di Roberta Pelizer
Oggi Roberta Pelizer, titolare del brand RP, ci scrive della passione per il pizzo, di come nasce e le varie tipologie.

Si chiama pizzo, merletto o trina questo preziosa lavorazione che viene utilizzata per abbellire abiti, teleria bagno, lenzuola, tende per la casa e tutto ciò che una buona fantasia può creare.
Ma come nasce questa particolare lavorazione? I filati vengono lavorati per ottenere un tessuto leggero, prezioso e ornato e avviene costruendo un intreccio nel vuoto per mezzo di supporti che ornano i fili che vengono lanciati nelle direzioni richieste dal disegno progettato.
Il pizzo può essere lavorato a mano libera, su tombolo, su telaio e a macchina ed in base alla lavorazione nascono a loro volta i vari “tipi di pizzo” il più famoso in assoluto è il San Gallo ed è anche il più utilizzato, lo si trova si svariati spessori e colori.

Altri tipi sono ad esempio “il Filet” una rete realizzata a mano con la tecnica usata dai pescatori per le reti da pesca, il “modano” è l’unico strumento necessario alla lavorazione e consiste in una spola rettangolare su cui è avvolto in filo da annodare.
Il “Macramè”, invece, necessita di un cuscinetto su cui fissare il filo di base e su di esso vengono avvolti i fili variamente annodati a mano, “Il chiacchierino”, invece, è il nome vero e proprio dello strumento con cui si conduce il filo e lo si annoda, viene detto anche navetta da una piccola spola oblunga dall’estremità ogivali che oggi viene prodotta in plastica ma poteva essere di legno o di osso; “l’uncinetto” utilizza invece un piccolo uncino (da qui prende il nome) per formare il merletto che generalmente a uno spessore abbastanza ridotto perché è molto fitto. 

I pizzi hanno finito per assumere caratteristiche particolari a seconda delle zone di produzione e si differenziano generalmente nelle qualità e nella grossezza del filo usato, nel tipo di disegno eseguito, nella varietà dei punti utilizzati e il nome è perciò spesso accostato a denominazioni di località come ad esempio sono famosi “Il puncetto” della Valsesia o il pizzo a punto “Venezia” o il tombolo “di Cantù”.

Il disegno del merletto varia seconda della tecnica utilizzata e delle tradizioni locali, perciò può essere più o meno geometrico e più o meno realistico infatti in alcuni casi come nella realizzazione del puncetto non è usato nessuno schema ma la “merlettaia” segue il proprio estro e il ricordo dei tradizionali motivi geometrici tramandati nei secoli, genericamente più il filato è sottile e più il merletto risulta delicato e prezioso e spesso sono usati fili di cotone ma anche fili di seta, d’oro ed argento con l’inserimento di perline e paillettes per le lavorazioni più pregiate o la realizzazione di accessori ornamentali su come incastonare pietre preziose, perle e accessori vari