Dicembre sempre tempo di vacanze: Natale e Capodanno all’Isola d’Elba (seconda parte)

Riceviamo e pubblichiamo
Cosa fare d’inverno, tra sport, storia ed enogastronomia all’Isola d’Elba nel periodo delle vacanze di Natale e Capodanno: nove idee diverse dal solito. Oggi altre quattro idee che si aggiungono alle cinque proposte ieri.
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foto Roberto Ridi

Natale e Capodanno al mare. Perché scegliere una meta esotica? L’isola d’Elba, al top delle classifiche di TripAdvisor e di HomeToGo come meta italiana più ambita, è aperta tutto l’anno ed è pronta ad accogliere i turisti anche per le vacanze di dicembre. Tra le tante attività in programma non c’è che l’imbarazzo della scelta: si può visitare Marciana con il suo affascinante presepe vivente, scoprire le miniere dell’isola con un viaggio underground, o ancora provare l’esperienza del trekking, per apprezzare colori della macchia mediterranea, le luci e i profumi dell’Elba nella stagione invernale. Si può anche optare per una vacanza a tutto relax, tra trattamenti di benessere, visite in azienda e degustazioni dei vini pregiati elbani come l’Aleatico, oppure assaggi delle tante specialità gastronomiche.

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foto Roberto Ridi

E poi la storia e l’arte all’Elba non si fermano mai: dalla fortezza del Volterraio il panorama è sempre suggestivo, anche d’inverno. Sono decine le strutture ricettive sempre aperte pronte a ospitare i turisti a Natale e a Capodanno: oltre 70 tra hotel, residence, b&b, agriturismi e appartamenti sono pronti ad accogliere chi sceglierà di trascorrere le festività sull’isola, anche con un cenone a base di prodotti tipicamente elbani all’insegna della genuinità del “Km zero”. Raggiugere l’Elba è semplice: dal porto di Piombino Marittima i frequenti traghetti conducono all’isola in poco meno di un’ora di navigazione. Per chi sceglie il treno, il porto ha la sua stazione ferroviaria con collegamenti da e per le principali città e aeroporti.

IDEA 6. COLORI E LUCI DELL’ELBA: I PERCORSI OUTDOOR
Anche d’inverno, come d’estate, all’Isola d’Elba è tempo di sport. C’è chi si immerge, chi va in bici (e tira con l’arco, fa vela, arrampica, gioca a golf, etc…) tutto l’anno, anche nei mesi “più freddi”, visto che il clima è generalmente mite. C’è chi fa trekking: ecco alcuni itinerari outdoor per un’esperienza all’alba, al tramonto e con i benefici della cromoterapia naturale.

Isola d'Elba

foto Roberto Ridi

All’alba: “Elba all’Alba: Le Cime d’Oriente – Cavo – Rio Elba”
Partendo prima delle prime luci dell’alba, un trekking sui rilievi del versante orientale, da Monte Grosso al Monte Capannello. Un percorso sul crinale orientale dell’Elba, con il mare ad est e ad ovest e con lo sguardo fra le isole dell’arcipelago e la costa toscana, immersi fra gli odori e i colori della bassa macchia mediterranea, fino ad arrivare al piccolo borgo di Rio nell’Elba.
Info percorso: https://goo.gl/maps/xRNZmR6oW7tLukNP9
Difficoltà: impegnativo – necessaria attrezzatura per illuminare il percorso
Al Tramonto: “Il sole si ferma al Semaforo – Chiessi – Semaforo Campo alle serre – Chiessi”
Un emozionante itinerario tra antichi vigneti abbandonati, fino alla terrazza naturale del vecchio semaforo militare di Chiessi, una salita fra i “saltini ” dove si produceva l’aleatico, classico vino elbano da assaporare in attesa del crepuscolo.
Info percorso: https://goo.gl/maps/ZQ3DaqDjJ1fGyJQP7
Difficoltà: impegnativo – necessaria attrezzatura per illuminare il percorso

