di Jacopo Scafaro
Il nostro redattore Jacopo Scafaro ha assistito al concerto di Gigi D’Alessio e Nino D’Angelo e ci propone le sue riflessioni su questo evento.

Cosa significa l’attaccamento alla propria terra d’origine?
In sostanza cosa significa essere napoletano?
Significa respirare la storia, respirare i pregiudizi altrui, respirare la bontà d’anima di un WhatsApp Image 2020-01-24 at 14.58.54popolo in continua lotta con i propri problemi, respirare l’aria del mare alle sei del mattino, respirare la dignità.
È un sentimento che molto spesso non si può spiegare, ti prende dentro, è nell’anima, è nel sangue ma è anche un coacervo di emozioni e sensazioni anche contrastanti: è gioia di vivere e malinconia, è in pratica sentirsi tutt’uno con la propria terra, identificarsi con essa.
Con questo spirito mi sono recato al concerto evento di Gigi D’Alessio e Nino D’Angelo che si è svolto lunedì 21 gennaio 2020 al Mediolanum Forum di Assago, assieme a Daniele Manfrinati il quale è rimasto ammaliato da questi due artisti.
Figli di un Re minore” questo è il titolo del loro spettacolo; tre ore di musica per i due figli artistici di Mario Merola, il “Re minore” a cui fanno riferimento nel titolo di uno spettacolo che li ha visti per la prima volta assieme sullo stesso palco a dividersi WhatsApp Image 2020-01-24 at 14.58.55spazio e canzoni, a gestire una platea ampia e l’amore incondizionato che i fan provano per loro.
Già, il pubblico: ha cantato tutte e sessantaquattro, ripeto 64 canzoni, dalla prima all’ultima con lo stesso patos emotivo.
Ho provato grande emozione, l’ammetto, nel vedere quasi quattro generazioni cantare, arrivare con ogni tipo di gadget e magliette; per una sera chi ha dovuto lasciare la propria terra natìa per vari motivi, si è sentito di nuovo a casa e si sentivano bene, molto bene.
I due re della musica e della canzone napoletana ed anche italiana, che hanno fatto grande la città di Napoli,  tra canzoni d’amore e ritmi partenopei sono riusciti ad emozionare il pubblico; non sono mancati i momenti per divertirsi con questi due WhatsApp Image 2020-01-24 at 14.58.57mattatori che, oltre che cantanti e musicisti, sembrano essere anche dei comici nati, made in sud, ovviamente.
Certo, per i puristi, o per quelli cresciuti a pane e rock ‘n’ roll, sovente la litania napoletana propria e celebre degli artisti in questione, può sembrare quasi un lamento monocorde, cosa che invece non è perché come disse Lucio Dalla, da grande appassionato di cultura napoletana: «Quella napoletana è la musica più importante del Novecento».
Due artisti legati da una lunga amicizia – “in passato c’è chi si è divertito a metterci uno contro l’altro. E noi, a volte, abbiamo anche lasciato fare, con qualche battutaccia. La verità è che siamo amici da trent’anni. Amici veri. Gigi ha anche suonato per me” racconta Nino D’Angelo al pubblico – e questo concerto evento è la prova di come non ci siano mai riusciti a buttarli giù.
Vedere due pubblici cosi trasversi che han applaudito sempre con grande affetto WhatsApp Image 2020-01-24 at 14.58.55 (1)entrambi gli artisti, è una cosa molto rara, perché si percepiva davvero l’affetto che da entrambe le parti si provava.
Nino D’Angelo ha cantato canzoni come Mente cuore, Chesta sera, Jamme ja e tantissime altre e Gigi le sue iconiche canzoni come Mon amour, Scusami e Non dirgli mai; a dir la verità D’Alessio ha dato il via alla canzone, venendo poi letteralmente ‘sopraffatto’ dal pubblico, che unendosi in unico coro ha cantato ogni singola strofa dalla canzone, lasciando lo stesso autore senza parole e con molta emotività, alla fine della canzone.
Molti gli ospiti, Fiorella Mannoia apparsa sui video per duettare con Gigi nella nuova canzone “L’ammore” tratta dall’ultimo album “Noi Due”, Giusy Ferreri, Emis Skilla e specialmente un divertito Nino D’Angelo che si è apprestato a ballare come un ventenne, inginocchiandosi spesso sul palco e accennando anche una breve parte rap.
Nella parte finale hanno messo insieme quello che molto probabilmente è il medley più lungo della storia: dura 58 minuti, nel quale sono racchiusi i loro più grandi successi, si è partito dagli anni Ottanta fino ad arrivare a fine anni Novanta.
Due mostri sacri della nutrita scuderia del palcoscenico partenopeo che hanno WhatsApp Image 2020-01-24 at 14.58.55 (2)nell’ironia di classe il loro punto d’incontro più alto. Avrei pagato oro per assistere alle prove di questo concerto, ma quando si deve recensire, occorre anche soffrire e vedere il lavoro solo quando è ultimato e messo in scena. Una serata resa tale da due artisti che non ostentano il proprio talento fuori dal palcoscenico, ma anzi, si fanno apprezzare anche, e soprattutto, per la loro umanità. Caratteristica che li rende due veri fuoriclasse da palcoscenico e non solo.
Solenne il tributo al grande Re minore della sceneggiata napoletana, ossia Mario Merola; ambedue gli artisti prima di cantare “Cient’anne” hanno menzionato diversi episodi sul reciproco rapporto di amicizia con Merola.
Durante la performance di questa canzone, ho registrato un breve video e l’ho inviato a mio padre (che è napoletano), lui per risposta mi ha detto che si è emozionato perché è come se per pochi minuti fosse tornato indietro di 40 anni nella sua terra natìa.
Ed allora ho pensato che molte persone in quella particolare serata, una volta finito il concerto, avrebbero fatto ritorno nel mondo che adesso conoscono molto bene, una terra non più straniera, una terra che gli ha permesso di vivere bene con il frutto del WhatsApp Image 2020-01-24 at 14.58.56loro sacrifico, dovendo abbandonare la terra madre.
Ritornano nel mondo dove, ritroveranno – ovviamente – tutto come quando l’avevano lasciato, qualche ora prima.
Sapendo che il loro mondo ormai è nella città, una volta straniera, che li ha accolti e comunque cresciuti e nutriti.
Ma nel loro cuore –  grazie a Gigi D’Alessio e Nino D’Angelo ed al loro concerto evento –  l’immagine e la bellezza d’essere napoletani, l’immagine della loro città d’origine, del loro paese, resterà forte ed indelebile per sempre come quando l’avevano lasciata la prima volta.
Perché come diceva il grande Luciano De CrescenzoNapoli per me non è la città di Napoli ma solo una componente dell’animo umano che so di poter trovare in tutte le persone, siano esse napoletane o no” e grazie a Gigi e Nino questo è possibile.