicuramente le sue imperfezioni e molte volte i tanto odiati paparazzi lo evidenziano con i loro scatti rubati.
Vanessa Incontrada è da ammirare per questa sua decisione perché mettendosi a nudo senza volgarità ed eccessi è riesciuta a lanciare un messaggio che, poi, è il concentrato di una battaglia che da tempo porta avanti, quello di contrastare l’odioso “body shaming”, ovvero il bullismo contro il corpo e le sue forme.

Allora fermiamoci un attimo e ragioniamo su quanto Vanessa Incontrada ci vuole trasmettere e pensiamo al male che possiamo arrecare giudicando una persona quotidianamente (e non solo dal punto di vista del corpo, purtroppo) e rispondiamo a una semplicissima domanda: Chi siamo per giudicare?
Vanessa Incontrada afferma: «È il punto d’arrivo che vede il mio corpo diventare un messaggio per tutte le donne (e per tutti gli uomini): dobbiamo tutti affrontare, capire e celebrare una nuova bellezza».
E io da uomo sto dalla parte di Vanessa: proviamo per una volta a non giudicare ma, piuttosto, ad apprezzare.
Non è poi così difficile!