Riceviamo e pubblichiamo
L’appartamento del Doge di Palazzo Ducale a Genova ospita, dal 12 giugno al 23 agosto, ospita “5 minuti con Monet. A tu per tu con le Ninfee”, una mostra che è una sfida alla riscoperta della contemplazione.

Dal 12 giugno e fino al 23 agosto 2020 si apre la mostra “5 minuti con Monet. A tu per tu con le Ninfee”.
In un tempo che ci costringe a costruire barriere per proteggerci, Palazzo Ducale invita all’incontro con un capolavoro, alla riscoperta della contemplazione di un’opera d’arte e della sua forza espressiva. Il distanziamento sociale diventa così l’occasione per una esperienza estetica unica: il contatto diretto con uno dei più grandi capolavori della storia dell’arte, le Ninfee di Claude Monet, proveniente dal Musée Marmottan Monet di Parigi. La mostra propone una visita del tutto particolare, dando la possibilità di ammirare l’opera in completa solitudine per cinque, straordinari, minuti.
L’esposizione vanta anche il contributo del Comune di Genova, che per l’occasione concede in visione il dipinto La contessa Beatrice van Bylandt di Giovanni Boldini proveniente dalle Raccolte Frugone dei Musei di Nervi.

Il perché di una mostra
Con questa iniziativa Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, in collaborazione con il Comune di Genova, intende far diventare il distanziamento sociale l’occasione per un’esperienza estetica immersiva ed emozionante.
Questa mostra è una sfida alla riscoperta della contemplazione, del contatto e della forza espressiva di un’opera. In un tempo che ci costringe a costruire barriere per proteggerci, Palazzo Ducale invita ad un incontro diretto con un capolavoro, a metterci in ascolto di quanto l’arte, con grande capacità narrativa, riesce a dire di sé, ma anche di noi, per fare del distanziamento sociale messo in atto per proteggerci, un’autentica occasione di avvicinamento all’arte e all’esperienza estetica.
Più di ogni altro è Monet, che con la sua pittura fluida ed avvolgente, col suo narrare personale eppure universale, può permetterci di vincere questa sfida.

Giverny
Nel 1883 Claude Monet insieme alla moglie e ai figli si trasferisce a Giverny, piccolo e tranquillo paese immerso nella campagna della Normandia, dove, secondo le sue stesse parole «la luce è unica: non si trova uguale in nessun’altra parte del mondo». Nell’estate del 1893 ottiene l’autorizzazione per deviare il corso del fiume Epte che costeggiava allora il villaggio di Giverny, creando un piccolo stagno colmo di ninfee attraversabile da un ponte in stile giapponese. Monet trasforma completamente il giardino e lo cura come un giardiniere e un botanico esperto: rose, iris, tulipani, glicini, campanule, salici piangenti sono solo alcune delle tante specie vegetali che ancora oggi circondano lo stagno delle ninfee.

Le Ninfee
L’opera esposta è stata realizzata all’incirca tra il 1916 e il 1919, ed è conservata oggi al Musée Marmottan Monet di Parigi. In quest’opera Claude Monet offre la visione di un “mondo fluttuante”, uno spazio piano dove si fa fatica a distinguere l’immagine dal suo riflesso, dove due cascate di salici, vicino ai bordi laterali, incorniciano un tappeto di ninfee su cui poggiano i riflessi delle nuvole.
Le Ninfee sono caratterizzate dall’assenza di fondo: l’orizzonte è aperto, non vi è né terra né cielo, solo l’onda ed il fogliame ricoprono la tela luminosa, sovrastata da corolle di fiori eterei; rappresentano una tappa fondamentale nell’arco della produzione artistica di Monet, sintetizzano l’evoluzione finale non solo dello stile dell’artista, ma dell’intera corrente pittorica impressionista nella quale egli si inserisce.

Giovanni Boldini
Nel 1894 fu un pittore italiano a sollecitare la conoscenza di Monet in Italia. Oggi come allora è ancora Giovanni Boldini ad introdurci l’opera dell’artista francese: lo fa con un capolavoro, uno dei tesori artistici custoditi a Genova, il dipinto La contessa Beatrice Susanne Henriette van Bylandt, proveniente dalle Civiche Raccolte Frugone di Nervi. La mostra vanta infatti anche il contributo del Comune di Genova, che per l’occasione ha concesso in visione, come introduzione alle Ninfee l’opera di Giovanni Boldini…. che esposto qui vuole strapparci un’altra promessa, quella di scoprire, con sempre maggiore profondità, il patrimonio culturale genovese.
La mostra è realizzata in collaborazione tra Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Arthemisia e il Musée Marmottan Monet di Parigi, con il contributo del Comune di Genova.

5 minuti con Monet. A tu per tu con le Ninfee
Palazzo Ducale – Appartamento del Doge – Genova
dal 12 giugno al 23 agosto 2020
orari: lunedì ore 14-19 - da martedì a domenica ore 10-19
Biglietto intero 7€ – ridotto 6€ - Biglietto ridotto 3€ per bambini e ragazzi fino a 14 anni
Acquista qui il biglietto online su vivaticket.it
La visita segue i protocolli di sicurezza anti Covid-19 che prevedono il rispetto della distanza interpersonale tra i visitatori, seguendo il percorso segnalato all’interno delle sale espositive e all’esterno sul loggiato e sullo scalone di accesso. È obbligatorio anche l’utilizzo della mascherina all’interno della mostra e la misurazione della temperatura all’ingresso.
Negli spazi espositivi e congressuali è inoltre vietato:
– introdurre animali, ad eccezione di quelli utili per accompagnare le persone disabili, e qualunque oggetto che per le sue caratteristiche possa rappresentare un rischio per la sicurezza delle persone, dell’edificio, delle strutture;
– effettuare riprese fotografiche e audiovisive non autorizzate o in deroga con le norme esposte alla biglietteria;
– fumare in tutti i locali della Fondazione;
– usare il cellulare all’interno degli spazi espositivi;
– consumare cibi e bevande.
Altri divieti possono essere imposti in biglietteria o direttamente nelle zone espositive per ragioni di sicurezza
L’intera carta dei Servizi di Palazzo Ducale è consultabile qui.