di Jacopo Scafaro
Vi proponiamo oggi l’intervista che il nostro redattore Jacopo Scafaro ha realizzato con Dodi Battaglia, un nome del panorama musicale italiano che sicuramente non ha bisogno di presentazioni vista la sua grandissima popolarità.

Ho avuto il piacere nei giorni scorsi d’intervistare Dodi Battaglia – celebre e storico WhatsApp Image 2020-04-13 at 19.11.38componente dei Pooh (sciolti a fine 2016), eccezionale cantautore, compositore e autore di ben oltre 140 brani pubblicati, di cui 70 per i Pooh, vanta molti prestigiosi riconoscimenti tra cui, il titolo di “miglior chitarrista europeo” conferitogli nei primi anni ottanta dalla rivista tedesca Stern – con lui abbiamo parlato della sua meravigliosa carriera, della situazione attuale che stiamo vivendo e della forza della musica, la sua.

Dodi, “Prima che musicisti bisogna ricordarsi di essere uomini” ha dichiarato una volta, come vive l’uomo questo periodo difficile che stiamo attraversando?
L’emergenza sanitaria che ci sta coinvolgendo tutti quanti senza distinzione alcuna è una eventualità che ammetto di non aver mai preso in considerazione. Mi rendo conto di vivere il doveroso autoisolamento che tutti dobbiamo osservare in una condizione “fortunata”, se così si può dire: la mia famiglia è in salute, ho con me i miei strumenti, posso continuare a fare esercizio e lavorare nel mio studio. Ma rimangono comunque vive l’apprensione e la WhatsApp Image 2020-04-13 at 19.11.39grande ammirazione per tutti coloro che si stanno dando da fare per contenere la diffusione del virus: il personale medico, i ricercatori, le forze dell’ordine e tutti i volontari”.

Jim Morrison diceva: “Un giorno anche la guerra s’inchinerà al suono di una chitarra.” Come può la musica aiutarci in questi giorni bui?
“La musica è probabilmente l’unico linguaggio che sa superare qualsiasi barriera linguistica e ideologica, giungere a tutti indistintamente ed entrare in comunicazione con la parte più profonda e sensibile delle anime. In questi giorni può essere di grande consolazione, di ispirazione, di aiuto. In qualità di delegato e portavoce di Nuovo IMAIE ho collaborato alla creazione di un fondo di 7,5 milioni di Euro a favore degli artisti in difficoltà danneggiati nella professione dagli eventi legati all’emergenza sanitaria, come ad esempio l’annullamento di un concerto, di una rappresentazione teatrale, di una produzione cinematografica, di un turno di doppiaggio. Un altro esempio è quello dei miei WhatsApp Image 2020-04-13 at 19.11.36amici e colleghi Roby Facchinetti e Stefano D’Orazio che, con il loro singolo “Rinascerò, rinascerai”, stanno raccogliendo fondi per l’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo”.

Parlando di Lei, come fa dopo oltre 50 anni di carriera ad avere la stessa energia e passione per la musica?
“La parola chiave della mia risposta è racchiusa nella domanda: passione. Per me la musica non è mai stato un mestiere per il quale timbrare il cartellino e da lasciare chiuso fuori una volta giunto a casa. La musica è una vera e propria compagna che mi ha preso per mano all’età di 5 anni e non mi ha più lasciato. Quando un’amicizia è intensa, coinvolgente, una passione appunto, non ne sei mai stanco e le dedichi ogni tuo momento WhatsApp Image 2020-04-13 at 19.11.37libero. Se poi riesci a farne anche un mestiere, allora sei un uomo fortunato”.

La chitarra è la sua compagnia da una vita, come nasce questo “amore”?
“Nacque grazie ad Hank Marvin. Un pomeriggio del 1965, mentre mi trovavo in centro a Bologna con mia madre, dal juke-box ospitato all’interno di un grande magazzino sentii uscire il suono più bello che avessi mai udito prima d’allora: era la Fender Stratocaster che Marvin suonava nel brano “Atlantis” degli Shadows. Abbandonai per sempre la fisarmonica che studiavo dall’età di 5 anni e mi gettai senza esitazioni alla scoperta di quel meraviglioso strumento a corde”.

In questo periodo avrebbe dovuto essere in giro per l’Italia con “Perle – il tour” com’è nato questo progetto?
PERLE – Mondi senza età è una tournée teatrale nata dalla mia voglia di far riscoprire tutta una serie di brani del repertorio dei Pooh meno noti al grande pubblico, ma non per questo meno intensi e pieni di significato. Negli anni nello stilare le scalette dei tour noi Pooh abbiamo sempre dato la precedenza alle canzoni di grande impatto, vivaci, questo perché abituati ad esibirci nei grandi spazi delle piazze e dei palasport. Ma esiste tutto un repertorio che per essere apprezzato sia nei testi che nelle soluzioni compositive necessita di un ambiente chiuso come il teatro. Ho così assecondato il mio desiderio, condiviso anche WhatsApp Image 2020-04-13 at 19.11.37 (1)da moltissimi fan che negli anni mi avevano domandato di eseguire proprio quei brani che poi ho inserito in scaletta”.

