a cura della Redazione
Oggi è la giornata della Festa della Musica, un po’ diversa dagli altri anni. Abbiamo chiesto a Roberta Pelizer, Jacopo Scafaro e Fabrizio Capra di raccontarci che cos’è la musica per loro.

Oggi 21 giugno, si festeggia o, almeno, si dovrebbe festeggiare la Festa della Musica, iniziativa giunta alla sua trentacinquesima edizione.
Lo slogan di quest’anno è “La Festa della Musica non ha confini”, un titolo pensato quando non era ancora scoppiata l’emergenza sanitaria che ha letteralmente stravolto tutto il nostro modo di essere e di vivere.
Anche questa festa ne ha risentito ed anche se da qualche parte si svolgeranno delle iniziative, non sarà mai quella Festa della Musica da vivere insieme, non saranno mai quelle emozioni da condividere.
Noi di RP Fashion & Glamour News abbiamo chiesto a Roberta Pelizer, Jacopo Scafaro e Fabrizio Capra una breve riflessione su cos’è la musica per loro.

Iniziamo da Roberta Pelizer, titolare del brand RP, di cui fa parte anche la nostra rivista.

foto Sergio Di

La musica fa parte di me sin da quando ero bambina, mi ha insegnato mio padre ad amarla facendomi ascoltare le vecchie “musicassette” nell’autoradio della nostra auto.
La mia preferita è quella degli anni ‘80 e primi ‘90.
Io con la musica ci lavoro e per questo la amo ancora di più: ogni volta che creo un evento di moda la parte più eccitante è proprio quella dedicata alla colonna sonora che accompagnerà tutta la coreografia ed è lì che le emozioni si sbizzarriscono perché mentre scelgo le musiche mi immagino le modelle in passerella e le emozioni che “dobbiamo esprimere” ma soprattutto la pelle d’oca che deve sempre esserci durante tutto il percorso.
La musica fa parte di me anche nella mia sfera privata, perché ne ascoltato molta e in base all’umore che ho scelgo un genere piuttosto che un altro, lego molti momenti della mia vita collegati ad una canzone… alcune sono davvero indelebili nella mia mente ma anche nel mio cuore.

Passiamo ora a Jacopo Scafaro, redattore della rivista e assistant advisor del brand RP.

“Invece le canzoni non ti tradiscono. Anche chi le fa può tradirti.
Ma le canzoni, le tue canzoni, quelle che per te han voluto dire qualcosa. Le trovi sempre li.
Quando tu vuoi trovarle. Intatte. Non importa se cambierà chi le ha cantate.
Se volete sapere la mia, delle canzoni, delle vostre canzoni, vi potete fidare.”
Personalmente penso che questo pensiero di Ligabue rappresenti, per molte persone, cosa vuol dire la musica.
In fin dei conti, la musica è un linguaggio, è comunicazione ed è arte. A differenza però di una normale lingua, la musica ha la caratteristica di essere universale: può essere ascoltata da chiunque e riesce a trasmettere innumerevoli emozioni e sensazioni.
Rappresenta la parte emotiva, sentimentale, passionale di ciascuno di noi. Se anche, come dicono molti studiosi, la musica è vicina alla matematica, io credo che l’armonia e il ritmo musicale parlino più al cuore che alla mente, più all’intuizione che alla ragione. Penso che le canzoni leggano i nostri stati d’animo e ci aiutino a capire chi siamo.

Se lo scopo di ogni essere umano è quello di cercare e diventare se stesso, credo che la musica aiuti ciascuno di noi a raggiungere questo obbiettivo.
La nostra vita è adornata dalla musica.

Concludiamo con Fabrizio Capra, direttore responsabile della rivista e direttore artistico del brand RP.

foto Giuseppe Momentè

La musica, e di conseguenza le canzoni, è un’arte che seguo da sempre. Ho un mio genere musicale preferito ma la musica e la canzone, prevalentemente italiana, l’ascolto tutta, di ogni epoca e di ogni genere.
Mi ha aiutato molto, in questo, l’aver svolto per quasi vent’anni il ruolo di giornalista musicale che mi ha portato a “frequentare” molti artisti scoprendo che non sempre è necessario tracciare un solco e dire: da questa parte un artista che mi piace e dall’altra un artista che non mi piace, di qua la musica che mi piace e dall’altra quella che non mi piace.
La musica è una, ognuno la interpreta a suo modo, nel suo stile.
Quindi non bisogna far si che la musica “divida” ma che, piuttosto, “unisca” e la chiave di lettura della Festa della Musica è proprio questo: aggregarsi e socializzare intorno a quel grande totem che rappresenta la divinità “musica”.
Quest’anno sarà una Festa in tono dismesso, meno partecipato ma possiamo renderla viva, possiamo veramente far si che la musica non abbia confini soprattutto quelli mentali.

Proviamo in  questa giornata ad ascoltare chi crediamo di apprezzare di meno e sicuramente troveremo un qualcosa che ci piacerà, che ci coinvolgerà.
Buona Festa della Musica a tutti!