La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
Oggi La Capra Enoica ci racconta di una leggenda che vede protagonista un suo antenato, una storia da gustare bevendo un buon vino.

L’altro giorno cercando spunti per questa rubrica sono incappato su una leggenda che immagini-in-cornice-smiley-caprone.jpgcoinvolge: un’arca, il suo proprietario, un caprone, l’uva e il vino.
Naturalmente l’arca è proprio quell’arca, quella di Noè, il caprone è uno dei tanti animali salvati dal patriarca biblico, che già qualche millennio fa si trasformò in un “caprone enoico”.
Eccovi questa storia.
La leggenda narra che un caprone, essendo riuscito in qualche modo ad accedere alla riserva d’uva dell’Arca, ne avesse consumato il pieno e avesse iniziato a correre e importunare gli altri animali sulla nave. Chiaramente ubriaca, ci volle del tempo prima che la capra si calmasse e Noè volle capire noe-vinocome l’uva avesse potuto provocare quell’effetto sull’animale. Il comportamento del caprone attirò l’interesse che prese la decisione di emularlo attraverso esperimenti: si cimentò nella vinificazione sul monte Ararat”.
Una zona, quella del Monte Arat, dove la Bibbia colloca il luogo dove l’arca si depositò al ritiro delle acque, ancora oggi apprezzata zona di produzione di vini e liquori.
L’Armenia ospita la più antica cantina, la grotta Areni-1 nella provincia di Vayots Dzor, risalente al 4100 a.C.; la cantina si presenta con tutto il necessario per la produzione di vini, attrezzature che fanno pensare alla produzione di vino ancor prima dell’arrivo di Noè.
Storia o leggenda che sia mi trovo particolarmente attratto dal protagonista di quanto ho morellinoraccontato… il caprone, a cui esprimo la mia personale ammirazione per aver compreso che a volte è sufficiente un buon vino per sentirsi felici.
E se si trattasse di un mio antenato… che onore!
Orazio affermava “Nunc vino pellite curas”. “Affogate nel vino gli affanni” ma con moderazione e bevendo sempre in modo consapevole.
Mentre leggevo questa storia mi immergevo nel sorseggiare un buon vino, un “Morellino di Scansano 2018”, molto gradevole e coinvolgente, etichetta “Giglio del Duca”.
Stiamo vivendo il periodo #iorestoacasa ma non per forza da soli, una buona bottiglia di vino ci può tenere compagnia.
Vino fedele amico.
Parafrasando il buon Jacopo… tenete una “botte” sempre! Ma piena… ponendo attenzione che la moglie… non sia ubriaca.