Oggi per la rubrica “Racconti e poesie ospitiamo un altro racconto breve di Antonio Scafaro dedicato al Carnevale… del 1989.
Era il Carnevale del 1989…
di Antonio Scafaro

Beppe: un metro e ottantacinque, centodieci chili, pancia prominente, baffi WhatsApp Image 2020-02-11 at 18.34.55 (1)pornovintage.
Vittoria: un metro e ottanta, novantacinque chili, un armadio su un viso bello e solare, senza baffi.
Era il Carnevale del 1989.
Marco, assieme alla sua ragazza, Daria, una bella mora di venticinque anni, aveva organizzato tutto.
Avevano riunito tutta la compagnia, eravamo quattro coppie e ci avevano illustrato quanto segue: partecipare a una festa di carnevale, in costume naturalmente, come facevamo ormai già da qualche anno ma con la differenza questa volta, che la maschera più bella avrebbe vinto un premio di 300.000 lire.
Lasciammo libera la fantasia, ognuno avrebbe deciso il proprio abito e naturalmente incominciammo tutti a fantasticare su come spendere quei soldi ( una bella cifra in quegli anni).
Il mio fu da antico funzionario dell’impero cinese, il Mandarino.
In testa il tipico copricapo manciù di velluto nero da cui spuntava una lunga treccia nera, veste  gialla e naturalmente occhio orientale a mandorla.
Patrizia, la mia ragazza, era una leggiadra farfalla, Daria una ballerina diflamenco, WhatsApp Image 2020-02-11 at 18.34.56Marco si era mascherato da  Zorro,  Valerio e Simona erano rispettivamente un pirata e una nobildonna inglese. In quella settimana di preparativi ci eravamo sentiti tutti, fatta eccezione per Beppe e Vittoria, e ci eravamo scambiati pareri e consigli.
La sera della festa ci ritrovammo davanti alla discoteca, Beppe e Vittoria ci avrebbero raggiunto con un po’ di ritardo, nessuno immaginava che vestito avessero scelto anche perché, vista la corporatura non sarebbe stato facile. Ipotizzammo che sarebbero venuti con qualche maschera sul viso e un cappello, come del resto avevano fatto negli anni addietro.
L’ atmosfera incominciò a scaldarsi, il DJ accompagnato da musica in sottofondo, spiegò il regolamento del concorso: il voto sarebbe stato espresso dal pubblico e dagli organizzatori, con maggioranza da parte di quest’ultimi.
Al vincitore verrà corrisposto un premio di… si interruppe… e con lui la musica, WhatsApp Image 2020-02-11 at 18.34.57seguimmo tutti il suo sguardo attonito rivolto all’ingresso: entrò prima Beppe, tutina a righe gialle e bianche, parrucca bionda con antenne sulla testa e tocco finale, due alucce che oscillavano a ogni passo, una perfetta Ape Maya.
Dopo, con portamento leggiadro entrò lei, Vittoria, non so se esiste un termine per indicare il silenzio nel silenzio, si potrebbe definire quasi una mancanza di atmosfera, dapprima si intravidero i petali enormi che ballonzolavano attorno al collo; la testa, coperta anche lei da una parrucca gialla, rappresentava il capolino della margherita, il corpo avvolto in una tutina nera evidenziava, in modo grottesco, il fisico quadrato, massiccio, goffo. Penso di non aver mai riso tanto in vita mia, avete presente la descrizione di Beppe e Vittoria nell’incipit? Associatela alla vestizione di carnevale, confrontateli con un’ape maya e una margherita e provate a non ridere.
Come un domino run, dove il primo pezzo attiva una successione di cadute, così la prima risata contagiò a catena tutti, fino a che le risate sovrastarono la musica. Daria e Simona corsero in bagno per non rischiare di farsela addosso, fu tale il divertimento in quei WhatsApp Image 2020-02-11 at 18.34.55 (2)cinque minuti che per noi la serata poteva concludersi anche lì. Ma la cosa che lasciò allibiti tutti fu la nonchalance con cui Beppe e Vittoria attraversarono la sala e vennero a salutarci.
Ci confessarono che volevano farci una sorpresa ed era per questo motivo che non si erano fatti né vedere né sentire per un’intera settimana, e ci erano riusciti alla perfezione.
Ballammo fino a non riuscire più a stare in piedi.A mezzanotte fu proclamato il vincitore, avrà vinto la coppia “Ape Maya e Margherita” direte voi, eh no, il premio fu assegnato a una insignificante cappuccetto rosso.
Avviliti lasciammo il locale, fummo accompagnati alle nostre auto dal silenzio.
Se vi può consolare i vincitori, per me, siete voi.
Ci girammo,era il buttafuori,
capite bene, continuò, che se fra i concorrenti c’è la fidanzata del proprietario, il gioco perde di lealtà e questa è una cosa che proprio non sopporto.
Comunque grazie, non mi sono mai divertito tanto.
Non vincemmo la gara, ma in compenso godemmo della felicità che la fantasia e il coraggio dei nostri amici ci aveva regalato e, cosa buffa, a distanza di tanti anni, ridiamo ancora a crepapelle quando qualcuno di noi ricorda quella splendida serata.
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