Riceviamo e pubblichiamo
Gianni Oliva è ospite ad Acqui Terme (AL) per le Giornate Culturali dell’Acqui Storia che si apre con la commemorazione del Giorno del Ricordo. Domenica 16 febbraio nella Sala Conferenze di Palazzo Robellini.

Il ciclo delle Giornate Culturali dell’“Acqui Storia” si apre con la commemorazione del Giorno del Ricordo per la quale il Premio invita la cittadinanza ad approfondire un gianni olivamomento tragico della storia italiana: in Istria e Dalmazia, nella prima metà del secolo breve, si creò uno scenario di violenti ed intensi conflitti con complesse radici economiche e politiche.
Gianni Oliva, giurato del Premio Acqui Storia, incontrerà il pubblico domenica 16 febbraio alle ore 16,30 presso la Sala Conferenze di Palazzo Robellini, per aprire un dibattito sul suo volume  “FOIBE. Le stragi negate degli italiani della Venezia Giulia e dell’Istria” edito da Mondadori,  titolo simbolo di come furono trucidati migliaia di italiani, vittime di quella lotta per l’accesso al mare, iniziata nell’800, e quindi scacciati nel secondo dopo guerra dalle truppe comuniste di Tito che con ogni mezzo costrinsero gli Italiani, lì residenti da oltre un millennio, ad un esodo che coinvolse la maggioranza dei nostri connazionali.
Introdotto dall’Assessore alla Cultura Avv. Alessandra Terzolo, il professor Oliva verrà intervistato da Ruggero Bradicichsocio fondatore del Comitato Familiari delle Vittime Giuliane, Istriane, Fiumane e Dalmate.
Tra il maggio e il giugno 1945 migliaia di italiani della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia vennero uccisi dall’esercito del maresciallo Tito, gettati nelle «foibe» o deportati nei campi sloveni e croati, dove morirono di stenti e malattie. In una strategia copertinamirata a colpire chiunque si opponesse all’annessione delle terre contese alla «nuova» Jugoslavia, caddero collaborazionisti e repubblichini, antifascisti membri del CLN, partigiani non comunisti e soprattutto tanti cittadini comuni travolti dal clima di torbida violenza di quelle settimane. In questo libro intenso e inquietante Gianni Oliva ricostruisce le vicende di quei giorni in tutte le loro articolazioni politiche, militari e diplomatiche, restituendo alle «stragi negate» la loro verità dopo mezzo secolo di colpevole silenzio.
Descritte nella versione ufficiale del governo di Tito come esecuzioni contro fascisti e collaborazionisti, limitate nei numeri e suffragate da sentenze di tribunali, le feroci azioni di eliminazione fisica orchestrate dall’Ozna, la famigerata polizia politica jugoslava, furono in realtà vere e proprie operazioni di pulizia etnica contro gli italiani di Venezia Giulia e Istria, in cui vennero coinvolti anche cittadini sloveni e istriani non allineati al nuovo corso della dittatura comunista instaurata sin dagli ultimi giorni di guerra.
Nei numeri, il bilancio delle vittime trucidate e gettate nelle profonde fenditure della roccia carsica, chiamate appunto “foibe”, pare assestarsi sugli 11mila morti. Ma, aldilà di ogni arido resoconto contabile, resta l’orrore di questa pagina di storia e la dolente pietà per gli innocenti uccisi su cui una complessa ragion di Stato ha steso per oltre mezzo secolo una coltre di silenzio.
Gianni Oliva, storico torinese molto noto, già Assessore della Regione Piemonte, attualmente preside del liceo Majorana di Moncalieri, è autore di circa 30 libri su quattro diverse direttrici di ricerca storica, tra cui il volume “Foibe” (Mondadori).