di Jacopo Scafaro
Il nostro redattore ci presenta Jack Ohma, rapper di San Salvatore Monferrato, paese in provincia di Alessandria.

“Sono un rapper umile, nel senso che sto coi piedi per terra, sono sicuro di me stesso e so bene da dove vengo e quanto sto faticando. Anche senza la musica ho una mia identità, che mi rende forte. Quando faccio musica, viene fuori il mio lato artistico e posso esprimermi liberamente” cosi si presenta Riccardo Ramagna in arte Jack Ohma.

Di San Salvatore Monferrato (in provincia di Alessandria), ha la musica nel DNA, conoscerlo mi ha fatto capire quanto suonare sia importante per lui, quanto ami la musica e dia tutto se stesso per far si, che ogni cosa che lui suoni o produca risulti perfetta.
Lui pensa tanto, pensa sempre alla musica, è molto riflessivo” questo dice Federica, la sua fidanzata.
Il legame tra Riccardo e la musica parte dall’età di dodici anni, quando incominciò a suonare la chitarra; all’età di sedici anni invece faceva già parte di band dove suonavano pop/rock e lui suonava il basso.
Ma dentro di lui le emozioni scorrevano e scorrono tutt’oggi, perciò fu naturale che molto presto si mise e scrivere e comporre canzoni: rap, soprattutto musica rap.
Oltre a questo produce anche altri ragazzi, collabora con altri artisti, insomma vive la musica a 360 gradi.
Il Rap si basa sulla ricerca di rime, assonanze, metafore e figure retoriche cantate o parlate su basi musicali contraddistinte da ritmi uniformi.

Riccardo, che musica fai?
Il mio rap è sfogo, è il voler parlare: parlo per gli uomini, per le donne, per gli adolescenti, per i bambini, per la mia città e sopratutto per me stesso mettendo su foglio ogni cosa che al momento mi tocca psicologicamente ed emotivamente, che sia negativa o positiva. Scrivo di vita, dell’emergere, di trovare il nostro posto in questo mondo; scrivo a ruota libera, senza freni, senza dover per forza trovare la rima o il pezzo che faccia successo. Scrivo perché ho qualcosa da raccontare ed esprimere”.
Sono già due i singoli all’attivo di questo ragazzo (che potete trovare su tutti i canali social, Facebook, Instagram, YouTube e Spotify): Codex e Origami.
La particolarità che accomuna le canzoni – e mi permetto di sottolinearlo – è la cura maniacale dei dettagli.

Le copertine – di Christian Lombardo -.dei due singoli, sono dal mio punto di vista, qualcosa di veramente unico e molto bello; già alla vista ti viene voglia di scoprire cosa si può nascondere dietro a quella figura.
I singoli appunto: il primo ad uscire è stato Codex, una canzone che parla di come ogni persona è un codice, che ci sono situazioni che ti muovo a fare qualcosa; della sua canzone Riccardo dice “considero questa canzone come l’incipit del disco da cui è estratta. Una sorta di chiave di lettura per tutto quello che verrà dopo”.
Poche settimane fa è stato il turno di Origami, canzone che parla di avere dei cambiamenti all’interno della propria vita, “sarà l’ultimo singolo prima dell’uscita del disco – dice Jack‘Cielo grigio qui in provincia, ho la valigia pronta’ è una delle frasi della canzone”.

Primavera” sarà il titolo dell’album che prossimamente uscirà. Il motivo del titolo c’è lo spiega l’autore stesso, “è un inno alla vita, perché dopo un inverno, magari rigido, o duro anche personalmente, torna sempre la Primavera e quindi la vita e la speranza”. Riccardo o meglio Jack con la sua musica riesce a trasmettere messaggi più comprensibili, più incisivi, più memorabili. Il rap crea polemica perché è popolare e perché bene o male ti sbatte in faccia il suo messaggio.
Per molti giovani il rap è qualcosa di naturale.
E Riccardo Jack Ohma Ramagna è uno di questi.