Riceviamo e pubblichiamo
Fino a dicembre a Milano si potrà visitare la mostra di Elena El Asmar “L’esercizio del lontano,  2010-2020”, vetri, calze, reti, basi in ferro a cura di BUILDING in collaborazione con Jean Blanchaert.

BUILDINGBOX dedica la stagione 2019-2020 al vetro contemporaneo con il progetto Dalla sabbia, opere in vetro, un ciclo espositivo in 12 appuntamenti con cadenza mensile a cura di BUILDING, in collaborazione con Jean Blanchaert.

La settima artista è Elena El Asmar che presenta una installazione site specific.
Nell’esercizio del lavoro, del pensiero tradotto in immagine, il mio sguardo volge, continuamente, alla memoria di oggetti caratterizzanti una vita domestica affacciata ai bacini del Mediterraneo, in un paese bianco, il Libano, nel tentativo di far affiorare le visioni che hanno affascinato e contaminato la mia infanzia. Nei viaggi annuali e nella continua spola tra l’Italia e la mia famiglia di Jbeil, gli scambi di mobili, tazze, utensili, profumi di spezie sono divenuti – nel tempo – consuetudine e tentativo di mantenere viva, al di là della distanza terrena, l’appartenenza ad un luogo, ben connotato sia fuori che dentro di me. Così, nello studio dove lavoro, giacciono, sparsi qua e là, oggetti rubati al mio passato, divenuti – nel presente – possibili infiniti, linee che esaltano la mia immaginazione, griglie trasformate in icone – pittoriche o meno – dall’attimo in cui prendono forma conquistandone lo spazio.Elena El Asmar, 2009
Per 12 mesi una sequenza di opere e artisti si articolerà nella vetrina indipendente, visibili 24 ore su 24, 7 giorni su 7, scandendo il ritmo del tempo e innescando un’ampia riflessione sulla predominanza del tempo sullo spazio. 

Elena El Asmar
L’esercizio del lontano,  2010-2020
vetri, calze, reti, basi in ferro
dimensioni variabili
fino a dicembre 2020
sede: BUILDINGBOX
via Monte di Pietà 23, Milano
nella foto: Elena El Asmar, L’esercizio del lontano, 2018; vetro, plastica, plexiglass, calze, lampadine, 5 basi in ferro di diametro tra i 50-70 cm, dimensioni variabili, veduta dell’installazione presso Palazzo da Mosto - Fondazione Magnani, Reggio Emilia ©ph. Elena Foresto