Isola d'Elba

foto Roberto Ridi

Cromoterapia naturale: “I colori della Terra. Innamorata – Miniera del Vallone”
Partendo dalla spiaggia che evoca leggende di pirati e fanciulle innamorate, un cammino verso i giacimenti ferrosi tra i più ricchi di colori e forme presenti all’Isola d’Elba. Come i veri minatori, alla ricerca dei tesori nascosti del sottosuolo, che per millenni hanno fatto la fortuna dell’Isola. Il verde della macchia mediterranea, i fiumiciattoli azzurri, i laghetti dal colore rossastro e “la calamita” che fa impazzire le bussole. Sarà possibile ritrovare la strada del ritorno? Una gara di orientamento a dimensione mineraria.
Info percorso: https://goo.gl/maps/kbiGDXRYcRB6TmGz6
Difficoltà: facile

IDEA 7. IL MARE D’INVERNO, 200 SPIAGGE PER PASSEGGIARE
Una lunga passeggiata in riva al mare, d’inverno. Piace ai più romantici, agli amanti della natura, a chi vuole tenersi in forma. All’isola d’Elba, con le sue 200 spiagge, c’è solo l’imbarazzo della scelta: da La Biodola a Cavoli, da Padulella a Sansone, dalla sabbia alle rocce, anche d’inverno il mare all’Elba è sempre più blu. Per chi volesse farsi un’idea, basta collegarsi a ElbaSmartExploring per una passeggiata “virtuale” a 360 gradi!

IDEA 8. UN TOUR NELLE MINIERE DI FERRO
Miniera di magnetite del Ginevro
, unica miniera in galleria ancora visitabile sull’isola è il giacimento più grande d’Europa ed è considerata una riserva strategica di ferro dallo stato italiano, tanto da essere tutt’ora tutelata per la sua importanza. Muniti di caschetto e di spirito d’avventura, grazie all’aiuto delle guide, si potrà scendere “nella pancia dell’isola” immergendosi in una visita esperienziale.

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foto Roberto Ridi

Come vivevano i minatori? Quali abitudini permeavano la piccola comunità dedicata agli scavi? Cosa voleva dire lavorare sottoterra? La visita risponde a queste e altre domande, in un percorso articolato lungo i cunicoli e gli spazi comuni della miniera, in cui si avrà più di una volta la sensazione di vedere l’attività ancora in corso, anche grazie alla presenza di strumentazioni lasciate in loco subito dopo la chiusura degli anni 80. Sono previsti due percorsi: quello quota +6 pianeggiante e adatto a tutti, o quota -24, che prevede la discesa di 220 scalini. Le miniere di Capoliveri sono aperte nei giorni 28 dicembre 2019, 2 e 4 gennaio 2020, sempre di mattina.

IDEA 9. ALLA SCOPERTA DELL’ALEATICO, L’ANTICO VINO CHE DISCENDE DAGLI ETRUSCHI DI CUI ANDAVA MATTO NAPOLEONE
L’aleatico è un vino che fa perdere la testa. Questo è quello che si sente dire più di frequente intorno a questo rinomato vino, apprezzato tanto da vantare la DOCG dal vigneti2011. La sua origine si perde nelle origini dell’isola: già gli etruschi avevano creato delle vasche per la raccolta dell’uva. La tradizione si è tramandata fino ai tempi più recenti, quando fu fatto assaggiare a Napoleone, che ne divenne un grande appassionato. Questo nettare dal colore brillante è particolarmente pregiato perché realizzato secondo un processo rigorosamente naturale, tramandato da generazioni: si produce soltanto con l’essiccazione degli acini di vite aleatico. Pensate che da 100 kg di uva si ricavano al massimo 22 litri di vino!

Il programma degli appuntamenti è costantemente aggiornato su www.visitelba.info

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