La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
Per la rubrica di oggi La Capra Enoica ci racconta del Ribolla Gialla, in particolare l’etichetta “Vigna del Lauro”, della ditta Ronco dei Tassi. Sarà “fashion” o “glamour”? Lo scoprirete leggendo l’articolo. 

Mi trovavo a cena nella mio solito ristorante pizzeria di AlessandriaLa Costiera – e Pietro mi ha consigliato un Ribolla Gialla e mai consiglio fu tanto “saggio”.

I miei ricordi di un Ribolla Gialla che magicamente si trasferiva dalla bottiglia al bicchiere e dal bicchiere alla mia bocca risalgono ai primi anni 2000, quando si andava in ferie a Lignano Sabbiadoro.
Lo ricordo assaporato in qualche ristorante ad accompagnare la cena a base di pesce e crostacei oppure da aperitivo in quel luogo fantastico che portava un nome evocativo: La Farmacia dei Sani.
Poi per vari motivi contingenti le spiagge di Lignano Sabbiadoro si tramutarono in un sogno lontano così come il Ribolla Gialla.
Tutto ciò fino a quando, qualche sera fa, il buon Pietro mi propone il Ribolla Gialla “Vigna del Lauro – Venezia Giulia” della ditta Ronco dei Tassi di Cormòns, una zona di grandi ed eccellenti produzioni vitivinicole, 12,5 gradi.

Un vino a “Indicazione Geografica Protetta”… ma protetta da chi? Da noi impenitenti soggetti enoici che attentiamo all’incolumità di questo nettare?
Le prime notizie di produzione del Ribolla risalgono al 1289 ed io mi ritrovavo ben oltre settecento anni dopo a degustare un Ribolla Gialla del 2019, prodotta 730 anni dopo quel contratto notarile relativo ai terreni viticoli del Friuli.
Il grande Giovanni Boccaccio (si proprio quello del Decameron) lo descrisse come uno dei peccati di gola: come dare torto a questo genio della letteratura italiana (non capisco ancora perché ci fanno studiare Dante e la sua Divina Commedia, quando è altrettanto di-vino il Boccaccio con le sue licenziose novelle).

Torniamo al Ribolla Gialla “Vigna del Lauro” che poi è il protagonista di questo mio articolo.
Il Ribolla Gialla ci viene descritto come un vino di corpo leggero, tanto leggero da essere quasi “volatile” al punto che improvvisamente mi sono ritrovato con la bottiglia vuota.
Di questo vino mi è rimasta dentro una sensazione di eleganza nel proporsi, capace di trasmetterti le sensazioni di una zona vitivinicola come quella del Collio.
Un vino che non ti seduce ma che è capace di abbagliarti proprio per questa sua eleganza discreta: pertanto non posso che assegnare al Ribolla Gialla “Vigna del Lauro” l’etichetta di vino “Fashion”.