Torniamo a ospitare in questa rubrica Antonio Scafaro che in occasione dell’appena passato “Giorno della Memoria” ha scritto questo racconto breve, La speranza.
LA SPERANZA ( Il giorno della memoria)
di Antonio Scafaro

Franz nacque nell’inferno e ne uscì all’età di cinque anni.
Dapprima fu adottato da una famiglia russa, in seguito, per inspiegabili cavilli WhatsApp Image 2020-01-28 at 18.56.24burocratici, fu affidato a un orfanotrofio a Singapore. Lì rimase fino all’età di 12 anni, finalmente ritornò a casa, in Germania, adottato da una coppia senza figli, che lo amò come proprio. Studiò fino a laurearsi in ingegneria, imparò perfettamente 11 lingue e, nonostante la sua menomazione e le infinite peripezie, amava la vita.
Una domenica tornò a far visita ai suoi genitori adottivi, dopo pranzo, mentre   girovagava per la campagna, notò un casolare abbandonato.
Entrò spinto dalla curiosità e notò, in una stanza con muri di mattoni scrostati e con il pavimento in terra cruda, un letto in ferro battuto con la sola testiera e pediera, senza rete.
Avvertì un leggero malore, fu scosso da brividi e un ricordo gli salì con violenza: una WhatsApp Image 2020-01-28 at 18.57.23stanza piena di luci e adulti in camice bianco che ridevano mentre lo legavano a un letto di ferro.
Aveva bisogno di ricordare e di capire, doveva tornare ai luoghi della sua fanciullezza, nel tenebroso inferno.
Il treno per Dachau partiva alle nove e quarantacinque, fu colpito dalla moltitudine di passeggeri, fu infastidito dal vociare confuso, una babilonia, ma erano al corrente del luogo dove li avrebbe traghettati Caronte?
Lui purtroppo sì, lo sapeva.
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La scritta lo intimorì nonostante l’avesse avuta sotto gli occhi per cinque anni. Attraversò la sala dei ricordi, arrivò alle baracche, vergognosamente linde e ordinate nella loro WhatsApp Image 2020-01-28 at 18.57.19glaciale normalità. Si diresse al blocco degli esperimenti medici, appena varcò la soglia rimase pietrificato come se avesse incrociato lo sguardo delle Gorgoni. Il letto era lì nello stesso posto di sessanta anni prima, capì il perché della strana sensazione provata nel casolare.
Si rivide bambino, terrorizzato mentre possenti braccia lo bloccavano al letto, ricordò di essersi svegliato in una enorme stanza, circondato da adulti e bambini piangenti, lui non aveva lacrime, nessuno gli aveva trasmesso sentimenti, era nato nel campo, non aveva conosciuto chi l’aveva concepito.
Stupito notò che gli mancava il braccio destro, la benda sporca di sangue copriva il WhatsApp Image 2020-01-28 at 18.57.24moncherino poco sopra il polso.
L’innocenza dei bambini non gli concesse di provare odio, il solo sentimento che gli ispirò il suo animo gentile fu di stupore… perché, si chiese: lui era il campo, lui era loro o almeno lo credeva.
Lasciò il campo di concentramento sereno, il peso di sessanta anni di tristi ricordi lo affidò al firmamento, la scritta sotto la Menorah, che recitava “Per non dimenticare” riaccese in lui la speranza che, come Pandora, aveva tenuta ben stretta nel suo animo angosciato.