Riceviamo e pubblichiamo
Lo stilista e fashion designer ligure Luca Moretti ha presentato a Cannes e nel Principato di Monaco il suo nuovo gioiello.

Innovativo, solenne e prezioso, armonioso e pittoresco, ideologico e creativo, così si definisce a Cannes e nel Principato di Monaco il nuovo gioiello presentato creato e realizzato dallo stilista ligure Luca Moretti fashion designer che grazie alle proprie sapienti mani e ad un particolare gusto del bello rappresenta nell’ambito progettuale dell’accessorio un complemento stilistico e culturale sempre più interessante, grintoso, basato sulla ricerca qualitativa e mettendo in connessione artigianato e designer.

Luca afferma che occorre la capacità di mantenere un prodotto come elemento distintivo aprendosi contemporaneamente all’intreccio tra l’evolversi della società dal punto di vista sociale ed economico alle relazioni tra i cambiamenti del gusto analizzati in chiave antropologica tenendo conto che l’incidenza del progresso scientifico e il meccanismo d’influenza reciproca spingono a rapportandosi sempre maggiormente con i consumatori e i mass-media.
Non sempre i traguardi si raggiungono facilmente come può sembrare; il successo di un prodotto ma anche le profonde emozioni a volte si ottengono e si trasmettono attraverso un notevole e paziente spirito di sacrificio, di perseveranza, accompagnato da una spiccata conoscenza tecnica; dopodiché sono l’atipica e la profonda passione per il proprio mestiere, l’audacia, la costanza e la tenacia anche in momenti non sempre facili da definire che ne decretano l’aspetto positivo.
Il gioiello elogia abilmente attraverso uno studio dettagliato stilistico prima ed una precisa elaborazione manifatturiera dopo, quasi come in un giuoco dai sensi incantati, un aspetto sontuoso prezioso molto marcato, dove il concatenamento e la mischia dei materiali eccellenti come il velluto di Milano lavorato ad effetto damasco di Venezia, un tempo molto apprezzato e usato dagli abitanti dei Castelli della Loira per la sua bellezza e pregevolezza, unito all’uso di gemme preziose che vanno dai diamanti, alle olivine taglio smeraldo, dal topazio roseo taglio ovale all’uso sbalzato e
cesellato dell’argento massiccio, si celano sapientemente come una fusione d’oro a drappo genovese.
Lo stilista assemblato dal divertimento del cucito, dell’incastonatura, dal pensiero soave del profumo delle viole del pensiero, delle ginestre e delle bacche bianco rosso, sottolinea l’importanza dell’unione tra materiali nobili ecosostenibili, dove il maniacale uso dell’oro rigenerato si unisce all’argento ottocentesco ottenuto dalla fusione dei famigerati bacili d’argento d’un tempo usati a corte per le dame fino all’uso evocativo democratico e contemporaneo del platino ai giorni nostri.
Inoltre lo stilista afferma che non sempre nulla avviene per caso, ma ciò che più lo diletta, lo emancipa e lo enfatizza ad un fatto, è l’insieme della coincidenza con circostanze e l’incontro con persone che se anche molto diverse tra loro, hanno la capacità e soprattutto l’intelletto di riuscire a
procedere non dimenticando che il Made in Italy è il meglio di ciò che c’è nel mondo.