Riceviamo e pubblichiamo
Come ogni martedì il nostro redattore Jacopo Scafaro ci porta nel mondo di The Tatler…

La musica è presente nella vita di tutti senza fare differenze di età o genere, è un mezzo comunicativo capace di coinvolgere soprattutto emotivamente l’ascoltatore. Gli adolescenti ad esempio vedono nella musica una specie di rifugio, un mezzo per rilassarsi e un modo semplice e piacevole per estraniarsi dal mondo nei momenti più difficili, in quei momenti nei quali non si vorrebbe sentire nessuno e si desidera solo allontanarsi dai problemi reali.
La musica quindi è relax, riposo e serenità, ma anche rumore, divertimento e sfrenatezza, basti pensare alla musica delle discoteche, con un volume così alto che all’uscita fischiano le orecchie. La musica è sempre stata presente nella vita degli uomini nel corso della storia, e conta numerosi generi diversi a seconda della tradizione popolare, dell’area geografica e dell’epoca in cui essa viene composta.

Oggi durante la consueta puntata di The Tatler, in onda su RadioVertigo1 (la prima web radio italiana certificata in Italia, diretta da Simone Camussi) la musica è stata messa al centro di tutto.
Proseguendo lungo i viali del ricordo, abbiamo dedicato gran parte della trasmissione agli anni 90: abbiamo ballato, argomentato ed ascoltato le più belle Hit italiane di quel decennio (Un’estate italiana, Quattro amici al bar, Certe Notti, L’ombelico del mondo, Hanno ucciso l’uomo ragno, ecc, ecc) per arrivare poi alla pura dance di quei fantastici anni 90.
Baby, Baby e Rhythm of The Night di Corona, Blu Da Ba dee degli Eiffel 65, Around The World dei Daft Punk sono solo alcune delle hit che in quegli anni ci hanno fatto ballare e sognare.

Ma oltre alla musica, come sempre, abbiamo anche delle rubriche molto particolari: la prima riguarda gli errori fatti durante la maturità (parlando di 1984 di Orwell, una ragazza ha chiamato ripetutamente in causa il protagonista Will Smith (proprio lui, l’attore) invece che Winston Smith; evidentemente si tratta di una sua grande fan, oppure, sulla Guerra Fredda e sull’interpretazione dell’aggettivo “fredda”: secondo il primo maturando, l’aggettivo è riferito al fatto che la Guerra fu combattuta “senza sentimento”, in maniera crudele e distaccata; mentre per il secondo, un po’ più pratico, la Guerra è così chiamata perché ha avuto come luogo di svolgimento la Siberia).

Tornando alla musica, la seconda parte di trasmissione, è stata interamente dedicata al ricordo del Maestro Ennio Morricone ( scomparso domenica notte).
Abbiamo cercato attraverso le sue canzone, le sue colonne sonore, di ricordarlo a modo nostro: oltre 500 canzoni scritte, due Oscar, 10 David di Donatello, ed altri infiniti premi.
La sua dipartita è una perdita mondiale per la musica, al pari di Mozart e Beethoven.
Senza di lui sarà un mondo molto più triste, povero musicalmente e culturalmente.
Non possiamo che dirgli solo GRAZIE.

Se vi siete persi la puntata, andate a riascoltatela sul podcast che trovate nell’app di Radio Vertigo.

Vi lasciamo con una frase di Arthur Schopenhauer diceva: «Non esprime adunque la musica questa o quella singola e determinata gioia, questo o quel turbamento, o dolore, o terrore, o giubilo, o letizia, o serenità; bensì la gioia, il turbamento, il dolore, il terrore, il giubilo, la letizia, la serenità in sé stessi, e, potrebbe dirsi, in abstracto, dandone ciò che è essenziale, senza accessori, quindi anche senza i loro motivi. Perciò noi comprendiamo la musica perfettamente, in questa purificata quintessenza».
Tenete botta, sempre.
E ricordate non ascoltare ed apprezzare la musica è da sfigati e porta sfiga.