di Jacopo Scafaro
Oggi è venuto a mancare il Maestro Ennio Morricone. RP Fashion & Glamour News lo ricorda con un articolo del nostro redattore Jacopo Scafaro.

La quinta essenza della musica, potrebbe avere, anzi ha sicuramente un nome: Ennio Morricone.

Arthur Schopenhauer diceva: «Non esprime adunque la musica questa o quella singola e determinata gioia, questo o quel turbamento, o dolore, o terrore, o giubilo, o letizia, o serenità; bensì la gioia, il turbamento, il dolore, il terrore, il giubilo, la letizia, la serenità in sé stessi, e, potrebbe dirsi, in abstracto, dandone ciò che è essenziale, senza accessori, quindi anche senza i loro motivi. Perciò noi comprendiamo la musica perfettamente, in questa purificata quintessenza».
Invecchiare, lo sappiamo tutti, non è gradevole e non piace a nessuno, eppure non aveva torto Moravia, un altro «grande vecchio», quando sosteneva che «la vecchiaia non esiste, esistono le malattie della vecchiaia».

Era una risposta diplomatica alla sentenza di Terenzio, Senectus ipsa est morbus e in fondo un modo di esorcizzarla.
Siamo impastati di illusioni e senza di esse tanto varrebbe morire prima del tempo.
È anche per questo che il mondo è pieno di giovani-vecchi, già defunti senza essere stati sotterrati.
Nella lotta per la vita, le generazioni che arrivano premono per scalzare quelle che c’erano prima di loro.
Con la sua arte e la sua grandezza senza tempo, Morricone ci ha ricordato che vecchiaia e morte sono solo illusioni della dimenticanza, raccontano di quello junghiano «daimon ardente che talvolta mi rende maledettamente difficile mantenere la coscienza di essere mortale», sono la risposta più bella all’infantilismo come malattia senile delle nuove generazioni al potere, ci spiegano che il tempo è un accidente e la giovinezza non un dato anagrafico, ma uno stato di tensione, l’estate invincibile che esiste sempre nelle profondità del nostro inverno di esseri umani.

Chi di noi non conosce le sublime, le toccanti e magnifiche colonne sonore che ha composto: ci siamo sentiti tutti Clint Eastwood nel West, ci siamo sentiti tutti Robert De Niro in Mission ed abbiamo combattuto tutti quanti acconto agli Intoccabili.
Il Maestro ha messo la musica al centro di tutto, l’ha fatta protagonista.
Con le sue melodie ci ha istruito sull’amore, sulla sua funzione, su come costruirlo e nutrirlo.
Oggi bisogna, anzi dobbiamo essere tristi, perché con la sua morte perdiamo un pezzo della Musica – volutamente scritta con la M maiuscola – al pari di Mozart o Beethoven.

Solo col silenzio, che porta la tristezza, riusciremo ad ascoltare e ricordare nella nostre menti, le sue note, che porteranno e accompagneranno una lacrima dolce sul nostro viso.
Non è un addio, la tua musica ci accompagnerà per sempre.
Grazie Maestro Ennio Morricone.