Riceviamo e pubblichiamo
Domani, domenica 28 giugno, tre interessanti appuntamenti: Livio Leonardi per “Paesi che vai…” su Rai1 ci porta a conoscere Vigevano; su Rai5 “Sentieri americani” vedrà Levison Wood in cammino tra Nicaragua e Costarica; sempre su Rai5 l’Isola di Ustica per “Di là dal fiume e tra gli alberi”.
Livio Leonardi

“Paesi che vai”. Ludovico il Moro e Vigevano: alla corte del Duca di Milano
Domenica 28 giugno
, alle 9.40 su Rai1, “Paesi che vai…” arriva a Vigevano, la città lombarda che con la sua maestosa piazza rinascimentale incantò Arturo Toscanini. Livio Leonardi condurrà i telespettatori alla scoperta dei luoghi più amati da Ludovico il Moro, Duca di Milano, il quale scelse proprio Vigevano come sua residenza prediletta. Il programma racconterà la città lombarda attraverso le passioni, gli amori e i progetti di questo grande personaggio che è riuscito a lasciare un segno duraturo nel tempo. Nel centro storico si scopriranno le fattezze di una “città ideale”, alla cui realizzazione contribuirono grandi artisti del Rinascimento: nell’anno della celebrazione dell’anniversario di Leonardo da Vinci, si parlerà anche del genio toscano e dell’amico Donato Bramante. Ma non è finita qui: Vigevano vanta anche una lunga tradizione di coltivazione del riso, una vera e propria eccellenza del territorio, tra cui il principe dei risotti: il Carnaroli. Per finire, non mancherà un tuffo nella natura: Livio Leonardi porterà alla scoperta del più antico parco regionale d’Italia, il Parco del Ticino.

Levison Wood

“Sentieri americani”: tabacco e tribù nascoste tra Nicaragua e Costarica
Nicaragua
e Costarica sono i paesi che l’esploratore Levison Wood racconta in “Sentieri americani”, in onda domenica 28 giugno alle 14.15 su Rai5. Wood, con l’esperto di arti marziali Daniel Allegre, giunge in Nicaragua dove incontra ex-rivoluzionari che ora gestiscono le piantagioni di tabacco e attraversa un paesaggio di vulcani attivi che sono tuttavia abitati. Dopo quasi 70 giorni e 900 miglia trascorse sulla strada, l’esploratore raggiunge la città di Masaya, dove mangia stufato di iguana, e affronta le sponde del lago più grande dell’America Centrale, il Lago Nicaragua dove incontra gli elusivi squali toro di Ometepe Island. Giunto in Costa Rica, sale al punto più alto del viaggio a Cerro de la Muerte, la Montagna della Morte dalla cui vetta si gode un panorama unico sul Pacifico e sui Caraibi. Prima di lasciare la Costa Rica, si addentra nella giungla per incontrare la famosa tribù Bribri, che vive isolata dal mondo moderno.  

Di là dal fiume e tra gli alberi: l’isola di Ustica
Un milione di anni fa la vetta del Monte Anchise, un enorme vulcano sottomarino a nord delle coste palermitane, sbucò fuori dal mare dando vita all’isola di Ustica: dal latino ustum, terra bruciata. L’isola emerse con la risalita del magma direttamente dalle profondità del mantello terrestre come le Hawaii e l’Etna: gli unici tre vulcani al mondo nati in questo modo. Lo racconta il documentario di Vincenzo SacconeL’isola di Ustica”, in onda in prima visione domenica 28 giugno alle 22.10 su Rai5 per la seconda stagione della serie “Di là dal fiume e tra gli alberi”. Ustica è l’isola del mare; un mare incontaminato, tutelato fin dal 1986 con l’istituzione di un’Area Marina Protetta, la prima in Italia. In questo mare c’è un concentrato di tutte le specie presenti nel Mediterraneo e per la bellezza e la ricchezza dei suoi fondali l’isola è il paradiso delle immersioni, tanto da essere diventata la capitale internazionale delle attività subacquee. Ma la sua vocazione è da sempre, fin dai tempi della colonizzazione, contadina. Nella seconda metà del 700 infatti, durante il dominio dei Borbone, alcune famiglie di agricoltori provenienti dalle Eolie si stabilirono qui e cominciarono a coltivare appezzamenti di terreni. Ustica ha storie importanti, poco conosciute: da sempre e fino al 1961 è stata un luogo di confino e durante il Fascismo, grazie alla presenza di dissidenti politici come Antonio Gramsci e Amadeo Bordiga, nacquero qui i germogli della Resistenza. Negli anni ‘70 invece, e per i trent’anni successivi, Ustica fu travolta da un insolito fenomeno: la baseball mania. Tutta l’isola ne fu contagiata, a tal punto che Ustica si propagò nel mondo e il mondo arrivò a Ustica. Un’isola davvero isolata e solitaria, un’anima selvaggia e una natura primordiale con cui entrare in contatto nel modo più pacificato possibile.