La Capra Enoica (Fabrizio Capra)
Per l’articolo di oggi prendiamo spunto da una credenza che risale all’antica Roma per parlare ancora una volta di… bollicine.

Nei tempi moderni, all’ora dell’aperitivo, si entra in un bar e si chiede: “un prosecchino” o, se vogliamo essere più fini, “un brut”.
Ma non è sempre stato così, in particolare nell’antichità.
Nella Roma antica la presenza di bollicine nel vino non era apprezzata, anzi…
Banchetto-romano… gli antichi romani ritenevano che le bollicine presenti nel vino provenivano da nefaste influenze della luna e all’azione di spiriti maligni.
Quindi nell’Antica Roma non si facevano gli Apericena?
Questo non ci è dato sapere, sicuramente i luculliani banchetti non erano annaffiate da vini con le bollicine anche se, in alcuni testi degli antichi (tra cui l’immancabile Plinio il vecchio) si tessevano lodi a questi vini che più che spumantizzati presentavano una “spuma persistente”.
Del resto, un tempo, le credenze più o meno popolari erano parecchio diffuse perché ci si affidava al responso di personaggi come quello narrato da Francesco Guccini nella canzone “Bisanzio”: « Io Filemazio, protomedico, matematico, astronomo, forse saggio…».
Per lungo tempo il pomodoro (che ora mettiamo ovunque) fu ritenuto solo un bell’ornamento perché la credenza popolare faceva si di ritenere tutte le bacche rosse velenose e quindi da non mangiare… e il pomodoro non faceva eccezione.
Del resto ognuno ha le proprie credenze: per parecchio tempo ho osteggiato le bollicine, oggi le adoro.
Si cambia!
Però non credevo che quelle bollicine fossero frutto del maligno ma del sapiente cantiniere/enologo che sapeva gestire  un prodotto per nulla facile.
E il mio calice di brut era proprio limitato al brindisi per qualche ricorrenza, anche calice brutperchè mi infastidiva quella “roba gasata” che mi tornava rumorosamente su…
Poi un bel giorno mi ritrovo a Milano a una degustazione di decine di vini spumantizzati dell’Oltrepò Pavese e d’incanto la diffidenza è sparita.
Chissà se gli antichi romani osservandoci dal loro al di là non provano un po’ di rammarico nel non aver assaggiato queste delizie enoiche, torturandosi per aver pensato che le bollicine fossero opera degli spiriti maligni.
E allora che piacere entrare in un bar all’ora dell’aperitivo e ordinare “un bruttino” con il rischio che il barista, pronto di spirito, ti risponda “Ma lo è già lei, signore!”.