Cosa rappresenta per lei il Live ed il contatto con i suoi fan?
“L’esibizione live, il contatto con il pubblico sopra e giù dal palco sono elementi fondamentali della mia passione e del mio mestiere. La musica è uno strumento di comunicazione: se non propongo agli altri ciò che la mia sensibilità esprime attraverso lo strumento, la mia musica finirebbe per essere unicamente un lungo monologo racchiuso in una serie di dischi. Esibirmi nelle piazze, nei teatri mi permette di guardare in faccia le persone e di capire, attraverso le espressioni dei loro volti, se ciò che cerco di comunicare attraverso la musica viene compreso e condiviso”.

Dodi e i Pooh, ha un ricordo particolare ed emozionante che vuole condividere con noi?”
Con i Pooh ho una intera vita di bei ricordi. Senza dubbio quello che sovrasta tutti, a parimerito con quello del mio “arruolamento” come chitarrista del gruppo da parte di Valerio Negrini e Roby Facchinetti, vi è la vittoria al Festival di Sanremo, di cui proprio quest’anno ricorrono i trent’anni. Vincemmo l’edizione del 1990 con il brano “Uomini soli”, il cui testo fu scritto da Negrini, fondatore del gruppo e grandissimo paroliere. Quel suo testo dedicato alla solitudine ed all’emarginazione ci conquistò da subito e non avemmo WhatsApp Image 2020-04-13 at 19.11.36 (1)dubbi che sarebbe stato il brano ideale da presentare alla kermesse, anche per dimostrare che una manifestazione canora poteva offrire spunti di riflessione importanti”.

Qual è la sua canzone preferita, quella che non può mai mancare?
“Porre questa domanda ad un compositore e paroliere è un po’ come chiedere ad un padre quale figlio preferisce… Battute a parte, nelle mie esibizioni live non so rinunciare allo strumentale Vale, composto di getto quando venne a mancare prematuramente Valerio Negrini. In tale pezzo ho cercato di sublimare il mio dolore per la perdita di un fratello vero, ma nel contempo di infondervi tutti i ricordi belli che mi legano a lui. Mi piace condividerlo dal palco anche perché so che Valerio è molto amato dal pubblico che conosce la storia artistica dei Pooh”.

Questo virus ci sta privando di un’intera generazione, che ha contribuito a costruire questo paese. Cosa ci lasciano secondo lei queste persone e cosa dovremo fare per ricordarle sempre?
“Indubbiamente rimaniamo tutti più poveri sia umanamente, sia dal punto di vista della memoria storica. Ma ogni vita è preziosa, a prescindere dall’età e dalle esperienze fatte. La perdita dei nostri anziani ritengo che ci lascerà a lungo con un pesante senso di impotenza per non aver potuto prevedere questa epidemia e per non aver potuto fare nulla per proteggerli. Sul come ricordarli, ritengo che le loro famiglie sapranno conservarne la WhatsApp Image 2020-04-13 at 19.11.35memoria e gli insegnamenti ricevuti”.

Come saremo, quando tutto sarà finito?”
Spero saremo più prudenti, più lungimiranti e più consapevoli di quanto sia semplice mettere in crisi la nostra società, apparentemente forte e con basi solide. Invece siamo tutti parte di un grande ingranaggio al quale basta poco per incepparsi”.

Ed infine, che messaggio vuole lanciare a tutte le persone che giustamente, devono restare a casa?
“Questa pausa autoimposta non deve essere per forza un periodo di noia. Cogliamo invece l’opportunità per sfruttare questo inatteso tempo libero per imparare, perfezionarci, crescere: ciò può avvenire leggendo libri, coltivando un hobby, affinando quelle abilità o quella curiosità che abbiamo sempre accantonato perché i ritmi del nostro quotidiano assorbivano tempo ed energie. Io ad esempio, dopo più di cinquant’anni di attività come WhatsApp Image 2020-04-13 at 19.11.35 (1)musicista professionista, ancora studio per evolvere ulteriormente il mio stile. Una mente desiderosa di imparare non incontrerà mai confini”.

In conclusione vorrei personalmente ringraziare Dodi per l’intervista (lo considero uno dei più grandi musicisti e cantanti italiani).
Grazie di cuore per le emozioni che ci ha regalato, che ci sta regalando e che ci regalerà ancora.
Info su: http://www.dodibattaglia.com/